sabato 20 aprile 2024
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Non dimenticheremo mail gli orrori del 7 ottobre (a cura di Giorgio Pavoncello) 15/01/2024


Clicca qui






 
Antonio Donno
Israele/USA
<< torna all'indice della rubrica
La situazione internazionale non favorisce Israele 13/04/2023
La situazione internazionale non favorisce Israele
Analisi di Antonio Donno

France's Emmanuel Macron Draws Criticism Over Taiwan Remarks - WSJ
Emmanuel Macron, Xi Jinping

L’attacco terroristico che da più parti impegna Israele è soltanto un episodio tra i tanti che hanno coinvolto lo Stato ebraico nella sua storia? O è l’inizio di qualcosa di più continuo nel tempo, anche se non è una vera guerra? La situazione odierna è ben diversa da quella che ha contraddistinto la storia di Israele negli anni della sua esistenza. Gli “Accordi di Abramo” dovrebbero impedire l’unità araba contro Gerusalemme, come è accaduto nel passato. I firmatari arabi degli accordi non hanno ormai alcun interesse a muovere guerra a Israele, cosicché il vero, unico nemico è l’Iran. Tuttavia, questa realtà si presenta ancor più pericolosa perché l’Iran sta per completare l’arricchimento dell’uranio e giungere al possesso dell’arma nucleare.

     Gli interessi che legano l’Iran alla Russia rappresentano un fattore di nuova instabilità nel quadro mediorientale. La fornitura di droni iraniani a Putin nella sua invasione dell’Ucraina deve essere considerata solo l’inizio di una complicità che va ben al di là della questione ucraina e che, nel contempo, si allarga sul fronte del Medio Oriente. L’attacco delle formazioni terroristiche che circondano Israele sta ricevendo un sempre più incisivo sostegno economico e militare da parte di Teheran; e appare sempre più evidente che la Russia di Putin stia stringendo con l’Iran una comunanza di interessi. Questa connessione è un’allarmante novità per Israele.

     Sembra, dunque, che il continuo, infaticabile impegno che Netanyahu ha profuso nel passato per garantire a Israele di difendersi dagli attacchi terroristici provenienti dalle zone della Siria controllate da Mosca stia per cedere di fronte a questa nuova realtà. Si apre, in questo modo, un nuovo scenario nel Medio Oriente, nel quale la Cina svolge un ruolo di sempre maggiore rilevanza. Vi è, però, un evidente contrasto tra gli interessi economici della Cina nella regione e le attuali relazioni tra Russia e Iran. Teheran vede in Putin un sostegno politico nel suo progetto di distruggere Israele. Un’eventuale conflitto nucleare non fa gli interessi di Pechino, così come l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin: il progetto globale di Xi Jinping non prevede guerre ma soltanto un’attenta penetrazione politico-economica nei gangli vitali del sistema politico internazionale. Infatti, nel caso dell’Ucraina, Xi Jinping è stato costretto a fare buon viso a cattivo gioco per evitare una rottura politica con Putin.

     La visita di Macron a Pechino è stato un successo per Xi Jinping e la conferma che il programma cinese può contare oggi sull’amicizia di un paese-chiave del sistema politico occidentale. Le conseguenze del passo compiuto da Macron si vedranno a tempo debito. Nella situazione attuale, considerata la debolezza complessiva del ruolo internazionale degli Stati Uniti, l’iniziativa del presidente francese può produrre un’incrinatura pericolosa nel sistema politico liberale dell’Occidente, rendendo ancor più difficile il progetto americano di recupero – ancora parziale – di un ruolo significativo degli Stati Uniti nelle relazioni internazionali. Parziale e non ancora adeguatamente articolato, in considerazione dell’eredità della politica di Obama, che ancora influisce negativamente su una parte del Partito democratico e della stessa compagine presidenziale alla Casa Bianca.

     In questo quadro internazionale, che produce riflessi politici importanti nel Medio Oriente, il governo di Netanyahu è impegnato nel rafforzamento delle sue difese lungo i suoi confini. Rimandata la legge sulla riforma giudiziaria a una data successiva alla fine delle festività ebraiche, Netanyahu ha il difficile compito di sanare la frattura che si è creata nella società israeliana. Si parla della possibilità di ammorbidire alcuni aspetti della riforma, ma ciò sarebbe sufficiente a ricreare la pace sociale? Una nuova crisi politica sarebbe pericolosa se l’Iran dovesse rafforzare il suo impegno militare a favore delle varie milizie terroristiche che assediano Israele. Gli Stati Uniti sono assenti da tempo dallo scacchiere mediorientale, il che favorisce i nemici di Israele.

Immagine correlata
Antonio Donno
 

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT