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Deborah Fait
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Nel Medioevo ogni santo andava bene per ammazzare ebrei. E oggi? 19/02/2022
Nel Medioevo ogni santo andava bene per ammazzare ebrei. E oggi?
Commento di Deborah Fait

Da pochi giorni nel mondo è stata celebrata la festa di San Valentino, le vetrine dei negozi esponevano cuori e cuoricini di tutte le grandezze e fiori, tanti fiori che gli innamorati, per tradizione, dovevano offrire a amanti, partner, fidanzati, fidanzate. Una giornata felice dunque, una giornata dedicata all'amore. La festa risale all'epoca romana quando i riti prevedevano festeggiamenti sessuali sfrenati lontani dalla concezione cristiana dell'amore casto e puro. Un Papa cambiò le cose e trasformò San Valentino nel protettore degli innamorati. Era più o meno il 490 e.v. La leggenda racconta che San Valentino fu giustiziato per aver celebrato un matrimonio tra una cristiana e un pagano e in seguito il suo nome fu associato al dio greco dell'amore, Eros, chiamato dai Romani Cupido. Il mensile ebraico Shalom ha pubblicato un interessante articolo dal titolo "San Valentino di sangue: quando il 14 febbraio 1349 migliaia di ebrei furono bruciati"

San Valentino di sangue: quando il 14 febbraio 1349 migliaia di ebrei  furono bruciati a morte

Sappiamo che durante tutto il Medioevo i popoli d'Europa non avevano problemi a trovare qualche scusa per armarsi di forconi, coltelli e simili, invadere i quartieri dove vivevano i giudei e ammazzare, sgozzare, decapitare, stuprare, impalare. Era uno dei rari passatempi dell'epoca. Nel 1349 in tutta Europa la peste nera faceva milioni di morti e tutti noi abbiamo studiato che uno sfogo a questa tragedia era incolpare gli ebrei, gli untori di sempre. Morivano tutti, cristiani e ebrei, ma non importava, il capro espiatorio era là, a portata di forconi, e quale miglior consolazione per il volgo ignorante che viveva tra pidocchi e pulci e ratti, vendicarsi sui più deboli, gli odiati ebrei che avevano ammazzato Gesù Cristo. Per il popolino frustrato, miserabile e allevato nell'odio per l'ebreo così diverso dalla normalità di allora, mandarli fisicamente all'inferno erano un onore e una grande soddisfazione. "Avvelenano i pozzi" era il grido di guerra e le stragi si susseguivano tra Italia, Austria, Germania, Spagna, Francia e gran parte dell'Europa dove viveva il popolo di Israele da sempre terrorizzato dalla facilità che portava a quei massacri. Naturalmente alla base di quelle stragi che si susseguivano l'una all'altra, non era solo l'odio antiebraico ma anche la voglia di impossessarsi dei beni delle vittime designate. Principi, imperatori e capi della Chiesa aizzavano il popolo per avere più potere e, animati da un profondo sentimento antisemita, non pareva loro vero di poter far sfogare i sudditi, soffocati dalla miseria e in preda all'odio più feroce contro le inermi comunità ebraiche. Scrive Shalom :" Venerdì 13 febbraio 1349 fu una giornata indimenticabile per gli ebrei di Strasburgo: una terribile vigilia di Shabbat. Gruppi di guardie armate trascinarono senza riserve donne, bambini e uomini fuori dalle loro case con l’accusa di omicidio. L’unica possibilità di essere risparmiati era convertirsi al cristianesimo, l’alternativa era la morte. Per gli ebrei, il giorno successivo sarebbe stato Shabbat. Per i cittadini cristiani di Strasburgo, il giorno successivo sarebbe semplicemente stato il 14 febbraio: il giorno di San Valentino".

La storia della persecuzione degli ebrei d'Europa è lunga e triste. L'antigiudaismo ebbe inizio già nell'antica Grecia e nell'antica Roma per diventare ossessione durante il cristianesimo, un'ossessione che purtroppo, dopo 2000 anni continua ad esistere. Nei paesi musulmani l'odio antiebraico è sempre stato un'istituzione, era legge nei vari paesi islamici, soprattutto arabi. Durante tutto il Medioevo, l'antigiudaismo era di tipo religioso per trasformarsi in odio politico durante l'Illuminismo e in odio razziale all'inizio del XIX secolo quando raggiunse il culmine col nazifascismo. La Shoah e sei milioni di morti però non furono abbastanza e la fine di questa ossessione non è ancora stata raggiunta, anzi, il contrario, cresce a dismisura. Il falso diffuso dalla polizia zarista "I protocolli dei savi anziani di Sion" è venduto regolarmente nei paesi islamici, credo si possa trovare anche nelle librerie delle nostre città italiane. La gente lo legge, molti credono sia verità storica e l'odio, facile nutrimento per alcuni tipi di anime, divampa. La storia si ripete, l'odio antico di duemila anni continua a infuocare gli animi, dagli Stati Uniti all'Europa, all'Islam. Si urla ancora "Morte agli ebrei, intercalato con Morte a Israele". Negli ultimi tempi però si è verificato un fenomeno interessante. Nei paesi arabi, firmatari degli "Accodi di Abramo" le cose sono radicalmente cambiate, gli ebrei sono accolti quasi con amore, certamente con rispetto, ogni visita di rappresentanti di Israele è caratterizzata dal suono delle note della Hatikva, l'inno nazionale di Israele.

Da Abu Dhabi al Bahrein, al Marocco, al Sudan arabi e israeliani ballano la Hora, si abbracciano, fanno affari importanti, promuovono incontri culturali. I giovani arabi sono affascinati dal modo di vivere dei loro coetanei israeliani e vogliono modernizzarsi. I capi di quei paesi, principi, emiri, nutrono grande ammirazione per questo piccolo Israele che, pur senza petrolio e contando solo sulle proprie forze, ha un'economia florida. Israele è diventato un modello trendy da imitare, da rispettare al punto che nelle università si aprono dipartimenti per studiare la storia ebraica e, importantissimo, per questi paesi il problema palestinese è lontano e risulta anche fastidioso. Insomma il popolo di Abramo sta vivendo oggi momenti di distensione e di vicinanza che si spera continuino nel futuro. Nella vecchia Europa accade esattamente il contrario, l'odio contro Israele ha raggiunto vere e proprie pericolose patologie, sono indemoniati. Gli ebrei, sia in Europa che negli USA, vengono rincorsi per la strada, vengono aggrediti fisicamente, le sinagoghe date alle fiamme, le ONG più fanatiche e filopalestinesi non si vergognano di dire pubblicamente che Israele deve cessare di esistere. Odiano gli ebrei e odiano Israele senza remissione. Certo, non vengono più a infilzarci con i forconi o le spade, si sono modernizzati, hanno altre armi che fanno altrettanto male e che usano senza pietà, oggi hanno Amnesty International, hanno il BDS, hanno l'ONU, hanno le infaticabili e miliardarie organizzazioni filopalestinesi. Non mancano neppure quelli malati al punto da desiderare di riaprire Auschwitz. Sono questi i "santi" moderni che l'occidente usa per perseguitare gli ebrei e per arrivare alla eliminazione della democrazia israeliana.

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Deborah Fait
"Gerusalemme, capitale unica e indivisibile dello Stato di Israele"


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