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Giovanni Quer
Medio Oriente diritto e società
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Qual è il problema di Gerusalemme? 16/11/2014
 Qual è il problema di Gerusalemme?
Analisi di Giovanni Quer


Il Muro Occidentale, Gerusalemme


Mosche Al Aqsa, sulla spianata del Monte del Tempio

Idealmente ogni individuo dovrebbe essere libero di poter manifestare il proprio credo in ogni luogo. Da un punto di vista religioso non è sempre possibile, da un punto di vista pratico non sempre auspicabile. Ma mentre la stampa di mezzo mondo recita il dogma del “fanatismo ebraico che rischia di scatenare una Terza Intifada”, tre questioni fondamentali sono ignorate:
la libertà di culto, la condivisione, gli errori politici che fomentano la rabbia anti-giudaica.

La lotta per il Monte del Tempio è diventato il baluardo della lotta araba e islamica contro Israele e contro la presenza degli ebrei a Gerusalemme, che tentano di eliminare in ogni maniera, sostenendo che gli ebrei non ci sono mai stati, che le scoperte archeologiche sono dei falsi, o che la “giudaizzazione" di Gerusalemme è un pericolo per la popolazione araba. L’accesso al Monte del Tempio è regolato dal Wafk, l’amministrazione islamica sulla Spianata delle Moschee. Gli ebrei non possono accedervi per pregare.
I non-musulmani possono accedervi in determinate ore, e mai mostrando segni di appartenenza religiosa.
La polizia israeliana vigila gli accessi, e chiunque, non-musulmano, sia trovato a pregare è espulso dalla Spianata. La volontà di pregare al Monte del Tempio è discussa anche tra gli ebrei: alcune interpretazioni ortodosse non consentono l’accesso degli ebrei al luogo, altri rabbini non lo considerano una violazione, altri lo favoriscono.

Il significato politico dell’accesso al Monte del Tempio è visto come un ritorno ebraico sull’unico luogo sacro distrutto duemila anni fa, e come un affronto al dominio islamico quasi ininterrotto di 900 anni. Liquidare la questione con un’accusa a un presunto “fanatismo ebraico” è la conseguenza della perenne insofferenza verso la sovranità ebraica su Gerusalemme e su Israele, che né i musulmani, né i cristiani sembrano accettare.
La legge per permettere agli ebrei di pregare è un'iniziativa di destra e sinistra, quindi non sono solo gli “estremisti di destra”. La questione è oggetto di dibattiti da anni, ma è emersa sui giornali solo con l’attentato a Yehuda Glick, l’attivista israeliano per l’accesso alla Spianata delle Moschee e leader del movimento per la ricostruzione del Terzo Tempio - un “estremista di destra”, appunto.
L’indignazione del mondo rivolta contro i soliti “fanatici” ebrei rimane in silenzio di fronte al continuo incitamento di Abu Mazen a “ribellarsi all’occupazione ebraica”.
Che Gerusalemme fosse un sacro suolo islamico era ideologia di Hamas, ma l’Autorità Palestinese l’ha fatta propria da qualche anno. Nel 2009 sono comparse le prime interviste ai leader di Fatah sulla TV, che incitavano a difendere Gerusalemme dagli invasori ebrei.
Poi i giornali. Ora ne parlano tutti, compreso Abu Mazen, che mette in guardia dal progetto di giudaizzazione di Al-Aqsa.
Anche la Giordania, protettrice dei luoghi islamici a Gerusalemme è molto cauta contro l’Autorità Palestinese, nonostante il trattato di pace con Israele preveda che la libertà di culto e lo spirito di tolleranza debbano essere rispettati.
Il messaggio si è diffuso in tutto il mondo. Ad aprile è stata adottata ad Amman una fatwa che permette a milioni di musulmani di visitare al-Aqsa, finora un pellegrinaggio proibito perché considerato un segno di normalizzazione con Israele.
L’incontro era intitolato “la via verso Gerusalemme”, che fa parte anche dei canti anti-israeliani, in cui si recita “verso Gerusalemme con milioni di martiri”.

Se il mondo vuole una Gerusalemme dei tre monoteismi, perché non appoggia la condivisione dei luoghi di culto, e appoggia invece l’esclusivismo musulmano?
Se i musulmani non vogliono ebrei al Monte del Tempio e questo è considerato legittimo, allo stesso modo allora è legittimo che gli ebrei ci vogliano pregare.
Ma perché la richiesta religiosa ebraica è sempre un simbolo di fanatismo, mentre quella islamica no?
Eppure quando il Papa ha fatto visita a Santa Sofia a Costantinopoli, con l’espresso divieto di pregarci e con mezza stampa islamica che metteva in guardia da una ripetibile riconquista dei crociati, vi è pur stato un grande dibattito sulla questione.
Il punto è che né musulmani né cristiani accettano che gli ebrei non siano più una minoranza, ma un popolo sovrano che chiede dei diritti, e li fa valere.

Giovanni Quer


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