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Deborah Fait
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George Soros, ritratto di un antisemita 06/11/2022
George Soros, ritratto di un antisemita
Commento di Deborah Fait

A destra: George Soros

George Soros, quasi tutti lo odiano. Viene nominato dai media come un personaggio oscuro, misterioso, equivoco e potente, un Paperon de’Paperoni malefico, ma quello che non dimenticano quasi mai di ricordare è il suo essere ebreo. Ebbene se a qualcuno la sua situazione familiare dà fastidio si metta l’animo in pace. Soros è nato ebreo, suo malgrado e con suo grande disappunto, e appena presa coscienza di questa fastidiosa realtà, cercò di negarla persino a sé stesso. Odiava tanto il suo essere ebreo che, appena raggiunta l’età della ragione, si convertì alla fede anglicana e si dedicò con tutte le sue forze a odiare gli ebrei e la nazione che li rappresenta, Israele. Comunque, attaccarlo per le sue origini serve sempre non solo per demonizzare lui ma tutto il popolo ebraico che, ed è quasi comico, lui aborre. Fa parte della propaganda antisemita degli “ebrei che controllano il mondo, i media e l’intera società umana”. Una cosa è dire “È un miliardario”, se a questo si aggiunge la parola ebreo fa tutto un altro effetto. Scatta l’odio puro e i media ci giocano e si divertono. Ruth Wisse, professoressa emerita di letteratura all’Università di Harvard ha osservato “ L’antisemitismo funziona dicendo le cose al contrario. Funziona mentendo. Funziona confondendo.” Riferendosi a Soros ha detto anche “È una delle situazioni più difficile in cui ci si possa trovare: quando si ha un ebreo anti-ebreo che viene attaccato dagli antisemiti”. È un paradosso, gli antisemiti che odiano un ebreo antisemita! Un ossimoro che la dice lunga sull’antisemitismo, questo male incurabile, che è così forte, così privo di limiti da arrivare a odiare anche gli ebrei che a loro volta odiano il popolo ebraico e Israele. Se ne facciano una ragione anche quei cicisbei italiani ebrei o sedicenti tali, saranno odiati comunque. Soros con la sua Open Society Foundation che fa da ombrello e finanzia un’infinità di Ong antisemite e antidemocratiche, diffama lo stato ebraico, nega il suo diritto a difendersi e di esistere. In poche parole le attività di queste organizzazioni, spesso dedite al terrorismo, mettono in pericolo Israele, ragion per cui il miliardario è stato dichiarato persona non grata, non può mettere piede in Israele. Mai! Una piccola soddisfazione per noi israeliani, probabilmente una grande gioia per lui che ha finanziato e continua ad arricchire gaglioffi antisemiti e le campagne elettorali di nemici di Israele come Barak Hussein Obama, associazioni e movimenti palestinesi antisionisti e antisemiti e, last but not least, il terrorismo. Una sua creatura è il BDS, attualmente l’organizzazione antisemita più attiva al mondo, seguita da Amnesty International, Human Rights Watch che imperversa a Ginevra per imporre sanzioni a Israele. Ultimamente l’organizzazione Crisis Group di cui Soros è socio onorario, ha premiato Emma Bonino, ex ministro degli esteri, ex radicale, fondatrice di “Non c’è pace senza giustizia”, ammiratrice degli ayatollah dai quali si è recata più volte, sempre adeguatamente e umilmente velata. Il suo partito +Europa ha ricevuto 1 milione e mezzo di euro! Grazie George! Il portavoce del partito della Bonino ha dichiarato ” Soros è una consolidata e duratura condivisione dei valori politici liberali e democratici. Per i diritti umani e civili, per l’antiproibizionismo, per lo Stato di diritto. E lo ringraziamo per quello che fa”. PUNTO.
Si sono dimenticati di aggiungere che lo ringraziano anche per finanziare tutti gli antisemiti del mondo, compresi i pretacci iraniani che sognano la distruzione di Israele e che attualmente ammazzano per le strade ragazze e ragazzi e cittadini persiani che si ribellano al loro governo di assassini. A proposito, mi è sfuggita una dichiarazione di Emma Bonino su questo crimine orrendo, sull’assassinio a forza di bastonate di Masha Amini e di altre giovani coraggiose, da parte della “polizia morale” iraniana. Marco Pannella si rivolterà nella tomba.

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Deborah Fait

"Gerusalemme, capitale unica e indivisibile dello Stato di Israele"


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