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Il Giornale Rassegna Stampa
15.08.2021 Antonio Tajani, Piero Fassino: 'L'Italia non partecipi a Durban, è un vertice antisemita e di odio contro Israele'
Due interviste di Fabrizio De Feo

Testata: Il Giornale
Data: 15 agosto 2021
Pagina: 4
Autore: Fabrizio De Feo
Titolo: «L'Italia boicotti il vertice antisemita»
Riprendiamo dal GIORNALE di oggi, 15/08/2021, a pag. 4 due interviste di Fabrizio De Feo dal titolo "L'Italia boicotti il vertice antisemita".

In home page oggi su IC l'analisi di Fiamma Nirenstein, ecco il link: https://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=9&sez=120&id=82651

Ecco gli articoli:

Intervista a Antonio Tajani

Frasi di Antonio Tajani (5 frasi) | Citazioni e frasi celebri
Antonio Tajani

Onorevole Antonio Tajani, il 22 settembre ci sarà la riunione Onu per il ventesimo anniversario della Dichiarazione di Durban, conferenza diventata sinonimo di intolleranza verso Israele. Stati Uniti, Canada, Australia, Austria, Repubblica Ceca, Olanda, Francia hanno annunciato che non parteciperanno. Cosa deve fare il governo italiano? «Partecipare significherebbe incentivare l'antisemitismo. Non possiamo sposare le posizioni di chi vorrebbe cancellare Israele dalla carta geografica. Ricordo nel 2009 quando il ministro Frattini annunciò che l'Italia non avrebbe perso parte alla conferenza e quando Berlusconi sposò la proposta di Marco Pannella per l'ingresso di Israele nell'Unione Europea. L'Europa e il mondo hanno delle colpe verso il popolo ebraico, non possiamo abbandonarlo adesso. Tanto più in un momento storico in cui rischiamo la nascita di un nuovo Stato islamico con la vittoria dei talebani».

C'è chi sostiene che dovrebbe esserci una risposta comune di tutti gli Stati dell'Ue. Cosa ne pensa? «Sì, l'Europa deve dare un segnale di fermezza e sostenere paesi che rappresentano presidi di democrazia, penso anche alla Giordania e al Marocco. Sulla difesa di Israele non può esserci titubanza, altrimenti rischiamo di accreditare chi compie azioni antisemite. Non bisogna concedere alcuna sponda perché si rischia di favorire l'estremismo e il fondamentalismo. Siamo per la pace, siamo convinti che debbano esserci due Stati, ma non possiamo pensare che Israele non abbia diritto a esistere e a difendersi. Non ci si può mettere dalla parte del carnefice dando del carnefice alla vittima».

Questa conferenza rischia di produrre un contraccolpo sulla credibilità delle Nazioni Unite? «Purtroppo alcuni Paesi fondamentalisti cercano di utilizzare l'Onu per i loro fini, ma le Nazioni Unite non possono essere trasformate in uno strumento di propaganda, devono essere equidistanti e lavorare per la pace, senza farsi strumentalizzare, altrimenti si mette a rischio il multilateralismo. Sostenere tesi che di fatto incitano all'odio razziale, dimenticando quanto l'Europa ha vissuto con l'Olocausto e quanto ancora continua ad accadere, penso agli assurdi rigurgiti antisemiti e al negazionismo, non è assolutamente tollerabile. Io, peraltro, continuo a essere favorevole e credo sia necessario che si continui a lavorare affinché l'Unione Europea ottenga un seggio nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Rappresenterebbe un segnale di forza e una dimostrazione di unità».

Intervista a Piero Fassino

Sito web in di Piero Fassino - Note biografiche
Piero Fassino

Onorevole Piero Fassino, lei da sempre attento alle istanze di Israele. Nel 2009, quando il ministro Frattini comunico la decisione di non partecipare alla Conferenza di Durban per i suoi contenuti antisemiti, lei chiese di consultare il Parlamento. A settembre si ripropone la questione. Molti Paesi non parteciperanno. Cosa deve fare il governo? «Sarebbe innanzitutto auspicabile un atteggiamento e una posizione omogenea da parte dell'Ue. Il nostro governo dovrebbe sollecitare Bruxelles affinché ci sia una atteggiamento comune. Molti Paesi europei hanno deciso di non partecipare e penso che l'Italia debba tenere conto di queste defezioni, ma soprattutto del fatto che la conferenza di Durban ha rappresentato un vulnus culturale e politico laddove si è definito il sionismo come forma di razzismo. Un giudizio inaccettabile, errato privo di fondamento. Il sionismo è stato un movimento di liberazione sociale e nazionale del popolo ebraico».

In assenza di una presa di posizione dell'Ue cosa dovrebbe fare l'Italia? «Durban ha reiterato quello che era già stato un errore delle risoluzioni dell'Onu del passato, ha riaffermato una affermazione inaccettabile offrendo l'alibi per campagne antisemite e anti ebraiche. Una conferenza convocata per dare un seguito a quella conferenza avrebbe senso solo se servisse a metterne in discussione e revocare i giudizi errati del passato. Se la Conferenza invece quei giudizi li assume come irrevocabili, mi pare opportuno non partecipare».

Questa conferenza rischia di produrre un contraccolpo sulla credibilità delle Nazioni Unite? «Di certo rischia di riproporre una posizione sbagliata che la stessa Onu aveva corretto. Ripeto: una riunione di continuità con Durban non ha alcun senso, lo avrebbe solo se avesse l'onestà intellettuale di revocare le affermazioni errate del passato».

ll caso Durban suscita qualche interrogativo rispetto alla riforma della governance dell'Onu? «In questo caso è evidente che il tema è distorto nei suoi esiti politici dai rapporti di forza interni all'assemblea. Essendoci un alto numero di Paesi che guardano con ostilità a Israele, questo distorce la rappresentazione delle Nazioni Unite. Se l'Onu è costretta ad assumere posizioni prive di fondamento, perde di credibilità politica e si apre un problema sul fronte della sua governance. Anche perché l'Onu non è nata per essere un tribunale, ma per essere sede per la composizione dei conflitti e la costruzione di politiche condivise».

segreteria@ilgiornale.it

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