Portaerei, droni e armi segrete. La macchina da guerra Usa si è messa in moto per punire l'eccidio dei giovani iraniani
Analisi di Fiamma Nirenstein
Fiamma Nirenstein
La task force della portaerei Lincoln è arrivata nel Golfo Persico
È molto difficile che il grande schieramento di forze che avanza verso l’Iran se ne torni a casa senza un risultato preciso come la caduta del regime degli ayatollah. Tutto il sapere tecnologico e politico del mondo non forniscono lumi: è chiaro solo che avverrà. Una enorme forza militare è per strada, una causa non può essere tradita: quella di bloccare e ormai punire l’eccidio spaventoso che tocca le 60mila vittime; di chiudere la destabilizzazione terrorista non solo locale, ma mondiale, legata alla pretesa messianica e alla minaccia atomica. Il capo di stato maggiore iraniano Sayyid Mousavi dice “abbiamo il dito sul grilletto” e nel corso degli ultimi due giorni le minacce agli USA e a Israele si sono fatte fittissime; Israele tace, a Gerusalemme il comandante americano del Centcom, Brad Cooper, incontra Eyal Zamir, capo di stato maggiore israeliano, il capo delle operazioni Itzik Cohen e dell’intelligence Shlomi Blindet. Si coordina la difesa eventuale, e anche forse un attacco in comune.
Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025
Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.