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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Antonio Donno
Israele/USA
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Un islamico è il nuovo sindaco di New York 07/11/2025

Un islamico è il nuovo sindaco di New York
Commento di Antonio Donno

Antonio Donno
Antonio Donno

Mamdani è sindaco di New York e l'islam compie la sua conquista più importante nel cuore del mondo occidentale. Mondo ebraico giustamente allarmato. Mamdani è ritenuto il portavoce di una “silenziosa Jihad”. E nemmeno troppo "silenziosa", visto che in campagna elettorale ha fatto fuoco e fiamme contro Israele.

Con l’elezione di Zohran Mamdani a sindaco di New York, l’Islam ha compiuto un passo importantissimo nel cuore della cultura occidentale, forse nel punto più vitale del nostro modello di vita. L’ebraismo americano ha accolto la notizia con grande rincrescimento, perché il nuovo sindaco ha sempre espresso una forte antipatia per Israele e – si dice – approvi l’attività di Hamas contro lo Stato ebraico. Con la sua elezione, l’antisemitismo è destinato ad aumentare in New York – scrive Sam Sokol su “The Times of Israel” del 5 novembre – e in tutti gli Stati Uniti. Mamdani è d’accordo sul fatto che Israele stia commettendo un genocidio e che Netanyahu sia un criminale, come ha dichiarato l’International Criminal Court, un organismo fortemente politicizzato contro Israele e severamente criticato per la sua mancanza di obiettività. Per questo motivo, il mondo ebraico ha accolto il risultato di questa elezione con forte disappunto, in quanto Mamdani è ritenuto il portavoce di una “silenziosa Jihad”.

     Il Ministro degli Affari della Diaspora, Amichai Chikli, del Likud, ha sostenuto che New York, città simbolo della libertà dei suoi cittadini di ogni fede religiosa, con questa elezione ha messo in pericolo i suoi cittadini ebrei, che hanno sempre vissuto in questa città nella massima libertà e crescita economica e sociale. Gli ebrei di New York temono l’innalzamento dell’antisemitismo dopo l’elezione di Mamdani a sindaco della città.

     Ma l’elezione di Mamdani è avvenuto grazie anche al voto di cittadini newyorkesi non di fede islamica. Questo è un dato di estrema importanza nella storia della città e dell’Occidente. Il radicamento della cultura islamica ha fatto un importante passo in avanti, dopo i successi ottenuti a Londra. Si vedrà nel prossimo futuro se il voto ebraico sia stato un errore o meno e se la comunità ebraica «sarà in grado di navigare nella nuova realtà di questa importante città dopo l’elezione di Mamdani», continua Sam Sokol. Insomma, constateremo se il principio della libertà, caposaldo della cultura occidentale, sarà difeso dal nuovo sindaco e, soprattutto, dalla numerosa comunità islamica presente a New York, che nei decenni di vita nella città ha usufruito pienamente dei vantaggi che il liberalismo pone a portata di tutti. Gli ebrei di tutto il mondo sono in ansia per i risultati elettorali di New York e per il disprezzo che Mamdani ha espresso verso Israele. Gli ebrei newyorkesi vigileranno continuamente.

     Nonostante le sue affermazioni contro l’antisemitismo, il nuovo sindaco accusa Israele di genocidio e dichiara che onorerà il mandato di arresto della Corte Penale Internazionale nei confronti di Netanyahu. Il rabbino di New York, Angela Buchdahl, ha dichiarato con estrema chiarezza che Mamdani ha contribuire a sviluppare nella città un “antisemitismo abominevole”, aggiungendo che il vero pericolo è una «frattura nella nostra famiglia ebraica». Un’affermazione grave, che dimostra la grave preoccupazione della comunità ebraica di New York, e non solo.

     L’altro candidato, Andrew M. Cuomo, era sostenuto da Trump e per questo motivo è stato sconfitto seccamente da Mamdani. Trump ha dichiarato che impedirà che fondi federali sia concessi a New York e ha giurato che combatterà con tutte le sue forze contro il nuovo sindaco islamico e progressista. Certo, molte delle promesse di Mamdani sono difficilmente realizzabili, ma sono servite a strappare voti a Cuomo e a indirizzarle verso se stesso. Trump sa bene che l’elezione di Mamdani ha un significato politico di grande rilevanza in vista delle prossime elezioni presidenziali, perché New York potrà rappresentare un punto di enorme importanza nel voto non solo dei democratici, ma anche di quei repubblicani progressisti che nel tempo si sono allontanati da Trump.

     L’elezione di Mamdani rappresenta un interrogativo per New York e per gli Stati Uniti. L’ingresso di un sindaco di cultura islamica nel cuore della società newyorkese pone un problema la cui entità politica e sociale è per ora difficilmente valutabile.


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