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Antonio Donno
Israele/USA
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David Grossman deforma la realtà dei fatti che stanno accadendo in Israele 14/05/2021
David Grossman deforma la realtà dei fatti che stanno accadendo in Israele
Analisi di Antonio Donno

PREMIO ISRAELE PER LA LETTERATURA A DAVID GROSSMAN
David Grossman

David Grossman, famoso scrittore israeliano, ha rilasciato ieri un’intervista per “Repubblica”. Nulla di nuovo sulle note posizioni di Grossman sui governi israeliani da quando il Likud di Netanyahu è alla guida del paese, ma in questo caso, di fronte agli avvenimenti odierni in Israele, la sua critica al proprio governo si fa ancora più netta, rivelando, ancora una volta, le posizioni di parzialità e di mancanza di obiettività da parte dello scrittore. Grossman, in apertura della sua intervista, interpretando gli avvenimenti attuali, si chiede come mai “sia possibile che dopo tutti questi anni siamo ancora prigionieri di questo circolo vizioso, senza che si intraveda una via di uscita”. L’interrogativo di Grossman è così falso da lasciare stupefatti: il circolo vizioso è tale perché il mondo palestinese non ha mai accettato la realtà di Israele e continua a volerne la distruzione. La storia pluridecennale dell’odio palestinese verso lo Stato di Israele ne è la dimostrazione più lampante. Grossman lo sa bene, ma finge di non saperlo.

Grossman rincara la dose, affermando che i cittadini arabi che vivono in Israele non godono degli stessi diritti dei cittadini ebrei. Questa è un’affermazione di una falsità colossale. Lo scrittore afferma che il bilancio dello Stato “non stanzia mai per queste comunità fondi sufficienti per combattere criminalità e violenza: magari perché fa comodo a molti che la comunità araba sia afflitta da questi problemi”. In sostanza, secondo Grossman, la criminalità araba in Israele farebbe il gioco del potere ebraico. Come mai, allora, nel mondo politico israeliano sono presenti da tempo vari partiti arabi e che molti arabi occupano posti di rilievo nell’economia israeliana e in vari altri settori importanti della vita del paese? La presenza dei partiti arabi non è un fatto recente, un regalo del potere ebraico, come afferma Grossman, ma una realtà esistente da molti anni. Il partito arabo di recente costituitosi raccoglie quattro partiti arabi da tempo sulla scena politica. Una brutta falsità, questa di Grossman. Ancora, la criminalità araba è, dunque, frutto dell’inadempienza statale nel combatterla? E quale vantaggio lo Stato ricaverebbe dal lasciare parte della sua popolazione in preda alla criminalità? Il malcontento arabo non metterebbe in grave difficoltà il governo di Israele? Sono affermazioni, quelle di Grossman, grossolane, frutto della sua decennale opposizione nei confronti dei governi di destra che guidano il paese da molti anni.

Guerra civile
Benjamin Netanyahu

“Lunedì scorso – scrive Grossman – Benjamin Netanyahu ha ordinato di cancellare la marcia [quella che celebra il Giorno di Gerusalemme] solo all’ultimo minuto: ma l’incendio era già acceso e le scintille si erano diffuse”. Grossman è troppo smagato per affermare queste cose. L’insurrezione araba in Gerusalemme e in altre città israeliane era organizzata da tempo, esattamente come il posizionamento e il lancio dei razzi da Gaza. Non sono episodi che avvengono per una circostanza qualsiasi, ma è evidente che tutto ciò che sta accadendo simultaneamente sia l’esito di un’organizzazione elaborata da tempo proprio per il Giorno di Gerusalemme. La coesistenza, “il sottile filo che si era creato negli anni e che faceva pensare che gradualmente saremmo riusciti a vivere l’uno accanto all’altro”, si è dunque spezzato, secondo lo scrittore. Allora, è vero che si era creato un filo di coesistenza; chi aveva nel tempo creato questo filo, se non gli interventi statali a favore della parte araba di Israele? E oggi, di fronte agli avvenimenti in corso, chi ha spezzato questo filo? Non è stato forse Hamas, da Gaza, ad essere il principale responsabile di questi eventi? Non è stato il terrorismo arabo di Hamas a chiamare alla guerriglia i giovani palestinesi che vivono in Israele?

Lo scrittore nasconde questa evidenza palmare, producendo nel lettore tutta una serie di conclusioni errate. Grossman conclude l’intervista sostenendo che “il fragile equilibrio su cui si basa la società israeliana [è] a rischio oggi”. Sarebbe più onesto da parte di Grossman affermare che tale rischio è frutto del mai estinto odio palestinese verso Israele, un odio che vorrebbe la sua distruzione.

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Antonio Donno

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