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Giovanni Quer
Medio Oriente diritto e società
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In tour per l'Italia un film sull'odio antisionista 14/04/2015
 In tour per l'Italia un film sull'odio antisionista
Commento di Giovanni Quer


L'odiatrice di Israele Samantha Comizzoli esulta per il rapimento e il barbaro assassinio dei tre ragazzi israeliani da parte di Hamas nel giugno 2014. Il messaggio è chiaro: "ebrei ai forni".

Samantha Comizzoli, conosciuta per la sua foto con le tre dita alzate in segno di onore ai terroristi che hanno rapito e ucciso i tre ragazzi israeliani l'anno scorso, ha fatto un film: Israele, il Cancro. Pubblicizzato dalle varie reti pro palestinesi, tra cui Palestina Rossa e Fronte Palestina, il film sta facendo il giro dell'Italia, ospitato da varie organizzazioni comprese le associazioni cattoliche come il centro Balducci in provincia di Udine, poi Napoli, Nuoro, Cesena, Roma... un gran tour per mostrare come "l'occupazione nazista israeliana della Palestina si rivela nel suo aspetto peggiore: l'occupazione della mente".

A presentarlo dovevano essere anche due attivisti palestinesi protagonisti del film documentario, cui però il Consolato italiano ha negato il visto. Si scatena la furia! La Comizzoli, presidente dell'associazione Ravenna Punto a Capo scrive una lettera al Ministero degli Esteri chiedendo "un'indagine" e un'eventuale rimozione del Console qualora fosse trovato colpevole di "discriminazione razziale, violazione dei diritti umani, abuso d'atti di ufficio o favoreggiamento". Non si capisce bene quale sia il ragionamento giuridico dietro questa lettera, ma fa sorridere in particolare il riferimento al "favoreggiamento" - forse intendono un favoreggiamento ai crimini sionisti?

Se si guarda il trailer su Youtube segue poi un video in cui Samantha Comizzoli racconta stupita della violazione dei diritti umani di un palestinese da parte dell'Autorità Palestinese. Per filo e per segno spiega come un suo amico sia stato arrestato dalla polizia palestinese per aver criticato su un blog o un social network Abu Mazen. Attenzione al commento: "Dobbiamo dire quel che è, questa non è Palestina, è Israele, perché solo il mostro israeliano fa cose così".

Stupita d'essere stata l'unica a non esser stata controllata dalla polizia palestinese la Comizzoli dice "questo è razzismo, a me non mi hanno controllato perché sono bianca, internazionale. Da Israele il razzismo ce lo aspettiamo, è il mostro, dalla Palestina no".

Si potrebbe pensare anche che sia un passo avanti, che forse incominciano a guardare con obiettività alla situazione. Invece le prime denunce delle violazioni dei diritti umani sono solo contro l'establishment di Abu Mazen, troppo blando con gli israeliani e vagamente prono a un compromesso. A loro piace Hamas, che lancia "i missili della resistenza" e a loro piace l'azione nelle piazze dove si urla Israele nazista, o per le strade di Gerusalemme dove si lanciano pietre e molotov. Questa è resistenza, questo è il futuro della pace in Medio Oriente.


Giovanni Quer


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