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Giovanni Quer
Medio Oriente diritto e società
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'Becca l'ebreo', Tuvia Tanenbom e l'antisemitismo delle ONG 02/09/2014

"Becca l'ebreo", Tuvia Tanenbom e l'antisemitismo delle ONG
di Giovanni Quer


Tuvia Tanenbom

Tuvia Tanenbom, giornalista israeliano e tedesco, ha passato due anni con ONG e organizzazioni internazionali in Israele e nei territori palestinesi, per concludere che l'Europa finanzia l'odio antisemita e anti-israeliano. Il libro, "Becca l'ebreo" [tfos t'ayehudi] esce la prossima settimana in ebraico e a novembre in inglese e tedesco. Tanenbom si è finto solo tedesco per due anni, andando in giro con ONG, parlando agli attivisti israeliani, palestinesi ed europei, partecipando ai loro eventi. Conclusione: i milioni di euro dell'Europa finiscono nelle tasche di organizzazioni completamente ideologizzate che hanno un solo obiettivo: "beccare l'ebreo che fa qualcosa di male". Tanenbom racconta di un'attivista tedesca a Nablus che si sente in colpa per quello che hanno fatto i nonni agli ebrei e quindi fa del volontariato in Palestina, dice a un negoziante di non vendere i prodotti "degli ebrei"; descrive come un ricercatore arabo di B'Tselem abbia detto che l'Olocausto è "una bugia"; parla di come gli europei insegnino ai beduini in Israele canzoni revanchiste in inglese, quando in inglese sanno a stento parlicchiare. Nell'agosto del 2013, Tanenbom si infiltra in un gruppo di studenti italiani che ogni anno vanno in Israele e Palestina per "apprendere il conflitto", mandati da un'organizzazione italiana finanziata dall'Unione Europea (i dettagli quando uscirà il libro). Hanno in Israele una guida d'eccezione: Itamar Shapira, dell'organizzazione "Combattenti per la Pace", che accusa Israele delle peggiori nefandezze sfruttando lo status di ufficiali degli attivisti, li accompagna allo Yad Vashem, da cui è stato licenziato nel 2009 perché equiparava la Nakba palestinese alla Shoah. Dopo aver infangato la memoria di Herzl, "morto per una malattia a trasmissione sessuale", dentro lo Yad Vashem, Shapira preferisce parlare del massacro di Dir Yassin, in modo da scolpire nei cuori dei ragazzi italiani che Israele è nata sui presunti massacri dei palestinesi di fronte alla linea del tempo della Shoah. Shapira parla del BDS (boicottaggio): una doverosa azione contro l'oppressione di un popolo. Galvanizzati dalla missione di portare la pace, i nuovi missionari dei diritti umani, religiosi o laici poco importa, sono invece pervasi di un profondo odio antisemita, travestito da cieca solidarietà coi palestinesi. E quel che è peggio, dice Tanenbom, "non avrei mai pensato di trovare un così profondo odio di sé" in quegli israeliani ebrei appagati dall'antisionismo, il cui ebraismo è solo preso in considerazione per fomentare ancor di più l'odio anti-ebraico e anti-sionista. Tre principi base: la non-violenza è non-ebraica, i diritti umani sono non-sionisti, la giustizia è non-israeliana.


Giovanni Quer

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