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Deborah Fait
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Viviamo l'atmosfera del 1938 che fu il preludio della Shoah 17/03/2024

Viviamo l'atmosfera del 1938 che fu il preludio della Shoah
Diario di guerra di Deborah Fait

Striscione sulla facciata dell'Università Federico II di Napoli per manifestare contro Maurizio Molinari, direttore de La Repubblica. Le università sono diventati ambienti ostili per gli ebrei. Sotto l'etichetta di "antisionismo" è tornato lo stesso clima di odio antisemita degli anni 30, di cui sono rimasti vittime David Parenzo alla Sapienza di Roma e Maurizio Molinari alla federico II di Napoli. I media soffiano sul fuoco.

L’antisemitismo imperversa in tutto l’occidente e l’Italia dimostra di essere, come negli anni 70 del secolo scorso, uno dei paesi peggiori. Le università sono diventate covi di forsennati razzisti, illiberali, fascisti. Mi rendo conto che dire fascisti è errato perché loro, quelle bande di giovinastri violenti, chiamano “fascista” chiunque non sia delle loro idee, chiunque non odi gli ebrei e Israele.  Perciò bisognerebbe dar loro dei comunisti ma questo farebbe loro piacere visto che considerano il comunismo come l’ideologia migliore del mondo che solo in URSS ha fatto 20 milioni di morti, in Cina 40 milioni e aggiungiamo pure Cuba, il Vietnam e tutti i paesi avvelenati da questa porcheria che rinasce ogni volta che rispunta il virus antisemita. Le accademie di tutto il mondo rifiutano relatori provenienti da Israele o semplicemente ebrei e in Italia non siamo da meno. Prima è toccato a David Parenzo alla Sapienza di Roma, non gli hanno permesso di parlare urlando “Fuori, sionista di merda”. Mi dispiace per Parenzo ma mi auguro che lui, sempre stato di sinistra, abbia imparato qualcosina sui suoi compagni. Non mi riferisco solo ai giovinastri presenti all’università da cui è stato estromesso ma anche ai suoi colleghi della televisione. Basta guardare per 10 minuti il programma della Berlinguer per farsi venire un attacco di bile. Nomino la Berlinguer perché non ho ancora digerito la caduta in basso di Rete 4 voluta da Piersilvio Berlusconi che ha trasformato l’unica rete che dava un po’ di respiro a noi che amiamo Israele e a tutti i democratici liberali, un ammasso di comunisti antisemiti.

Nel giro di pochi giorni un altro ebreo è stato cacciato da un’università. Questa volta si tratta delle Federico II di Napoli. L’ebreo è il direttore di Repubblica, Maurizio Molinari cui esprimo la mia solidarietà. Molinari è stato accolto da un enorme cartello che diceva “Fuori i sionisti dall’Università” e dalle urla dei presenti nazicomunisti, isterici e sputacchianti frasi antisemite.  Mattarella ha risposto “fuori gli intolleranti dalle Università”. La maggior parte dei media getta benzina sul fuoco titolando esattamente quello che scrivono le veline che manda Hamas. La gente perciò crede ai 30 mila morti, alle migliaia di bambini e all’ esercito israeliano che spara sulla folla. Nessuno che si faccia venire l’idea che non si può credere a un’ organizzazione di terroristi tagliagole, che forse le cose non stanno come dicono loro, che probabilmente è meglio fidarsi del portavoce di un paese democratico che di un manipolo di criminali assassini. No! Fin dal primo giorno di guerra le cifre sono prese da un sedicente Ministero della salute gazawo che spara cifre come i numeri al lotto, riuscendo a contare in una manciata di minuti centinaia di morti. Nonostante tutti questi ragazzotti rossobruni mi facciano schifo per la loro violenza e i loro sentimenti antisemiti bisogna ammettere che quest’atmosfera tossica l’hanno creata i “grandi”, quelli che guidano il mondo. Per primo metterei Guterres che, fin dal 7 Ottobre, ha colpevolizzato in modo vigliacco e schifoso Israele mentre qui si boccheggiava di disperazione dinnanzi al pogrom appena accaduto. Poi mettiamoci Biden, burattino di Obama che gli suggerisce come ammanettare Israele in modo che perda la guerra e infine l’Europa e il Vaticano. Il Papa che consiglia l’Ucraina ad alzare bandiera bianca non si può sentire. Chi può desiderare la scomparsa di una nazione europea? Se l’Ucraina seguisse il consiglio del Papa il giorno dopo, invasa dalla Russia, non esisterebbe più. Ma perché non lo dice a Hamas di alzare bandiera bianca, di arrendersi, di consegnare gli ostaggi e di andarsene in esilio su Marte? Questo dovrebbe fare un Papa, non auspicare la fine di una nazione ma la fine del terrorismo.

Stiamo attenti perché nemmeno nel 1938 c’era un simile odio antisemita eppure da quella data tutto incominciò fino ad arrivare all’assassinio di 6 milioni di ebrei. Stiamo attenti.

Deborah Fait
Deborah Fait


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