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Deborah Fait
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Dobbiamo attraversare un'altra volta il Mar Rosso 07/04/2023
Dobbiamo attraversare un'altra volta il Mar Rosso
Cronache israeliane di Deborah Fait

Palestinian man shot dead in disputed circumstances near Jerusalem's al-Aqsa  compound | CNN

Dopo 3.335 anni Israele non è più schiavo in Egitto ma si trova ad essere circondato da nemici sia esterni che interni. Vivo qui da 30 anni e mai ho vissuto una situazione del genere. Non quando eravamo minacciati dall’Iraq e andavamo in giro con la maschera antigas a tracolla, non durante le intifade quando correvamo il pericolo di saltare in aria prendendo l’autobus o andando a bere un caffè al bar. Nemmeno quando c’è stato il distacco da Gaza con il popolo diviso tra sì e no. In quei giorni chi aveva il nastro arancione era contro il disimpegno e chi lo aveva azzurro era pro. Ma non esisteva nessun tipo di guerra tra noi, se un arancione incontrava un azzurro sorrideva ironicamente e viceversa. Israele era colorato più del solito, chi aveva i nastri legati sulle auto, chi sulle biciclette, e chi andava a piedi li allacciava alle borse. Una situazione triste come l’attuale non l’avevamo mai vissuta. Oggi Israele è diviso, dispiace dirlo, a causa di un governo irresponsabile. Tutto sta crollando, la fiducia nel Primo ministro che era stato in passato la guida e l’orgoglio di Israele e che è diventato l’ombra di sé stesso, sta crollando l’economia che lui stesso aveva reso folgorante. Le start up di cui andavamo fieri stanno pensando di andare all’estero. Famiglie e amici si dividono a causa delle idee politiche, chi è contro questo governo detesta chi è a favore e viceversa. Insomma un disastro. E, se questo non bastasse, Israele è sotto attacco dal Libano e da Gaza, piovono missili da nord e da sud e al centro non si sta meglio. A Gerusalemme, la nostra capitale, i palestinesi hanno riempito la moschea di Al Aqsa di armi, petardi, pietre che pesano chili e hanno incominciato la loro personale guerriglia del ramadan. Per uno strano fenomeno tutto arabo, quello che, secondo l’islam, dovrebbe essere un mese sacro, si trasforma in terrorismo. Giovedì, primo giorno di Pesach (La Pasqua ebraica che ricorda la fine della schiavitù in Egitto), alcuni ebrei sono saliti sul Monte del Tempio, accolti da sputi, lanci di pietre mentre altri all’interno della “sacra” moschea sparavano petardi per obbligare la polizia ad entrare e incominciare i tafferugli. Mentre accadeva tutto questo centinaia di donne arabe urlavano contro gli ebrei “Allahu akhbar” agitando bastoni. Decine di missili sono stati lanciati dal Libano, da un campo profughi palestinese, altre decine da Gaza contro Sderot. È il loro modo vigliacco di augurarci buon Pesach. Come se questo non bastasse, il mondo attraversa un periodo di antisemitismo spaventoso. È in aumento in tutta Europa dove l’islam la fa ormai da padrone, in America non se ne parla, ebrei continuamente aggrediti per le strade. Biden che dice di volerlo combattere in realtà lo alimenta ( ha un suggeritore in Barak Obama?) entrando nella politica israeliana a gamba tesa come fosse affar suo. Le 12 tribù che hanno fondato il popolo di Israele, Ruben, Simeone, Levi, Giuda, Dan , Neftali, Gad, Asher, Issachar, Zabulun, Giuseppe e Beniamino, stanno piangendo. Israele ha bisogno di un nuovo Mosè che ci porti fuori da questo mare di incomprensioni interne e da tutto l’odio che ci piomba addosso dal resto del mondo. Con grande speranza auguro a tutti i nostri amici e lettori Buon Pesach e Buona Pasqua.

Immagine correlata

Deborah Fait

"Gerusalemme, capitale unica e indivisibile dello Stato di Israele"


PS di aggiornamento: Stiamo bombardando il Libano in risposta alle decine di missili che Hezbollah sta lanciando dai campi palestinesi contro le città israeliane del Nord.

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