domenica 12 aprile 2026
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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Deborah Fait
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Hanno rapito Clementina Cantoni 30-05-05
Ma dove sono tutti i pacifisti che manifestavano per le due Simone e per

Giuliana Sgrena?

Dove sono finiti?

Hanno rapito una ragazza italiana, si chiama Clementina Cantoni.

Lo sapete, pacifisti?



Era in Afghanistan per aiutare le donne e i bambini senza farsi pubblicita'.

E questo lo sapete, pacifisti?



L'abbiamo vista oggi, spaventata e avvolta nel chador con due mitra puntati

alla testa, gli occhi spaventati. Ma non piangeva, lei!

L'abbiamo sentita dire il suo nome, il nome del padre e della madre, col

cuore spezzato l'abbiamo vista confondersi sulla data mentre cercava di

incontrare lo sguardo dei carcerieri forse per paura di essere punita per

questo.

Hanno rapito Clementina Cantoni e in Italia non e' successo niente! Il

sindaco di Roma ha pensato solo dopo una settimana di esporre la sua

fotografia in Campidoglio.

Hanno rapito Clementina Cantoni!

Mi sentite signori dell'arcobaleno? Pacifisti dei miei stivali? In Italia e'

stata fatta una manifestazione tirata per i capelli, con quattro gatti, la

solita minoranza silenziosa che ha paura di esporsi. Ma la maggioranza

casinista, quella che urla, quella che rovescia i cassonetti, che riempie le

piazze solo se i rapiti sono tesserati dove e' finita?

Clementina fa parte di un'associazione di aiuti umanitari antica di 40 anni

e fondata negli Stati Uniti. Un nome, CARE, cosi' poco eclatante, un nome

per il quale non vale la pena di scomodarsi tanto lo fanno le donne afghane

, quelle col burka, loro sono la' che piangono e si strappano i capelli per

questa giovane donna che le aiutava.

Gli italiani lasciano fare, indifferenti.

Del resto c'era da aspettarselo. Quando sono morti i nostri soldati a

Nassirya i pacifisti hanno manifestato con le bandiere della resistenza

irachena urlando "una , dieci, mille Nassirya", quando e' stato ucciso

Fabrizio Quattrocchi hanno insinuato che fosse un mercenario.

Poi sono arrivate le due Simone, due eroine, per poter finalmente

manifestare come si deve per due amiche del popolo iracheno, due che sono

state trattate a cioccolatini e caramelle dagli amici terroristi, due che

hanno fatto subito sapere che "dovete andarvene dall'Iraq" .

Infine l'apoteosi raggiunta con Giuliana Sgrena! Mai rapimento fu piu'

seguito, mai rapimento fu piu' coinvolgente. La Sgrena che piangeva e noi

italiani con lei, la Sgrena dietro un cestino pieno di frutta che diceva di

essere stata trattata bene e noi italiani abbiamo smesso di piangere.

I telegiornali aprivano direttamente nella sede del Manifesto e puntavano le

telecamere sugli occhioni azzurri di Pier e noi italiani abbiamo

incominciato a provare un senso di fastidio.

Fiaccolate a non finire, cortei, bandiere, interviste a tutta la famiglia,

troppe decisamente, fino alla conclusione tragica e la morte del povero

Nicola Calipari che era andato a salvarla.



Per Clementina niente, la famiglia non rilascia interviste e si comporta con

grande dignita' chiusa nel proprio dolore, bandiere non se ne vedono, cortei

meno ancora, ogni tanto la nomina Ciampi chiamandola "ragazza italiana"

forse perche' si dimentica il nome.

I pacifisti hanno altre cose da fare.

Per la liberazione di Clementina urlano le donne senza voce, le donne

afghane, piangono per lei sotto il burka, firmano per lei appelli con

l'impronta del pollice e stanno la', non se ne vanno, dopo tre settimane

sono ancora la' e ancora piangono.

In Italia niente.

Che fare in mezzo a tanta vergognosa indifferenza ?

Posso solo gridare senza voce come le sue amiche afghane :"Liberate

Clementina"



Deborah Fait

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