giovedi` 09 febbraio 2023
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Gerusalemme e il Monte del Tempio (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






Il Giornale Rassegna Stampa
26.11.2022 Sforzate la vostra immaginazione, prima di moraleggiare
Commento di Fiamma Nirenstein

Testata: Il Giornale
Data: 26 novembre 2022
Pagina: 12
Autore: Fiamma Nirenstein
Titolo: «Uomo d'acciaio Ben Gvir scelto da Netanyahu alla sicurezza»
Riprendiamo dal GIORNALE di oggi, 26/11/2022, a pag.13, con il titolo " Uomo d'acciaio Ben Gvir scelto da Netanyahu alla sicurezza",  l'analisi di Fiamma Nirenstein.

A destra: Itamar Ben Gvir

PM Netanyahu Appoints Fiamma Nirenstein as Ambassador to Italy | Prime  Minister's Office
Fiamma Nirenstein

Sforzate la vostra immaginazione, prima di moraleggiare, prima che la virtù diventi una forma di cinismo e persino di disprezzo per la vita umana. Siete là che vi state scandalizzando perché Itamar Ben Gvir, uomo di destra, persino religioso, sarà (sempre che si riesca a formare il governo) ministro dell’Interno? Vediamo lo sfondo e la prospettiva. Sfondo: dall'inizio dell'anno Israele ha avuto 30 morti ammazzati dai terroristi, mentre sedevano al bar fucilati, mentre camminavano per la strada travolti, mentre portavano fuori i bambini accoltellati, mentre aspettavano l'autobus fatti a pezzi da una bomba. Il Paese è assediato da questa tabe, quest'anno è stato il peggiore dal 2015, il fantasma dell'Intifada aleggia. Essa fece duemila morti in due anni finché Sharon non stroncò le milizie armate di Arafat con l'operazione Muro di Difesa. Adesso Ben Gvir vuole essere un ministro energico, anche se ha dichiarato già di non aver nessuna intenzione di cambiare le leggi: nel suo programma chiede, a quel che si legge, più appoggio per le forze impegnate nella battaglia al terrorismo e un budget più largo per la polizia, un verifica delle regole di ingaggio in modo che sia chiaro quando si può reagire sparando (non violando il concetto di difesa e di reazione) e anche la possibilità di cominciare a stroncare la pandemia della violenza intra-araba, dove le "hamule" fanno a pezzi ogni giorno decine di persone implicate nei clan o innocenti. Ben Gvir è un tipo dal temperamento popolare, con toni certo eccitati e patriottici, non è un gentleman inglese, ma ha saputo di già ritrattare tutte le sue posizioni estreme del passato, rinnegando molto esplicitamente la sua adesione a movimenti che la legalità del Paese ha rifiutato. Un po’ come qui succede col passato fascista e comunista. Se lui darà il tono a Israele, se ci si deve preoccupare perché occupa un ruolo così importante? La risposta è no: le elezioni le ha vinte Netanyahu, un laico riformatore che ha saputo tenere il Paese sostanzialmente in pace e ha anzi creato lo spazio per gli Accordi di Abramo, che non ha mai mostrato nessun atteggiamento di censura verso opinioni diverse dalle sue, tanto che fiorisce la stampa e l'opinione antagonista.

Si dice che Ben Gvir ha un brutto atteggiamento antigay, ultra familistico... Ma Israele è il Paese con le leggi più avanzate e ammirevoli in questo campo, uno dei migliori uomini di punta di Netanyahu, Amir Ohana, è un pilastro del movimento gay, i religiosi che ormai sono diventati una specie di spauracchio pubblico, non determinano la norma sociale generale o scolastica, se non nel loro ambiente. Quanto poi al fatto che Israel festeggi Kippur e Pesach e Sabato piuttosto che Domenica, vorrei vedere. Infine: si seguita a raccontare di come Ben Gvir avesse una pistola durante una delle sue numerose apparizioni pubbliche a una manifestazione a Gerusalemme. In Israele può capitare che specie chi vive nelle zone B e C sia armato, perché rischia la pelle ogni giorno. E menomale che, come capita, sia in condizione di fermare l'assassino dal fare la sua prossima vittima, da sparare o accoltellare una seconda volta. Anche questo capita spesso. Non ci piace? No! Per niente. Ma sopravvivere è più morale di farsi ammazzare o lasciare ammazzare il tuo vicino. Ma dell'Israele reale non importa molto al pubblico: interessa la colpevolizzazione incessante di un Paese che cerca solo di difendersi da un pericolo che non conosce intervalli. Andate voi alla fermata dell'autobus dell'ingresso di Gerusalemme, domattina.

Per inviare al Giornale la propria opinione, telefonare: 02/85661, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


segreteria@ilgiornale.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT