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Hillel Neuer smaschera l'antisemitismo dell'Unrwa (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


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Storia
La Brigata Ebraica (Jewish infantry brigade group)
Andammo dal popolo ebraico come l'angelo della vita. Si pensa che un soldato uccida o venga ucciso,­ ciò che noi facemmo come soldati, fu di trovare delle persone morte e di aiutarle a tornare alla vita. Hanoch Bartow Brigata Ebraica
Il 3 settembre 1939 la Jewish Agency, fondata nel 1922 dalla World Zionist Organization per coamministrare la Palestina, ed il Vaad Leumi, Consiglio Nazionale degli ebrei in Palestina, apre a Londra un ufficio di reclutamento per volontari: su 600.000 ebrei inglesi, rispondono all'appello oltre 130.000 tra uomini e donne, di cui 62.000 avrebbero operato su diversi teatri di guerra.



Nei mesi successivi il governo britannico arruola i volontari ebrei, inserendoli nelle file dell'esercito anziché raggrupparli in unità omogenee, nel luglio 1940, Churchill - che il 7 maggio succede a Neville Chamberlain (il quale era contrario ad istituire una brigata esclusivamente ebraica temendo che ciò, non solo avrebbe legittimato le aspirazioni di indipendenza degli ebrei, ma anche attriti con le popolazioni arabe) - autorizza il reclutamento per la formazione di unità omogenee ebraiche; viene stabilito che gli uomini siano per un terzo ebrei palestinesi e per due ebrei americani, piuttosto che di altri paesi.



A dicembre si costituiscono quindici compagnie di fanteria (1.500 uomini), inquadrate nel reggimento "East Kent" (Buffs), con l' obiettivo di difendere il territorio palestinese in caso di necessità. All'interno delle compagnie i comandi verbali vengono dati in inglese, gli ordini scritti, in ebraico; la lingua di conversazione è l'ebraico. I capitani sono inglesi, tenenti, sottotenenti e graduati, ebrei. Segno distintivo sull'uniforme è il "Magen David": la stella a sei punte.



Fino alla fine del 1942 i volontari restano nei campi di addestramento, maturando una preziosa esperienza tecnico-specialistica (trasmissioni, uso di armi speciali, cooperazione con i mezzi corazzati e l'aviazione, genio, organizzazione generale, ecc.), esperienza questa che, unita a quella sviluppata sul campo, si rivelerà di estrema importanza nella formazione delle unità militari ebraiche prima e dopo la proclamazione dello Stato d'Israele (trentacinque saranno i generali di Zahal provenienti dalla Brigata Ebraica).



Fra il 1942 e il 1943 le compagnie vengono raggruppate in tre battaglioni a formare il "Palestine Regiment". Tuttavia l'unità non riceve l'equipaggiamento completo e viene impegnata - lontano dal fronte - in attività di sorveglianza; quei mesi, per quanto privi di un'effettiva operatività bellica, serviranno a creare un saldo spirito di corpo.



Naturalmente la reticenza inglese alla formazione di unità separate non significa reticenza alla partecipazione degli ebrei allo sforzo bellico: nell'agosto 1943 sono 22.600 gli ebrei in uniforme britannica (4.800 in fanteria, 3.300 nel genio, 4.400 nei trasporti, 1.900 in artiglieria, 1.100 nei servizi, 2.000 nella RAF, 1.100 nella Royal Navy, 4.000 donne nei servizi ausiliari), tra i quali 450 ufficiali e 200 medici.



Le comunità ebraiche svolgono intanto un'incessante attività per la costituzione di una unità composta interamente da ebrei, al motto , come recita un manifesto di propaganda dello Yishuv: "Jews want to fight as Jews", (Gli ebrei vogliono combattere in quanto ebrei), in cui una sagoma militare innalza la bandiera con la Stella di Davide e le strisce azzurre.



