mercoledi` 22 maggio 2024
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Non dimenticheremo mail gli orrori del 7 ottobre (a cura di Giorgio Pavoncello) 15/01/2024


Clicca qui






 
Antonio Donno
Israele/USA
<< torna all'indice della rubrica
Che cosa pensa la gente di Gaza 28/10/2023
Che cosa pensa la gente di Gaza
Analisi di Antonio Donno

Arab Barometer

In “Foreign Affairs” del 25 ottobre scorso è stato pubblicato un articolo di Amaney A. Jamal e Michael Robbins, What Palestinians Really Think of Hamas. L’articolo si fonda sui risultati di “Arab Barometer”, un network che ha fornito i dati di cui si servono i due autori sul tema del sostegno che gli abitanti di Gaza forniscono ai terroristi di Hamas. L’inchiesta sostiene che la maggioranza degli abitanti di Gaza critica profondamente l’incapacità o non-volontà di Hamas di assicurare loro una vita decorosa. La gente preferisce la creazione di due Stati piuttosto che il progetto di distruggere Israele; tuttavia, i due autori ritengono che la massiccia reazione di Israele contro l’eccidio di Hamas in territorio israeliano potrebbe aumentare la simpatia del popolo di Gaza nei confronti dei terroristi. Cosicché, se finora l’atteggiamento dei civili di Gaza nei confronti del terrorismo di Hamas era in gran parte negativo, a causa della corruzione e dell’indifferenza dell’organizzazione terroristica verso le assai precarie condizioni di vita della propria popolazione, adesso la reazione di Israele, con l’uccisione di migliaia di civili di Gaza, tenderebbe a invertire la situazione.

     In ogni caso, nonostante la controffensiva di Israele, Jamal e Robbins ritengono, sempre sulla base dell’inchiesta di “Arab Barometer”, che “soltanto il 16% degli abitanti di Gaza condanna le sanzioni economiche imposte dall’esterno. In breve, gli abitanti di Gaza incolpano maggiormente le parole d’ordine della leadership di Hamas piuttosto che il blocco economico di Israele”, una falsa accusa di Hamas, in quanto Israele fornisce a Gaza acqua, cibo, carburante ed elettricità. L’inchiesta aggiunge un dato molto significativo: la gente di Gaza desidera un mutamento politico (il 48% pensa che “la democrazia sia sempre preferibile a qualsiasi altro tipo di governo”) e, a partire dal 2021, solo dal 23% al 26% sostiene che il governo di Hamas soddisfi le necessità della popolazione e, di conseguenza, che il 68% ritenga impossibile dare vita a manifestazioni di protesta senza incorrere in reazioni violente da parte dei governanti terroristi. Comunque, la popolarità di Hamas a Gaza è crollata, nel 2021, al 34%.

     Quindi, la popolazione di Gaza non è favorevole al progetto di Hamas di distruggere Israele e preferisce, con un significativo 54%, l’obiettivo di creare uno Stato palestinese, ma con i confini che esistevano prima della “guerra dei sei giorni” del 1967. Entrando nel merito di quest’ultimo dato fornito dal network in questione, è noto come Israele non potrebbe assolutamente accettare questa soluzione, che a suo tempo fu sostenuta da Obama, perché quei territori furono ottenuti da Israele con la guerra del 1948, scatenata dagli arabi con intenti di distruzione totale di Israele, e costituiscono ormai parte inscindibile del territorio dello Stato ebraico. In sostanza, creare due Stati tornando ai confini del 1967 è improponibile per Israele.

     A causa di tutto questo, secondo i due autori, si potrebbe addivenire alla costruzione di una confederazione israelo-palestinese, nella quale ambedue gli Stati, pur rimanendo indipendenti, dovrebbero collegarsi e permettere il libero movimento dei cittadini delle due parti. La situazione odierna, tuttavia, dopo i fatti del 7 ottobre e la reazione militare di Israele, ha mutato le prospettive.  Secondo il network cui si riferiscono Jamal e Robbins, è avvenuto uno spostamento in senso positivo nel sostegno della gente di Gaza ad Hamas, spostamento che riguarda anche il loro atteggiamento – in questo caso negativo – nei confronti degli Stati Uniti, che si sono schierati apertamente a favore di Israele. Solo il 15% ritiene che “gli Stati Uniti del presidente Joe Biden possano svolgere una politica positiva nei confronti del mondo arabo”.

     In definitiva, gli avvenimenti del 7 ottobre hanno incrementato le simpatie degli abitanti di Gaza nei confronti di Hamas, soprattutto dopo la reazione militare di Israele. I risultati delle inchieste di “Arab Barometer” stanno a dimostrare le profonde contraddizioni che la gente di Gaza vive quotidianamente: da una parte, la critica pesante nei confronti di Hamas, che tiene la sua popolazione in uno stato di grave penuria in tutti gli aspetti della vita d’ogni giorno; dall’altra, il sostegno a una formazione terroristica che punta alla distruzione dello Stato di Israele.
                                                                                                                                                     Immagine correlata
Antonio Donno

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT