Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
L'ennesimo errore di Putin Editoriale de Il Foglio
Testata: Il Foglio Data: 28 dicembre 2024 Pagina: 3 Autore: Redazione de Il Foglio Titolo: «L’ennesimo errore di Putin»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 28/12/2024, a pag. 3, l'editoriale dal titolo "L’ennesimo errore di Putin".
Il relitto dell'aereo azero abbattuto, con tutta probabilità, dalla contraerea russa. Man mano che emergono i dettagli, la responsabilità russa diventa sempre più chiara. Ma Mosca si trincera dietro il consueto silenzio, facendo arrabbiare i suoi ultimi alleati rimasti nell'ex Urss.
I cieli russi si stanno svuotando sempre di più dopo l’incidente dell’aereo dell’Azerbaijan Airlines, presumibilmente causato da un attacco missilistico della contraerea di Mosca che avrebbe scambiato l’aereo civile per un drone ucraino. Il disastro, che ha ucciso almeno 38 delle 67 persone a bordo dell’aereo, ha portato diverse compagnie a sospendere i voli verso la Russia e ha aggiunto ulteriori pressioni al presidente Vladimir Putin, già impegnato dal 2022 a evitare l’isolamento internazionale. Paradossalmente, le difficoltà emergono proprio nello spazio post sovietico, tradizionale zona d’influenza russa.
Le ricadute politiche per il Cremlino sono diverse. Perché a bordo del volo erano presenti cittadini di Azerbaigian, Russia, Kazakistan e Kirghizistan, e la notizia ha colto il presidente azero Ilham Aliyev in viaggio verso un summit della Comunità degli Stati indipendenti in Russia. Aliyev ha interrotto il viaggio, annullando la partecipazione all’incontro, già boicottato dal premier armeno Nikol Pashinyan. L’incidente adesso rischia di incrinare i rapporti tra Mosca e Baku: l’Azerbaigian è stato un alleato cruciale della Russia negli ultimi
anni, sostenendola in ambiti strategici come energia e logistica. Tuttavia, le crescenti richieste di scuse ufficiali da parte di parlamentari azeri mettono pressione sul Cremlino, che finora ha cercato di minimizzare.
Il presidente azero ha istituito una commissione d’inchiesta per identificare i responsabili, inviando un segnale di fermezza alla sua popolazione. Anche il Kazakistan, teatro del disastro aereo, si trova in una posizione diplomatica delicata. Mentre cerca di mantenere l’equilibrio tra l’alleanza con Mosca e l’apertura verso nuove partnership internazionali, Astana dovrà gestire con attenzione le indagini: insabbiare l’accaduto potrebbe danneggiare la sua immagine di paese trasparente, ma puntare il dito contro la Russia comporterebbe gravi conseguenze. Un dilemma diplomatico che aggiunge complessità a una tragedia umanitaria e politica.
Per inviare al Foglio la propria opinione, telefonare: 06/5890901, oppure cliccare sulla e-mail sottostante