Il 20 settembre 1944, nei giorni del capodanno ebraico, dopo sei anni di pressioni Londra dà finalmente il consenso alla costituzione di una "brigata rinforzata" completamente ebraica, nata dall'originario "Palestine Regiment" a questo punto ristrutturato, formata da un reggimento di artiglieria, da servizi e da unità ausiliarie. Il 29, nel corso di una relazione ai Comuni, Churchill ne dà l'annuncio: "So benissimo che che un gran numero di ebrei nelle nostre Forze Armate ed in quelle americane, ma mi è sembrato opportuno che una unità formata esclusivamente da soldati di questo popolo, che così indescrivibili tormenti ha subito per colpa dei nazisti, fosse presente come formazione a sè stante fra tutte le forze che si sono unite per sconfiggere la Germania".





La Brigata, che riceve aiuti finanziari dalle comunità ebraiche di tutto il mondo (a Pasqua 1945, la sola comunità argentina invia 100.000 sterline per l'equipaggiamento e ne stanzia 8.000 per le famiglie dei caduti in azione), viene autorizzata ad usare una propria bandiera: azzurra-bianca-azzurra, con la Stella di Davide tra due bande simboleggianti il Nilo e l'Eufrate, che in seguito diverrà l'emblema dello Stato d'Israele.



Gli ufficiali superiori (da maggiore in su) sono inglesi, tuttavia essi sono sottoposti al generale di Brigata ebreo dell'esercito inglese Ernest Frank Benjamin (1900 Toronto).



Gli effettivi dello Hayl Hativah Lohemet "unità di combattimento ebraica", ufficialmente denominata Jewish infantry brigade group, raggiungono i previsti 5.000 uomini (circa il 20% provenienti dalla Palestina, il rimanente dal resto del mondo: Inghilterra, Australia, Canada, Sudafrica e, soprattutto, dalle grandi comunità ebraiche polacche e russe), subito dopo inizia un periodo di addestramento in Egitto.



Il 10 novembre la formazione sbarca a Taranto e risale la penisola lungo il versante adriatico, si stabilisce e si addestra sulle montagne dell' Irpinia fino al febbraio 1945, inquadrata nel X Corpo dell'Ottava Armata di Montgomery.



A fine mese viene trasferita sul fronte di Alfonsine, a nord-ovest di Ravenna, lungo la zona di operazione corrispondente allo sfondamento della "Linea Gotica" nella valle del Senio, nei pressi di Imola. Il 3 marzo 1945, nello schieramento delle truppe alleate a sud del fiume Senio, combatte insieme ai gruppi di combattimento "Friuli" e "Cremona". In quella circostanza, porta a termine uno dei pochi assalti frontali con la baionetta di tutto il fronte italiano. Oggi 33 caduti della Brigata riposano nel Sacrario di Piangipane.



La brigata partecipa inoltre alla liberazione delle città di Ravenna, Faenza, Russi, Cotignola, Alfonsine ed Imola.



Nel maggio "venute meno le necessità belliche" la Brigata viene dislocata tra l'Alto Adige, il Tirolo e la Carnia, al confine con Austria e Jugoslavia, dove avviene il primo incontro con i sopravvissuti dell'Olocausto e qui inizia ad occuparsi dell'assistenza ai profughi ebrei.



Il 31 maggio alcuni reparti della formazione collaborano alla consegna all'URSS delle truppe sovietiche che, dopo aver combattuto al fianco dei tedeschi, si erano arrese agli inglesi.





Trasferita in Olanda ed in Belgio nella seconda metà dell'estate, la Brigata Ebraica vi soggiorna un anno, svolgendo il duplice ruolo di forza di occupazione e di coordinamento e di centro assistenziale per i connazionali, di cui organizza l'avviamento verso quello che presto sarebbe diventato lo Stato di Israele.



Nell'estate del 1946 la Gran Bretagna scioglie la Brigata Ebraica.





Durante il secondo conflitto circa 30.000 volontari ebrei palestinesi hanno combattuto sotto l'esercito britannico, oltre 700 di loro sono morti in azione, diverse migliaia feriti. La brigata ebraica è l'unica unità militare indipendente che combattè nell'esercito britannico e - di fatto - in tutte le Forze Alleate.



Per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento, desidero precisare che Howard Blum ha tracciato un racconto storico nel libro "La Brigata", pubblicato dall'editore Il Saggiatore nel 2002.



Tradotto e composto da Alberto/Hurricane

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