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Giovanni Quer
Medio Oriente diritto e societÓ
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ONG pro-israeliane al contrattacco: le cause contro il BDS 16/04/2013

ONG pro-israeliane al contrattacco: le cause contro il BDS
Commento di Giovanni Quer


Giovanni Quer

Le ONG israeliane che perseguono un'agenda politica anti-sionista hanno adottato una strategia che si Ŕ mostrata vincente: l'attivismo giuridico, che consiste nel perseguire cause sociali nelle corti di tribunale per avanzare interessi politici.
L'attivismo legale, pur perseguendo interessi politic anti-sionisti, ha comunque risvolti positivi per l'avanzamento dei princýpi democratici. Ad esempio, la Public Comittee Against Torture in Israel ha richiesto alla Corte Suprema di impedire la pratica delle eliminazioni mirate dei terroristi palestinesi. Grazie all'attivismo di questa ONG, che si esprime in termini negativi su Israele, la Corte ha potuto regolare la pratica delle eliminazioni mirate secondo i principi del diritto internazionale.

L'attivismo giuridico non sempre si dimostra occasione per l'avanzamento della democrazia, quanto invece emerge come strumento per la delegittimazione di Israele attraverso l'uso politico delle corti di tribunale. Ne sono esempi le cause contro gli ufficiali e i politic israeliani per crimini contro l'umanitÓ (in Belgio, nel Regno Unito).

Di recente, questa stessa strategia Ŕ stata adottata anche dalle ONG che perseguono interessi politici pro-israeliani. Due esempi recenti segnano il "contrattacco" all'attivismo giuridico delle ONG politiche anti-israeliane.

Il primo esempio Ŕ l'ONG "Israel Law Centre-Shurat ha-Din", che da anni si concentra nell'attivismo giuridico contro il terrorismo. Dopo molte cause vinte con successo per risarcimento danni alle vittime del terrorismo, inclusa una recente causa contro il governo siriano, Shurat ha-Din si prepara a denunciare l'AutoritÓ Palestinese per crimini contro l'umanitÓ e nello specifico, per terrorismo, presso la Corte Penale Internazionale. Dopo l'accettazione della giurisdizione della Corte Penale Internazionale nel 2012, l'AutoritÓ Palestinese pu˛ non solo denunciare Israele, com'Ŕ nelle sue intenzioni politiche, ma diviene anche un possibile obiettivo di denuncia. Inoltre, lo sviluppo del diritto internazionale ha portato a una rapida evoluzione della nozione di terrorismo come crimine internazionale.

Il secondo esempio, pur non trattandosi di Israele ma di ebraismo, Ŕ l'Unione degli Studenti Ebrei di Francia, che aveva citato in giudizio Twitter per incitamento all'odio razziale per la diffusione di vari commenti antisemiti raggruppati sotto la rubrica "un bonjuif, un juifmort" (un ebreo buono, un ebreo morto). A Gennaio 2013, un giudice di Parigi aveva ordinato a Twitter di svelare l'identitÓ degli autori dei messaggi e di cancellare il contenuto antisemita sei post, su segnalazione delle associazioni UEJF (Union des Etudiants Juifs de France) e J'ACCUSE. Non solo i messaggi erano stati oscurati solo al pubblico francese ma visibili da connessioni fuori dal territorio francese, in pi¨ Twitter non aveva svelato l'identitÓ degli autori dei messaggi antisemiti per tutelarne la privacy. Cosý le due associazioni hanno denunciato Twitter al tribunale penale.

I successi di Shurat ha-Din e la perseveranza di UEJF e J'ACCUSE dimostrano che l'attivismo giuridico Ŕ una strategia da adottare per perseguire dei fini politici nelle aule di tribunale.

╚ vero per˛ che i giudici non sono le "bocche della legge", ma che interpretano le leggi secondo il loro bagaglio culturale e le loro convinzioni filosofiche; pertanto, il loro giudizio sarÓ inevitabilmente influenzato dal loro essere pro o contro Israele.

In ogni caso, il contrattacco dei pro-israeliani nelle aule di tribunale e i loro successi mandano un messaggio univoco: la giustizia non sta dalla parte di chi ha finora usato le corti per delegittimare Israele.


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