venerdi 17 settembre 2021
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Ecco che cos'è Hamas (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






 
Giovanni Quer
Medio Oriente diritto e società
<< torna all'indice della rubrica
Le prossime elezioni: chi si candida e come voteranno gli israeliani? 18/03/2021
Le prossime elezioni: chi si candida e come voteranno gli israeliani?
Analisi di Giovanni Quer

Elezioni israeliane del 23 marzo 2021 - Israele.net - Israele.net

Il blocco di destra
Likud - Benjamin Netanyahu 
Tikva Hadasha (Speranza Nuova) - Gideon Sa’ar
Yamina (Destra) - Naftali Bennet
Israel Beitenu - Avigdor Lieberman

Likud rimane al centro dell’elettorato di destra. Al centro della campagna elettorale di Netanyahu c’è il successo nella campagna di vaccinazione, che per ragioni elettorali è stato trasformato in un successo nella gestione della pandemia, perché sono ancora molto forti le critiche sulle decisioni politiche riguardanti i lockdown, eccezioni nella chiusura dei confini, leggerezza nel trattamento dei gruppi sociali che non rispettano le restrizioni. Altro argomento sono le relazioni internazionali, e i successi nel processo di normalizzazione con i Paesi arabi. Le voci più liberali del Likud, quelle della tradizione Jabotinsky, si sono staccate da Netanyahu e hanno fondato Tikva Hadasha, che si presenta come la destra storica: liberale, liberista e pragmatica. Il partito di Bennet, Yamina, sembra anche questa volta aver un discreto successo, anche se alle ultime elezioni è stato un fiasco e non ha superato la sogli adi sbarramento. La campagna elettorale è fondata sul “non-Netanyahu” sul “piano Singapore” per lo sviluppo economico, che non ha avuto molto successo. Non si sa bene quale sia l’identità politica del partito, che evita sempre di rispondere a questioni chiave (riforme politiche, diritti civili, in particolare arabi e LGBT, strategie sulla sicurezza). Israel Beitenu, forte tra l’elettorato russo, continua a perdere potere, ed è più che altro coinvolta nella lotta contro gli ortodossi e nell’avanzamento di una politica di laicizzazione di Israele.

Israelis tired of political instability - www.israelhayom.com

I partiti religiosi
Shas (ortodossi orientali) - Arie Der’i
Yahadut HaTorah (ortodossi sefarditi)- Yaakov Litzman
HaZionut HaDatit (Il sionismo religioso)- Bezalel Smotrich

L'elettorato religioso sionista torna a votare per la maggior parte per il Likud, con un po’ di voti per Yamina. L’anno scorso Netanyahu ha saputo far propri all’ultima ora la gran parte dei voti di questo bacino elettorale, e sarà forse così anche quest’anno. La lista HaTzioniut HaDatit si presenta come la voce del sionismo religioso, benché attragga i voti dei più conservatori, con figure molto discusse come Smotrich e Ben Gvir le cui esternazioni su LGBT e arabi, e le incerte posizioni sul servizio militare delle donne allontanano molti elettori. Se passeranno la soglia di sbarramento non saranno una grande forza politica. Parte di Shas e di Yahadut a Torah vota per il sionismo religioso, in particolare tra i più giovani, il che fa pensare a un cambiamento dentro il mondo ultra-ortodosso verso una visione più partecipativa della vita israeliana.

Il blocco di centro
Yesh Atid (C’è Futuro) - Yair Lapid
Kachol Lavan (Blu e Bianco) - Benni Gantz
Calcalit (il partito economico ) - Yaron Zelecha

Yesh Atid torna a esser l’unica forza di opposizione a Netanyahu, con Lapid che riacquista la centralità politica offuscata dall’infelice collaborazione con Benni Gantz. Lapid attrae parte dei voti del centrodestra e del centrosinistra; ha un programma politico bilanciato tra riforme liberiste e welfare e radicato in un sionismo liberale che guarda alle questioni dell’integrazione delle minoranze. Il problema però è che la campagna elettorale “No Netanyahu!” non porta benefici. L’elettorato di centrodestra non vorrebbe una coalizione con i partiti più a sinistra mentre quanti vorrebbero un cambiamento e pur appoggiano Lapid, al momento del voto non sono sicuri di affidare il governo a un nuovo politico che ha commesso l’errore di allearsi con Gantz. L’anima politica di Yesh Atid è ancora da definirsi completamente.

Informazione Corretta
Alcuni dei protagonisti

Blocco di sinistra
Avoda (Labour) - Merav Michaeli
Meretz (il partito socialista) - Nizan Horovitz

La maggior parte dell’elettorato si è spostata al centro, votando per Benni Gentz e il suo progetto di alternativa a Netanyahu, che si è rivelato uno dei più grandi fiaschi nella storia politica di Israele. Il partito Laburista sembra non aver più una propria identità. In questa lista il Labor ha incluso Ibtisam Maarana, una regista che ha fatto documentari meravigliosi, che però è al centro di non poche polemiche (il post in cui dice di non aver rispettato i minuti di silenzio durante il Giorno della Memoria della Shoah, e la dichiarazione sull’astensione durante un eventuale voto contro le terapie correttive per omosessuali per non offendere il pubblico arabo). Lo storico partito socialista Meretz, sostenuto dai kibbutzim e dalle cooperative agricole, non ha più un vero e proprio bacino elettorale se non tra gli intellettuali un po’ borghesi e i giovani un po’ alternativi e forse non passerà la soglia di sbarramento.

Partiti Arabi
HaReshima HaMeshutefet (La lista araba) - Elman Odeh
Raam (il partito islamico) - Mansur Abbas
Maan (Insieme) - Muhammad Darawshe

Secondo un recente sondaggio, con i voti dell’elettorato arabo il Likud avrà 1.5 seggi. Maan, Meretz, Avodah e Yes Atid, mezzo seggio ciascuno. Il 46% degli arabi crede che i partiti arabi debbano entrare in una qualsivoglia coalizione di governo, e la maggior parte dell’elettorato del Partito Islamico pensa che sia Netanyahu il più adatto a ricoprire la caria di Primo Ministro. Netanyahu ha una campagna in arabo in cui si fa chiamare “Abu Yair” (Abu, padre, Yair, il nome del primogenito, come da tradizione araba). Non è solo il partito islamico a dividere il pubblico arabo, il nuovo partito Ma’an (insieme) mette in evidenza le concrete priorità del settore arabo: la violenza sociale, i piani urbanistici, il sostegno all’imprenditorialità, e l’integrazione nella società, e ha la convinzione di ottenere più seggi di quelli prospettati. ùIl voto per i vecchi partiti uniti nella Lista Araba sarà un voto di tradizione: benché la Lista non rifletta i valori dell’elettorato più giovane (le esternazioni anti-LGBT di Ahmed Tibi e la trita retorica anti-sionista) né abbia un programma politico “pratico”, il cambiamento dell’abitudine di voto non è affatto semplice.

Secondo gli ultimi sondaggi ecco come si voterà alle elezioni: Likud 29-30; Yesh Atid 19-20; Yamina 11-10; Tikva Hadasha 10-9; HaReshima 8; Israel Beitenu 7; Yahadut HaTorah 7; Shas 7; Avoda 6; HaTzioniut HaDatit 5; Kachol Lavan 4; Raam 4; Meretz 4.


Giovanni Quer (1983), ricercatore presso il Centro Kantor per lo studio dell'Ebraismo Europeo Contemporaneo e dell'antisemitismo, Università di Tel Aviv.

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT