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Il Giornale Rassegna Stampa
22.05.2024 Il Tribunale Internazionale fa di Netanyahu il nuovo Dreyfus
Commento di Fiamma Nirenstein

Testata: Il Giornale
Data: 22 maggio 2024
Pagina: 12
Autore: Fiamma Nirenstein
Titolo: «Il Tribunale Internazionale fa di Netanyahu il nuovo Dreyfus»

Riprendiamo dal GIORNALE di oggi 22/05/2024 a pag. 12 il commento di Fiamma Nirenstein con il titolo: "Il Tribunale Internazionale fa di Netanyahu il nuovo Dreyfus".


Fiamma Nirenstein

Benjamin Netanyahu. Il Tribunale Penale Internazionale potrebbe, come ha chiesto il procuratore capo Khan, spiccare un mandato di arresto internazionale nei suoi confronti. Sarebbe il culmine della nuova campagna di odio antisemita: la sua certificazione. Netanyahu diventa il nuovo Dreyfus. Ma contrariamente a Dreyfus, ha un esercito con cui difendersi.

Con l’accusa che equipara Netanyahu e Sinwar, lo Stato d’Israele e Hamas, la Corte Penale Internazionale (ICC) allarga la breccia che si è aperta ormai da anni nella decostruzione della società basata su principi di difesa dei diritti umani, della democrazia. È un bel contributo al disfacimento dell’ONU, di cui l’ICC è figlio e dell’Unione Europea di cui è parente. Chi potrà mai più fra le persone di buon senso credere alla legittimità di un’istituzione per cui vale altrettanto la strage genocida di donne e bambini del 7 ottobre e la difesa indispensabile del proprio popolo combattendo una guerra difficile con cautela e larga diffusione di aiuto umanitario? Chi, se da una parte, c’è Hamas, un mostro trinariciuto che domina una società sottoposta alla legge del terrore e del genocidio degli ebrei per motivi religiosi; e dall’altra chi, erede della cultura che con quella cristiana, fonda il rispetto delle differenze sessuali, religiose, etniche, culturali, la difesa delle minoranze, in 75 anni, risorgendo dalla Shoah contro ogni probabilità, ha costruito una società che benefica il mondo di medicina, tecnologia, letteratura?

L’equiparazione dell’ICC e avvenuta nelle ore di poco successive alla morte di uno dei maggiori sostenitori del mostro di Gaza, il presidente Raisi. Così, si è potuto assistere a un doppio spettacolo internazionale, un film sul futuro. Una valanga di commosse manifestazioni di cordoglio per il boia di Teheran, che ha ucciso torturato e perseguitato a decine di migliaia donne, dissidenti, omosessuali iraniani è stata così noncurante di qualsiasi logica democratica, di qualsiasi comune buon senso, che il portavoce degli affari esteri Peter Stano, dell’Unione Europea, ha giustificato in conferenza stampa le calde espressioni di Borrell… Si sono opposti i parlamentari svedesi e tedeschi, mentre da lontano Russia, Cina, Pakistan, Libano (tre giorni di lutto!), Hamas, dichiaravano tutto il loro dolore. Questa mappa è molto espressiva, insieme a quella sulla disgustosa presa di posizione di Karim Khan. La Cina invita l’ICC a restare fedele al suo compito, con simpatia; la Spagna che odia Israele, il Belgio sempre molto influenzato dalla sua componente musulmana, la Francia che adora prendere posizioni che ne facciano come ai tempi dell’URSS un potere ideologico contrapposto agli USA, stanno con il Tribunale, mentre Biden, menomale, considera “oltraggioso” l’evento.

È lo stesso aggettivo usata da Netanyahu: mettere sullo stesso piano l’aggredito e l’aggressore, la vittima e il persecutore non si può, dice Biden, e promette armi.  Anche Blinken ha detto che è una vergogna. L’Italia si è ben comportata insieme all’Inghilterra, Rishi Sunnak ha detto che è impossibile la comparazione, Tajani che “è del tutto inaccettabile che si mettano sullo stesso piano Hamas e Israele”; la Germania che la richiesta da “una falsa impressione di equivalenza”. Ma Borrell, nel suo classico stile, ha detto che tutti gli Stati firmatari della Carta di Roma sono tenuti alle indicazioni dell’ICC: devono arrestare Netanyahu, nel caso la cosa vada in fondo. Gli piacerebbe. Il primo ministro di Israele alla sinistra non piace, non piace che vinca sempre le elezioni, che adesso voglia vincere la guerra contro Hamas, che seguiti a combattere a fronte di tante critiche. È Netanyahu, è molto israeliano, suo fratello Yoni è morto eroicamente a Entebbe, è Bibi, ha il suo carattere e la sua storia, a chi piace e a chi no, ed è legittimo, ma ha sempre combattuto la guerra di difesa di un popolo assediato e eroico, vive da laico nella tradizione culturale di un popolo democratico che ha tremila anni di memorie e uno Stato in costruzione continua.

Invece Sinwar è un tagliagole, un terrorista assassino di bambini, stupratore di donne, oppressore della sua gente. Confonderli, significa che vogliamo dire che le forze Aeree Britanniche e Americane che bombardarono l’Europa per vincere la Seconda Guerra Mondiale erano comandate da assassini, servite da assassini, che il loro intento verso la Germania era genocida. Siamo ormai diventati suprematisti bianchi, colonialisti, razzisti, oppressori… Netanyahu dunque è questo oggi: l’agnello sacrificale del rogo dei diritti umani che si sta compiendo utilizzando l’attizzatoio dell’antisemitismo. Netanyahu è oggi il Dreyfus di ieri, per fortuna tuttavia il suo popolo ha un esercito.   

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