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Giovanni Quer
Medio Oriente diritto e società
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Da Trento un nuovo appello a boicottare Israele: il silenzio delle istituzioni aiuta il BDS 26/09/2013

Da Trento un nuovo appello a boicottare Israele: il silenzio delle istituzioni aiuta il BDS
Commento di Giovanni Quer
 


Giovanni Quer

Il gruppo "Trentino responsabile", movimento o gruppo legato a quanto pare al Centro Sociale Bruno, ha pubblicato un appello su Trento Today, invitando la Provincia Autonoma di Trento (PAT) a revocare gli accordi di collaborazione con Israele (per leggere l'articolo http://www.trentotoday.it/cronaca/bando-israele-giunta-boicottaggio.html). La PAT e le istituzioni di ricerca hanno vari accordi con partner israeliani, tra cui un recente accordo tra PAT e Israele sulla ricerca industriale, oggetto dell'appello. Tra i motivi per cui la PAT dovrebbe ritirarsi dagli accordi con Israele: sistematica oppressione della popolazione palestinese, distruzione dei villaggi nei territori occupati, tentativo di trasferimento della popolazione palestinese nell'area di Hebron, muro, occupazione ecc. 

Senza andare nello specifico dei confusi riferimenti al comportamento di Israele ritenuto in violazione della legalità internazionale, è il caso invece di soffermarsi su due aspetti: la pervasività dell'odio anti-israeliano espresso dal movimento BDS (boicottaggio, disinvestimento e sanzioni) e il silenzio delle istituzioni.

La Provincia Autonoma di Trento è tra le autorità locali più attive in Italia nella cooperazione internazionale allo sviluppo, finanziando associazioni e progetti che spesso delegittimano Israele. D'altra parte, la PAT ha anche una storia di vicinanza ad Israele, come testimoniano i diversi accordi in campo scientifico e accademico. E' importante notare che il Trentino è una piccola regione, dal benessere diffuso, senza significativa presenza ebraica ma con un'importante presenza di associazioni e organizzazioni attive nel "sociale". L'appello al BDS che arriva dal profondo nord italiano dimostra come la pervicace ossessione anti-israeliana sia radicata negli animi dei "solidali": lo stesso movimento che chiede il boicottaggio di Israele ha lanciato una campagna per raccogliere fondi da destinare alla costruzione di una scuola materna a Khan Younis (Gaza) che recherà il nome di Vittorio Arrigoni, attivista italiano ucciso a Gaza proprio dai palestinesi. La diffusione del sentimento anti-israeliano si manifesta nel linguaggio confuso, superficiale, impreciso, non fosse che l'appello, come i precedenti, è per ora accolto nel silenzio delle istituzioni. 

Perché il movimento BDS è così diffuso? Perché l'ossessione anti-israeliana pervade il mondo "solidale"? Perché con tutto ciò che sta accadendo nel mondo si chiede ai governi, (anche locali!) di boicottare Israele e non la Cina, la Russia, gli Emirati Arabi e la stessa Palestina in virtù delle medesime ragioni cui si fa appello contro Israele, ossia: violazione del diritto internazionale, sistematica oppressione delle minoranze, diffuso razzismo e spietate politiche espansionistiche? Il primo motivo va cercato nella radice dell'ossessione anti-israeliana, cioè l'insofferenza per lo Stato ebraico le cui ragioni si dissolvono nella matrice del pietismo pro-palestinese. Ma la seconda ragione è l'indifferenza delle istituzioni verso gli attacchi loro rivolti dal mondo "solidale". Il silenzio con cui sono accolti gli appelli, o nel migliore dei casi le vaghe risposte formulate in un linguaggio burocratico evitano di indirizzare il cuore della questione: il BDS è politicamente intollerabile, eticamente riprovevole e moralmente esecrabile.

Finché non ci sarà una risposta pubblica unanime e condivisa di condanna del BDS, le azioni di boicottaggio saranno legittimate. Il BDS si rafforza nella convinzione che i rapporti con Israele siano dettati da scelte pragmatiche e interessi economici, mentre le proposte di boicottaggio sono considerate scelte etiche e alternative politiche basate su principi di giustizia. E' questo che rinvigorisce il BDS e legittima l'ossessione anti-israeliana. Se si vuole contrastare il BDS la presa di posizione del mondo politico è necessaria: non si tratta qui di un conflitto tra interessi contrastanti, ma di un conflitto di valori. Ogni istituzione, governo locale o centrale, assemblea legislativa o parlamento, presidente o funzionario deve dare un segnale inequivocabile: da che parte sta l'Italia, la PAT o il Comune quale che sia? Si difende la libertà, il pluralismo e lo sviluppo, oppure l'oscurantismo, il razzismo e la violenza?

La reazione che ci si aspetta da quanti ricevono appelli per boicottare Israele dovrebbe chiarire che le istituzioni italiane promuovono la libertà, la giustizia favorendo lo sviluppo della democrazia e del pluralismo. Il movimento BDS, che ritiene di sostenere questi valori, promuove discriminazione e razzismo. Per questo il BDS dovrebbe esser pubblicamente condannato.


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