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Deborah Fait
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La speranza è l'ultima a morire ma... 04/10/2022
La speranza è l'ultima a morire ma...
Commento di Deborah Fait

A destra: Rula Jebreal

L’Invasione dell’Ucraina e l’annessione alla Russia dei territori Ucraini dopo un referendum farsa, carri armati di fronte alle case e soldati che andavano di porta in porta, sono questi gli argomenti di cui tutti i media parlano. La preoccupazione è tanta, vengono inevitabilmente alla memoria l’annessione nazista dei Sudeti e l’Anschluss, l’annessione dell’Austria nel 1938. Due indemoniati, Hitler e Putin. Il primo ha distrutto l’Europa e massacrato 6 milioni di ebrei, il secondo ci sta minacciando con l’arma nucleare, lancia i suoi missili contro autobus di civili, ne ha ammazzati decine negli ultimi due giorni, più decine di migliaia dall’inizio della sua sporca guerra. In un paese alleato della Russia, l’Iran continua la protesta delle donne contro il regime degli ayatollah dopo il pestaggio di Mahasha Amini che ne ha causato la morte. Purtroppo in pochi giorni le vittime sono più di 300, per lo più donne ma anche uomini che sono scesi in piazza accanto a loro. Ormai la rivolta si è allargata a molte province di quell’immenso paese e i turbanti hanno incominciato a tremare sulle teste dei criminali che hanno trasformato il grande popolo persiano in un popolo di schiavi. In Italia ha vinto Giorgia Meloni gettando nel panico tanti bravi sinistroidi che urlano come tanti idioti: “fascismo fascismo”.

L’ineffabile Rula Jebreal, che da anni giura di lasciare l’Italia ma sempre lì rimane, è andata oltre e ha scritto un post di una bassezza infinita sul padre della futura premier. Non riporto qui il tweet sotto accusa perché me ne vergogno e sono sicura che tutti lo avranno già letto. I media ne stanno ancora parlando e riportano varie opinioni sul tema. Le tastiere dei pc, nelle varie testate e sui social, stanno fumando, i giudizi letti e sentiti sono tutti negativi, vanno dal “Ma sei scema?” di Alessandro Sallusti, direttore di Libero, alle condanne di quasi tutti i politici, per non parlare dei social dove anche chi non ama Giorgia Meloni, si è scagliato contro la Jebreal che sembra, stavolta si sia scavata la fossa con le sue stesse mani. Le diffamazioni gratuite non sono apprezzate da nessuno. Persino Gad Lerner ha sentito il dovere di dire che la Jebreal questa volta “ha pisciato fuori dal vaso”. E lei, l’ineffabile, come si difende? Accusando tutti di razzismo perché è nera e musulmana. Viene da ridere, Rula Jebreal è quella che non accettando le contestazioni di un giornalista durante una discussione a Piazza Pulita, di Riccardo Formigli, lo ha zittito con un “Taci, uomo bianco”, facendo piombare l’Italia in un mare di risate. Anche sul fronte Israele accadono delle cose, a parte il terrorismo quotidiano che ci colpisce senza sosta. Le notizie più preoccupanti arrivano, tanto per cambiare dall’Europa. In Inghilterra i crimini d’odio contro ebrei o israeliani sono aumentati in un anno del 57% e del 98% dopo la pandemia. Tra marzo 2021 e marzo 2022 in Gran Bretagna le aggressioni gravi sono state 8447 e, a sentire i commentatori, non tutte sono segnalate. La cosa è preoccupante anche perché nel resto d’Europa le cose non vanno tanto meglio, l’odio razziale è sempre presente e gli ebrei sono i soggetti preferiti. Del resto il popolo segue “i capi” e la brutta notizia è che a Ginevra i rappresentanti degli stati arabi e europei facenti parte dell’ONU non aiutano a calmare gli animi. È in atto fino al 12 ottobre la scellerata Agenda 7 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, quella in cui si parla solo di Israele per condannarlo accusandolo di ogni nefandezza. In questa sessione, oltre a Abu Mazen e ai suoi deliri di vecchio terrorista, ha parlato lui, il Re, Abdullah di Giordania. Veramente non ha parlato, ha sciorinato un elenco di menzogne vergognose accusando Israele di mettere in pericolo la cristianità che sarebbe sotto attacco a Gerusalemme. “La città Santa del cristianesimo è sotto attacco. Le chiese sono in pericolo”.

Anche conoscendo il termine Taquiyah che ordina ad ogni buon musulmano di mentire se necessario, questo è troppo. I cristiani sono perseguitati in tutto il mondo islamico e arabo, l’unico paese dove le comunità cristiane fioriscono è Israele. L’unico paese del MO dove cristiani e musulmani godono della più completa libertà di culto, di educazione e di vivere secondo le proprie tradizioni, è Israele. Sua maestà lo sa bene e non doveva mettersi sullo stesso piano di un terroristello qualunque, se lo ha fatto significa solo una cosa, ha paura. Ha una paura fottuta che gli freghino il trono. Lui sa che i palestinesi con una mano prenderebbero Israele ma con l’altra sgraffignerebbero anche la Giordania. Lo aveva già tentato Arafat quando il padre di Abdullah, Hussein di Giordania, gliene fece passare la voglia scatenando le sue guardie in un massacro di palestinesi che prese il nome di Settembre Nero. Correva l’anno 1970. Questo costrinse Arafat alla fuga verso il Libano che in pochi anni riuscì a distruggere con i suoi scagnozzi, i tagliagole, alias feddayin. Abdallah sa che dove vivono i palestinesi, e in Giordania ve ne sono tantissimi, là alberga il pericolo. Mentendo su Israele, lisciando Abu Mazen, Fatah e l’OLP, il re cerca di salvare il trono. Alla luce di quanto succede in Europa, in Iran, per non parlare del resto del mondo, e l’odio che imperversa contro gli ebrei, è il caso di dire con Cicerone “Mala tempora currunt …sed peiora parantur”. Corrono tempi brutti ma se ne preparano di peggiori.
Gmar Chatimà tovà  a tutti i nostri lettori ebrei

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Deborah Fait

"Gerusalemme, capitale unica e indivisibile dello Stato di Israele"


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