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Il Giornale Rassegna Stampa
07.06.2021 Caso Saman: l'autocensura copre gli islamisti
Commento di Andrea Cangini

Testata: Il Giornale
Data: 07 giugno 2021
Pagina: 16
Autore: Andrea Cangini
Titolo: «Ma l'autocensura copre gli islamisti»
Riprendiamo dal GIORNALE di oggi, 07/06/2021, a pag.16, con il titolo 'Ma l'autocensura copre gli islamisti', l'analisi di Andrea Cangini.

Saman Abbas aveva un fidanzato «segreto»- Corriere.it
Saman Abbas

I giornaloni hanno impiegato almeno due settimane ad accorgersi del caso di Saman e c'è da credere che se la vittima fosse stata italiana se ne sarebbero occupati prima. Ma la diciottenne Saman Abbas, scomparsa un mese fa nel reggiano, è di origini pakistane: l'ipotesi che sia stata uccisa dai familiari perché refrattaria alla legge islamica ha perciò messo in imbarazzo i giornalisti benpensanti, incoraggiandoli a tacere o a sottovalutare la notizia. «La sinistra ha timore di intervenire sui temi dei diritti negati alle donne islamiche perché si rischia di essere additati come razzisti», ha detto la consigliera comunale del Pd di Reggio Emilia Marwa Mahmoud, di origine egiziana. È vero. Vale per la sinistra politica, ma a quanto pare vale anche per buona parte dei media e dei maître à penser nazionali. Una forma di autocensura politicamente corretta che impedisce di mettere a fuoco un problema epocale: l'integrazione, e per molti aspetti l'integrabilità, degli immigrati di religione musulmana. Un tabù. Quattro anni fa, da direttore del Quotidiano nazionale commissionai ad Antonio Noto un sondaggio per comprendere gli umori dei musulmani legalmente resistenti in Italia. Quelli, cioè, teoricamente già integrati. I risultati sorpresero molti: il 58% si dichiarava non integrato, il 31% diceva di non volersi integrare, per il 34% le donne devono portare il velo, per il 25% non devono né studiare né guidare la macchina, il 28% condivideva le ragioni dei terroristi islamici, il 33% riteneva che l'Islam dovesse conquistare l'Occidente. Appare, dunque, chiaro che per molti musulmani la scelta di vivere in Italia non presuppone l'adesione ai valori e ai principi della cultura liberal-democratica italiana. Lo testimonia il fatto che quasi 4 su 10 (il 38%) non intendono rinunciare alla Sharia e rimangono convinti che la politica e i valori civili debbano essere sottomessi alla legge islamica. In un Paese serio, con una classe dirigente intellettualmente libera da totem e da tabù, si sarebbe aperto un dibattito. Una riflessione collettiva sull'assimilabilità della cultura islamica, sulla necessità di politiche pubbliche mirate all'integrazione (persino Papa Francesco ha detto che «se non si pub integrare è meglio non ricevere») e sulla loro concreta possibilità di successo. E invece niente. Allora come oggi il mainstream preferì ignorare il tema e qualche imbecille arrivò persino a sostenere che quel sondaggio fosse «razzista». Un'offesa all'intelligenza. Ma soprattutto un'offesa alle tante Saman d'Italia.

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