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Il Giornale Rassegna Stampa
29.03.2022 Iran nucleare e aggressione russa: i temi caldi della politica internazionale
Analisi di Fiamma Nirenstein

Testata: Il Giornale
Data: 29 marzo 2022
Pagina: 9
Autore: Fiamma Nirenstein
Titolo: «Agli Usa servono Israele e i sunniti come alleati. Ma non possono fare sconti sul nucleare all'Iran»
Riprendiamo dal GIORNALE di oggi, 29/03/2022, a pag. 9, l'analisi di Fiamma Nirenstein dal titolo "Agli Usa servono Israele e i sunniti come alleati. Ma non possono fare sconti sul nucleare all'Iran".

Mo, Nirenstein:
Fiamma Nirenstein

Richiede un esercizio acrobatico, dalla guerra in Ucraina al terrorismo islamico ai Patti di Abramo al ruolo degli USA alla mediazione Israeliana, per disegnare in un'unica cornice le immagini che provengono da Israele nelle ultime ore. Eppure alla fine il puzzle è completo, e deprimente. Gli scenari base sono due: un grande summit israeliano di pace e una strada d'Israele crivellata di spari terroristi. Il summit conclusosi ieri è stato il primo della storia: a Sde Boker, nel Negev, casa di David Ben Gurion, si sono riuniti, invitati dal ministro degli esteri israeliano Yair Lapid, i suoi colleghi Antony Blinken dagli USA e dai Paesi del Patto di Abramo. Egitto, UAE, Bahrain, Marocco. Era certo presente in spirito anche l'Arabia Saudita. Scopo degli USA: ristabilire un ruolo leader, oggi consumato dai troppi abbandoni, a fronte dei Paesi Sunniti. Biden ne ha bisogno nel momento dello scontro mondiale con la Russia di Putin. Israele può recuperarle la simpatia dei suoi nuovi amici, e essere un mediatore inusitato, oltre che fra Zelensky e Putin, anche fra i Sunniti e gli USA. Non si sa se gli USA abbiano ascoltato ieri la richiesta a ripensare l'accordo che vuole a ogni costo con il nemico giurato di Israele e dei sunniti, l'Iran: una prospettiva inconcepibile, che consentirebbe agli ayatollah l'atomica, e la riabilitazione delle Guardie della Rivoluzione. Il summit ha raggiunto un accordo senza precedenti per una riunione strategica annuale con Israele, una chiara allusione al pericolo incombente; Blinken ha borbottato che l'America non ha ancora raggiunto conclusioni. Ma ecco che il palcoscenico gira. È buio a Hadera, nel centro di Israele; alle 8 le notizie seguono in tempo reale uno spaventoso attentato, e quasi subito compaiono le immagini dalle telecamere di strada. Due tipi in tuta bianca col "punisher" sulla schiena come in un film dell'orrore, mitragliano i pedoni, i motociclisti. L'intenzione era quella di una strage di massa, sono muniti di mille pallottole: un rastrellamento a tappeto di ebrei. Da un ristorante corrono giovani di un'unità speciale, e saranno un ragazzo e una ragazza, ora feriti all'ospedale, a fermarli: ma solo dopo che i terroristi avranno colpito a morte due reclute diciannovenni della Guardia di frontiera, un ragazzo druso e una ragazzina, e ferito altre quattro persone, uno grave. Come l'assassino di pochi giorni prima a Beersheba, dove il terrorista che uccise quattro persone era beduino,i due sono arabi israeliani e l'Isis rivendica la loro mossa mentre Hamas incita a compiere molti altri attacchi.

L'ombra del Ramadan che comincia mercoledì si disegna come una fonte di incitamento. La festa della pace che anche nel caso di Beersheba aveva avuto un suo precedente nell'incontro di Sharm el-Sheikh fra il PM Bennett, al Sisi e il principe di Abu Dhabi ha subito trovato un contraltare: l'ideologia islamista che esattamente 20 anni fa, nello stesso giorno, faceva esplodere il Park Hotel a Natanya uccidendo 30 persone e ferendone 140 continua. Nell'ultimo mese ci sono stati 7 attacchi. Nell'ultimo anno, ne sono stati sventati 600. L'Isis ha un presenza molto limitata, quello che importa è che dal 1920 il terrorismo è la tortura preferita inflitta a Israele, e gli arabi israeliani ne sono protagonisti. L''ideologia islamista è susseguita a quella nazionalista panarabista e si nutre di una pazzesca quantità di incitamento alimentato anche da organizzazioni occidentali. Tutti i primi ministri arabi ieri hanno condannato l'attentato, l'unico elemento di novità. Si può iniziare una bonifica, se gli USA ci stanno, ma non è detto. Sono ancora in tempo a rendersene conto e a rivedere il pazzesco avvicinamento all'Iran. Per tenersi vicino Israele e i paesi del patto di Abramo nella guerra a Putin, il nesso è chiaro: devono compiere un passo nel mondo della realtà contro il terrorismo.

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