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La Ragione Rassegna Stampa
30.06.2021 Braccio di ferro Usa-Iran, ma il braccio non è più quello di Trump
Commento di Anna Mahjar-Barducci

Testata:La Ragione
Autore: Anna Mahjar-Barducci
Titolo: «Scontro in corso fra Stati Uniti e Iran»
Riprendiamo dalla RAGIONE di oggi, 30/06/2021, a pag. 4, l'analisi di Anna Mahjar-Barducci dal titolo "Scontro in corso fra Stati Uniti e Iran".

La mia scuola è il mondo. Intervista a Anna Mahjar-Barducci
Anna Mahjar-Barducci

Usa-Iran: riflessioni sulla crisi internazionale | Univrmagazine

Gerusalemme — Nonostante i negoziati, c'è una guerra in corso tra Stati Uniti e Iran. Ieri i quotidiani del Medio Oriente hanno aperto con la notizia in prima pagina del bombardamento americano di lunedì mattina in Iraq e in Siria contro miliziani sostenuti dall'Iran.Il portavoce del Pentagono, John F. Kirby, ha detto che — «seguendo le direttive del presidente Biden» — gli Stati Uniti hanno condotto raid aerei `difensivi' contro strutture operative e di stoccaggio di anni di vari proxies dell'Iran, tra cui Kata'ib Hezbollah e Kata'ib Sayyid al-Shuhada. Questi raid arrivano dopo mesi di attacchi con droni da parte dell'Iran e dei suoi alleati contro il personale e le strutture statunitensi in Iraq. Nel mese di giugno e maggio, droni iraniani hanno colpito Ayn Al-Asad, la base aerea delle forze armate irachene e degli Stati Uniti. Lo scorso aprile, invece, un altro drone ha attaccato un hangar della Cia a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Per adesso, i negoziati sul nucleare iraniano sono fermi. L'amministrazione Biden vuole unirsi nuovamente all'accordo (Jcpoa) da cui l'ex presidente americano Donald Trump era uscito nel 2018 (accusando l'Iran di averlo violato e asserendo che il Jcpoa non era comunque adeguato a prevenire lo sviluppo della bomba nucleare da parte di Teheran), ma non ci sono le condizioni. Washington infatti intende aggiungere nuove clausole ma Teheran — nonostante desideri la rimozione delle sanzioni da parte degli Stati Uniti — non è disposto ad accettare alcun cambiamento al testo. La formulazione siglata nel 2015 non pub però essere mantenuta, dato che da allora il programma nucleare iraniano è cresciuto ed è diventato più sofisticato. Per migliorare la propria influenza negoziale sull'accordo nucleare, l'Iran sta pertanto tentando ogni tipo di strategia politicomilitare per fare pressione su Washington: dagli attacchi con i droni contro target americani in Iraq alla guerra lanciata da Hamas (proxy dell'Iran) contro Israele, maggior oppositore del Jcpoa. Negli Stati Uniti sono pochi i commentatori che credono che i negoziati con l'Iran possano essere portati avanti. Washington e Teheran hanno infatti interessi politici contrastanti. Inoltre, l'elezione dell'ultraconservatore Ebrahim Raisi non facilita il dialogo. Nel frattempo, il segretario di Stato Tony Blinken si è incontrato la scorsa domenica a Roma con il ministro degli Affari esteri israeliano Yair Lapid per parlare soprattutto del nucleare iraniano. Per adesso Israele può dormire tranquillo. Il quotidiano "The Wall Street Journal" ha infatti pubblicato un articolo dal titolo: «L'accordo con l'Iran potrebbe essere ancora morto».



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