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Deborah Fait
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Mariupol è caduta, sostiene il criminale di Mosca. Vinceremo combattendo, risponde Zelensky 23/04/2022
Mariupol è caduta, sostiene il criminale di Mosca. Vinceremo combattendo, risponde Zelensky
Commento di Deborah Fait

A destra: Volodymyr Zelensky

Mentre avanzano nel Donbass devastando tutto, i russi piantano sulle rovine delle case e dei palazzi le bandiere rosse sovietiche con falce e martello. La stessa bandiera, a volte accompagnata da quella russa, sventola sui loro cingolati. Dopo due mesi di tentativi i soldati di Putin sono riusciti a prendere Mariupol. Nella città, ormai deserta, resistono eroicamente un migliaio di soldati ucraini asserragliati all'interno delle acciaierie Azovstal e qualche centinaio di civili che hanno paura di uscire e di essere ammazzati. Chi si può fidare dei russi che bombardano anche i corridoi umanitari e hanno persino rifiutato la tregua per la Pasqua ortodossa! Due mesi di massacri, invasioni, deportazioni, palazzi polverizzati dalle bombe, gli scantinati trasformati in camere delle torture, 5 milioni di profughi, migliaia di morti ma il conto delle vite rubate dal macellaio del Cremlino verrà alla luce chissà quando. Se e quando finirà questo schifo di guerra. Nella città martire di Mariupol i droni hanno avvistato decine di fosse comuni e si suppone che 22.000 morti vi siano sepolti, eppure tutta questa barbarie non basta, non fa scomparire la crudeltà morale e il regresso culturale che circola in internet. Frasi del tipo "la troupe di Zelensky non ha fatto in tempo ad allestire il teatrino come a Bucha perciò non si vedono morti per le strade." Parole come queste sono pugnalate al cuore, fanno impressione, altro che pietà l'è morta, qui non esiste più nemmeno un briciolo di umanità. Le offese non si contano, a me hanno scritto, oltre a cose che non si possono ripetere: " leggimi nel pensiero, essere con insufficienza mentale che non sei altro". Insomma una schifezza virtuale che va ad aggiungersi all'orrore di una guerra che ha gettato l'Ucraina nel caos e che Putin non ha intenzione di finire, vuole arrivare fino a Odessa e occupare tutto il sud del paese. Israele conosce bene questa situazione, guerre su guerre, terrorismo su terrorismo ma se nel 1948, quando fu invasa da 5 eserciti arabi armati fino ai denti, gli israeliani si fossero arresi, oggi non saremmo qui. Erano pochi e male armati ma hanno resistito con il coraggio della disperazione e alla fine hanno vinto. Putin ha perso la faccia, sarà ricordato come uno dei peggiori e più crudeli satrapi di questo secolo, in pieno delirio vuole ricreare l'Unione Sovietica con i suoi satelliti, Georgia, Crimea, Cecenia, adesso l'Ucraina.

Le notizie del 16 aprile 2022 sulla guerra in Ucraina

Nei mesi o negli anni a venire vedremo, ci sarebbe la Moldova, a nord sta già minacciando la Finlandia colpevole di voler entrare nella Nato. Finora l'unico bottino che può mostrare al mondo è una distesa enorme di macerie, cadaveri e lacrime, nulla da esibire il 9 maggio quando a Mosca ci sarà la grande parata. La resistenza ucraina ha dato prova di grande eroismo, la soldataglia di Putin si è distinta per ferocia, camere delle torture, donne stuprate e poi impiccate o sgozzate, bambini deportati per russificarli. Uno dei capi ceceni che ha fatto scempio di Mariupol, il tagliagole di nome Ramzan Kadyrov, uno di quelli che ammazza urlando Allahu Akhbar, ha dichiarato che nel giro di ore anche l'Azovstal sarà nelle mani dei russi. Questo significherà un altro massacro di civili presi come topi e dei soldati che combatteranno fino all'ultimo respiro di vita.

Un paio di giorni prima della supposta caduta di Mariupol, Rete4, ha trasmesso il solito programma Controcorrente (del 20 aprile), condotta da Veronica Gentili, che chiama sempre in trasmissione gentaglia impresentabile, oltre a degne persone, naturalmente. Questa volta ha avuto il pessimo gusto di ospitare due veterocomunisti come Moni Ovadia e Mario Capanna che, da bravi kompagni, si sostenevano l'un l'altro distruggendo la trasmissione e il mio stomaco con la loro ipocrita retorica pacifista. Pace pace pace ringhiava Ovadia, bisogna disarmare la Nato che provoca la Russia, l'Ucraina deve arrendersi, la Russia è legittimata a difendersi da questa orribile Alleanza Atlantica. E L'Iraq? continuava, Non ve ne è fregato niente dell'Iraq perché non hanno la pelle bianca? Le Twin Tower? Una favola di Natale… non so cosa intendesse, resterà un mistero… e meno male che questa volta si è dimenticato dei palestinesi! E ancora: Gli americani distruggono sempre i paesi dove vanno a portare la loro democrazia e poi se armate gli ucraini dovete armare anche i curdi, gli yemeniti. Ma alla fine, senza vergogna, urlando come un matto: "Io non sono antiamericano". Come no! Non è antiamericano come non è antiisraeliano! Capanna, giocherellando con quello che poteva sembrare un komboloi, il rosarietto greco che si usa per pregare ma anche come scacciapensieri, gli faceva da controcanto, uno finiva e l'altro incominciava con la solita sciocca e nauseabonda retorica della pace e della resa, naturalmente senza ricordare che la guerra la sta facendo Putin. Fortunatamente il generale Paolo Capitini, tra gli ospiti, ha risollevato le sorti della trasmissione con una bella frase di una poesia di Quasimodo "Come potevamo noi cantare con un piede straniero sopra il cuore". Ecco, ponetevi questo quesito, Ovadia e Capanna.

Per l'Ucraina arrendersi significherebbe il colmo dell'umiliazione, imposta da Putin dopo aver devastato mezzo paese. La resa non porterebbe la pace, sarebbe la fine di un popolo sovrano. La sinistra, come hanno dimostrato i due vecchi comunisti di cui sopra, non riesce ad affrancarsi dall'antiamericanismo, antisionismo e antioccidentalismo, gli unici tre ismi le cui basi sono democratiche. La sinistra, pur disprezzandole, è proprio con questo tipo di -ismi- che preferisce vivere sputando però nel piatto dove mangia. La dittatura feroce di Putin ha invaso l'Ucraina, sta facendo tabula rasa di città, villaggi e esseri umani, anche se con molta fatica grazie alla resistenza eroica degli ucraini. Eppure ancora oggi i pacifisti nostrani insultano Zelensky e sono convinti che le immagini che la TV trasmette ogni giorno siano solo "un imbroglio del sistema mediatico italiano, marcio e corrotto". Non esiste la minima solidarietà umana per le vittime. A Mariupol si sta giocando l'ultimo atto, i russi dicono di averla presa e stanno gettando bombe anti bunker sulle acciaierie dove gli ultimi resistono finché non saranno sepolti vivi. Mariupol è caduta, sostiene il criminale di Mosca. Vinceremo combattendo, risponde Zelensky.

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Deborah Fait
"Gerusalemme, capitale unica e indivisibile dello Stato di Israele"


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