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Ecco che cos'è Hamas (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


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Giovanni Quer
Medio Oriente diritto e società
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L'Alta Commissione di Controllo dei Cittadini Arabi ha perso un’opportunità 18/05/2021
L'Alta Commissione di Controllo dei Cittadini Arabi ha perso un’opportunità
Analisi di Giovanni Quer

Gli arabi israeliani hanno finito per diventare moderati?
Mansur Abbas, Benjamin Netanyahu

Mentre continua l’operazione militare israeliana Shomer ha-Homot (Guardiano delle Mura) il cui obiettivo è ricostituire la deterrenza nelle relazioni con Hamas, la tensione tra ebrei e arabi in Israele non diminuisce. Sullo sfondo di iniziative e dichiarazioni che sono necessarie a mantenere quello spirito di comunanza che garantirà la coesistenza il giorno in cui finiranno gli scontri, i leader religiosi e politici non sembrano interessati a calmare le acque. L’Alta Commissione di Controllo dei Cittadini Arabi, istituita negli anni ’80 come organo esterno al mondo politico che deve rappresentare gli interessi della popolazione araba, ha dichiarato per oggi martedì 18 maggio una giornata di sciopero generale dei cittadini arabi (escluso il settore dell’istruzione) in protesta alle “violazioni israeliane a Gerusalemme e ad al-Aqsa” e alla violenza contro i cittadini arabi nell’attuale ondata di scontri. In altra occasione, ha criticato fortemente il leader del partito islamico Ra‘am, Mansur Abbas per aver visitato a sinagoga bruciata a Lod e per aver dichiarato di voler partecipare alla sua ricostruzione. Nella West Bank è stata annunciata la giornata della rabbia, con chiamate a manifestazioni e dimostrazioni.

L’organo di rappresentanza della popolazione araba israeliana ha perso l’occasione per calmare gli animi, e ha deciso invece di strumentalizzare la paura per fomentare la rivolta contro lo Stato e i suoi simboli - le reti sociali in arabo riportano anche altre notizie, attacchi a cittadini arabi, studenti arabi nelle università che hanno paura di uscire dal campus. Ciò nonostante il messaggio dell’Alta Commissione di Controllo poteva esser diverso. Anzitutto poteva includere la condanna delle frange estremiste e islamiste che fomentano le folle di giovani con anche un messaggio di condanna alla violenza (è morto ieri Yigal Yehoshua, vittima di un linciaggio a Lod la settimana scorsa). Poi, poteva ricordare le diverse chiamate a dichiarazioni comuni di solidarietà e condanna degli estremismi. Infine, poteva rivolgersi allo Stato con pratiche richieste, comprese quelle che nutrono la frustrazione della società araba: lotta alla criminalità, incluso il disarmo, controllo del territorio, in particolare nel Negev, infrastrutture e piani urbanistici. Queste stesse richieste erano anche gli obiettivi dei partiti arabi che timidamente si avvicinano alla politica israeliana per poi allontanarsi ad ogni segno di opposizione. E queste stesse azioni sono quelle che possono salvare in futuro la società araba.

Un migliaio di atti di accusa sono stati presentati dalla Procura contro cittadini arabi sospetti di aver commesso crimini, anche di odio. Un centinaio anche contro estremisti ebrei. Chi vede nell’ineguaglianza dei numeri un chiaro segnale che i crimini di odio sono commessi per la maggior parte da arabi contro ebrei è accusato di faziosità. Altri sostengono che gli anni di noncuranza della criminalità nel settore arabo abbia portato alla facile esposizione delle frange più marginalizzate alle campagne di incitamento all’odio legate anche ai circoli islamisti. Altri ancora sostengono che lo stato non tratti con sufficiente forza contro i gruppi estremisti e razzisti. Il giorno in cui finiranno gli scontri, ebrei e arabi dovranno ricostruire la fiducia reciproca; impresa meno difficile di quello che sembra proprio alla luce dei traguardi sociali degli ultimi anni. Nello stesso momento dovrà esserci un’indagine più ampia riguardo alle campagne di fake news e i gruppi che le hanno organizzate.


Giovanni Quer (1983), ricercatore presso il Centro Kantor per lo studio dell'Ebraismo Europeo Contemporaneo e dell'antisemitismo, Università di Tel Aviv.

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