Lettera aperta al giornale L'Adige
Commento di Deborah Fait

Deborah Fait
Gentili signori della Redazione,
Mi preme rispondere alla lettera della signora Rosanna Sega di Riva del Garda perché ho letto un'infinità di stupidaggini e distorsioni storiche da avere i brividi. La signora Sega (e qui è appropriata la locuzione latina di Plauto: In nomen omen), dimostra di avere una visione paradisiaca dei palestinesi e una enorme mancanza di conoscenza della storia. La frase che più mi ha colpita è "i palestinesi, un popolo colto e abile, intelligente come tutti i popoli vessati e torturati cui viene negata una patria, una casa, un futuro." E ancora: "La bandiera palestinese , simbolo di pace, di vicinanza, di amore."
Come no! Peccato che la storia racconti un'altra versione dei palestinesi. Lasciamo stare tutto l'orrore vissuto in Israele per quasi un secolo e vediamo cosa hanno fatto nel mondo dove hanno esportato la loro jihad. Ma ho una domanda importante da rivolgere alla signora Sega: a parte il terrorismo, cosa hanno dato al mondo questi angioletti per essere considerati da lei colti, abili e intelligenti? Hanno fatto esplodere bombe in tutta Europa, ogni capitale, da Londra a Roma ha avuto i suoi morti mentre gli assassini sventolavano la "bandiera di pace e amore e vicinanza" Certo, una bandiera intorno alla quale svolazzano colombe bianche armate di kalashnikov e tritolo. E i dirottamenti aerei dove li mettiamo? E i morti nei vari aeroporti europei, Fiumicino compreso e per ben due volte?
Per accennare agli attentati ricordiamo Stefano Gay Tachè, ammazzato a due anni, mentre usciva dalla Sinagoga di Roma per festeggiare la Festa dei Bambini che chiude sempre la festa di Succot.
Ricordiamo Leo Klinghofer, scaraventato in mare con la sua carrozzella da disabile, dall'Achille Lauro.
Ricordiamo le centinaia di vittime in Francia: Charlie Hebdò, il supermercato Kosher, il Bataclan, il Cafè de Paris.
E poi Ilan Halimi, giovane ebreo francese, rapito, torturato, bruciato e poi gettato per la strada moribondo.
Jonatan Sandler, 30 anni, rabbino, ammazzato all'uscita della scuola di Tolosa dove insegnava. E i suoi figli, Ariel di 6 anni, Gabriel , 3 anni. Decapitati.
Miriam Monsonego, 8 anni, figlia del direttore della scuola ebraica. Decapitata.
L'assassino si chiama, perché è ancora vivo, Mohamed Merah.
Samuel Paty, professore di storia, decapitato mente usciva dal suo liceo di una cittadina alle porte di Parigi. .
Potrei continuare per ore e gli uccellini cinguettanti della signora Sega, smetterebbero di cantare. Nessuno, a parte i nazisti, si è macchiato di delitti così atroci, nell'arco di decenni, contro persone innocenti per il solo gusto di ammazzare ebrei e, perché no, anche cristiani, come da statuto di Hamas e Fatah:
"Prima il popolo del sabato, poi quello della domenica".
Un popolo senza patria, signora Sega? Non la hanno mai avuta né l'hanno mai voluta!
Hanno detto NO nel 1937 (commissione Peled) 11 anni prima della fondazione di Israele moderno.
Hanno detto NO nel 1947 (Risoluzione ONU 181).
Hanno detto NO dopo la guerra del 1967.
Hanno detto NO nel 2000 (a Camp David) e nel 2008.
Nel 2020 Abu Mazen nemmeno si degnò di rispondere al progetto di pace di Trump.
La Storia è più scomoda di quella che la signora Sega descrive. I palestinesi non sono personaggi da romanzetto rosa, come la signora ci propina in una lettera indegna cui mancano solo i cherubini che lanciano cuoricini verso il cielo blu urlando Allahu Akhbar.
Nella realtà ci sono terrorismo, guerre, stragi, propaganda e proposte di Stato rifiutate sdegnosamente.
Non hanno interesse a costruire uno stato, vogliono semplicemente distruggere quello che già esiste: Israele.
Sperando nella pubblicazione,
Cordialmente
Deborah Fait
Israele