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Il Giornale Rassegna Stampa
03.06.2021 Israele, ecco il nuovo governo Lapid-Bennett
Analisi di Fiamma Nirenstein

Testata: Il Giornale
Data: 03 giugno 2021
Pagina: 15
Autore: Fiamma Nirenstein
Titolo: «Lapid, Bennett e Abbas: nuovo governo d'Israele. Senza Bibi, con gli arabi»
Riprendiamo dal GIORNALE di oggi, 03/06/2021, a pag. 15 con il titolo "Lapid, Bennett e Abbas: nuovo governo d'Israele. Senza Bibi, con gli arabi", l'analisi di Fiamma Nirenstein.

A destra: Naftali Bennett, Yair Lapid

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Fiamma Nirenstein

Ce l’ha fatta proprio in zona Cesarini, meno di un'ora prima che scadesse l'incarico: Yair Lapid, "C'è un futuro" 13 seggi, dopo frenetiche trattative e mille giravolte ha potuto dichiarare (così recita la formula) che la possibilità di formare un Governo è nelle sue mani. Alla fine la formula "chiunque fuorchè Netanyahu" ha partorito il Governo più composito del mondo, otto Partiti che hanno combattuto già in queste ore fino all'ultimo sgabello; partiti tutti caratterizzati da piccole dimensioni e distanze politiche lunari. La sudata per arrivare a un accordo è stata ammirevole, l'angoscia palpabile, il nuovo Primo Ministro è un bravo soldato della Sayeret Matkal, l'Unità di elite, religioso, capo del Partito chiamato "la Destra" e capeggia un Governo in cui più della metà dei Partiti sono molto lontani dalle sue idee, anti-West Bank, anti-religiosi, filo-palestinesi, oltre che arabi che durante l'ultima guerra si sono sbilanciati verso Hamas. Ma tutti alla fine hanno firmato l'accordo.

La febbre altissima si è un po’ placata con l'aspirina dell'elezione nel pomeriggio alla Knesset del nuovo presidente della Repubblica. E' Isaac Herzog, 61 anni, detto Boogy, capo dell'Agenzia Ebraica, colto, di natura gentile e molto politica, di aspetto mite ma dai pensieri netti, socialista in origine ma certo oggi molto meno propenso alle ideologie. Ha preso 87 voti contro i 26 che la Knesset ha dato come un mazzo di fiori di campo alla candidata donna, Miriam Peretz, una straordinaria eroina d'Israele immigrata dal Marocco, simbolo della storia che nasce nelle maabarot, le misere capanne in cui i pionieri sionisti si ammassavano nel deserto per lavorare la terra o imbracciare i fucili contro gli assalti arabi, Madre Coraggio di due figli uccisi in guerra. Un personaggio del cui sorriso e della cui forza Israele è sempre andata orgogliosa:ma non è bastato di fronte all'esperienza, al savoir faire politico, alla dinastia di Herzog, figlio di Chaim sesto presidente di Israele, nipote di Yitzchak rabbino capo irlandese del Mandato Britannico di Palestina. Chi lo conosce ha sempre sentito in lui la determinazione d'acciaio rivestita di velluto di diventare un tronco nell'albero genealogico, che comprende anche Abba Eban, ministro degli esteri di Golda Meir. Herzog è stato tre volte ministro e capo del partito laburista, a volte amico a volte meno anche di Netanyahu. Ieri mentre posavano per la foto tradizionale ha detto "Sarò presidente con qualsiasi primo ministro…" e Bibi ridendo: "Magari rimandiamo questo argomento a un'altra volta". Giusto: persino Yair Lapid, che avrebbe dovuto ieri entro mezzogiorno presentare al Presidente Rivlin (ancora in carica fino a metà luglio) il nuovo Governo e ottenere così la possibilità di votarlo entro pochi giorni, ha dovuto rimandare l'annuncio. E' complicato il suo patto con ben altri 7 Partiti dalla sinistra estrema (Meretz) a Naftali Bennett , capo della "Destra" dura. Bennet poichè si giuoca il tutto per tutto e il suo pubblico per il 61 per cento lo biasima, ha ottenuto il primo turno di due anni da Primo Ministro, seguito da Lapid: qualsiasi cosa pur di estromettere Netanyahu. In piccoli partiti hanno avuto praticamente un ministero a membro del parlamento. La porta istituzionale per correre verso il nuovo Governo è stata aperta fino a mezzanotte, pena il passaggio alla Knesset oppure le temute quinte elezioni in due anni.

Le ultime questioni, sulle quali naturalmente Netanyahu ha cercato di seguitare a condurre anche la sua partita, hanno riguardato due punti di fondo. Uno, è la richiesta di Mansour Abbas col suo partito arabo Raam di soddisfare i suoi elettori residenti soprattutto nel Negev di cancellare la "legge Kaminitz" che prevede che le costruzioni illegali vengano rimosse. E' una richiesta quasi impossibile, Israele ha un complesso e rispettato sistema legislativo, ma Abbas giuoca per sé. e l'ha promesso ai suoi: non si sa se l'abbia ottenuto, ma certo ha sfondato molte barriere se ha firmato.

La seconda questione riguarda due prime donne diversissime fra di loro: la bellissima giurista della Destra Ayelet Shaked, silenziosa sulla scelta del suo partner politico Bennett, ma decisa a ottenere, oltre a un ministero, anche la presidenza della commissione per l'elezione dei giudici costituzionali, un pilastro che determina le scelte politiche del vertice giudiziario; e la segretaria del Partito laburista Meerav Michaeli, anche lei una superdonna, che lo vuole per sé. Le due si siano messe d'accordo per una rotazione, prima la Shaked ma un ministero in più alla Michaeli. Grandi premi anche a Gideon Saar, anche lui destra che abbandona la nave come Bennet, anche lui molti ministri che compensano lo strappo. Fortissimo anche Avigdor Lieberman, "Israele Casa nostra", che oltre che per Netanyahu nutre una particolare avversione per il mondo religioso terrorizzato di vedersi chiudere tutti i fondi. Intanto un altro membro di Yemina, Nir Orbach, minaccia la defezione, evidentemente è troppo per lui. Si apre una terribile settimana di procedure in cui ancora sono possibili capriole e ripensamenti. Per ora, è assente la politica, assente l'ideologia assente il futuro di Israele, i pericoli, l'Iran, l'economia. Si sa solo che tutto è diverso nella mente di ciascuna componente. Israele sa benissimo invece che alla fine per vivere deve restare unita.

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