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Giovanni Quer
Medio Oriente politica e società
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Le lobby, il Deep State e la rivoluzione/riforma 21/05/2023
Le lobby, il Deep State e la rivoluzione/riforma
Analisi di Giovanni Quer

A destra: la Corte Suprema di Israele

Tra i motivi puramente identitari in favore della riforma vi è il rancore verso una presunta “sinistra” che dominerebbe Israele con finanziamenti di lobby straniere e agendo come un potere occulto che pretende di distruggere il sionismo e imporre un liberalismo anti-ebraico. Se si prova ad usare lo stesso approccio, ci si potrebbero chiedere alcune domande: chi sta dietro alla rivoluzione/riforma? Perché è diventata così importante proprio ora? Quali interessi difende il governo? La risposta che è molto discussa da ormai sei mesi è una: Forum Kohelet. Il Forum Kohelet è un centro di ricerca conservatore a quanto pare finanziato da due conservatori americani vicini a Trump. Il Presidente del Forum, prof. Moshe Koppel, ha detto in più occasioni che il Forum intende promuovere sovranità, ebraismo e libertà individuale fornendo aiuto e sostegno a politici e ai loro assistenti. Un normale centro di ricerca che vuole influire sulla società, ma che è diventato molto potente. Di Forum Kohelet si è iniziato a parlare quando l’allora Ministra Ayelet Shaked voleva avanzare una legge per modificare la procedura di nomina dei consiglieri giuridici dei Ministri. Ancora prima se ne era parlato quando Naftali Bennett aveva incentrato la sua campagna elettorale nel 2019 affiancando Hamas e Corte Suprema come due nemici da vincere. L’anno successivo, in piena pandemia nel 2020, l’allora Ministro Amir Ohana voleva far partecipare il Forum Kohelet alle riunioni del gabinetto di governo che gestiva la crisi del Coronavirus, cui peraltro non possono nemmeno partecipare i parlamentari. Il Forum Kohelet crede in una politica economica liberista, senza aiuti ai piccoli commerci soffocati dalla pandemia, senza controlli per i piccoli esercizi commerciali di utilità sociale (come asili nido), senza aiuti economici a niente e a nessuno. Tranne quando la coalizione che è ora il governo aumenta gli aiuti alle comunità haredi invece che incentivare l’integrazione nel mercato del lavoro. Tranne quando la coalizione che è ora al governo vuole prendere dalle casse delle città più ricche per incentivare la costruzione di unità abitative nelle città più povere (definite con parametri molto selettivi). E dietro al progetto di rivoluzione/riforma del sistema giudiziario vi è il Forum Kohelet, attraverso il Ministro Yariv Levin e il Presidente della Commissione Costituzione, Legge e Giustizia alla Knesset, Simha Rotoman. Alcuni membri della Commissione durante le discussioni sulla proposta di rivoluzione/riforma hanno scherzosamente definito Rothman come il rappresentante del Forum Kohelet alla Knesset, perché non offre solo ricerche e sostegno nella definizione di politiche, ma agisce come consigliere di vari parlamentari e politici. Le trattative per arrivare a un “compromesso” continuano, così come le proteste contro la rivoluzione/riforma. Così continuano anche i mantra in favore della rivoluzione/riforma che mescolano rancore per gli Accordi di Oslo e per il ritiro da Gaza del 2005 a finte posizioni giustizialiste che vedono nella coalizione la difesa dei marginalizzati contro le élite della Corte Suprema. I gruppi che appoggiano la rivoluzione/riforma hanno una precisa visione di quella che Israele dovrà essere, trincerandosi una una sensazione di attacco “liberale” a Israele che sarebbe veicolato dalla Corte Suprema. In questa visione, ogni spirito critico verso il populismo conservatore è “sinistra”, ogni critica verso Netanyahu è “sinistra”, ogni preoccupazione verso le frange oltranziste dell'estrema destra diventa una mera forma di odio antireligioso.


Giovanni Quer

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