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Il Foglio Rassegna Stampa
18.06.2024 Al prossimo Pride sventoleranno le bandiere di Israele
Editoriale di Claudio Cerasa

Testata: Il Foglio
Data: 18 giugno 2024
Pagina: 1/III
Autore: Claudio Cerasa
Titolo: «Israele come simbolo delle nostre libertà. Perché sventolare questa bandiera al prossimo Pride, a proposito di diritti, aggrediti e aggressori»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 18/06/2024, a pag. 1/III, con il titolo "Israele come simbolo delle nostre libertà. Perché sventolare questa bandiera al prossimo Pride, a proposito di diritti, aggrediti e aggressori" l'editoriale del direttore Claudio Cerasa.

ClaudioCerasa
Claudio Cerasa
In Israele ci sono soldati che portano la bandiera LGBT. Provi qualche militante LGBT occidentale Propal a portarla a Gaza o in Cisgiordania, se ne ha il coraggio...

Pochi giorni fa, lo sapete, molte piazze italiane si sono tinte con i colori dell’arcobaleno e diverse città del nostro paese hanno ospitato numerosi festeggiamenti dedicati al Pride. Il 29 giugno sarà la volta di Londra e di Parigi. Il 27 luglio, pochi giorni dopo la finale degli europei, sarà la volta di Berlino. Il Pride italiano è stato vivace e a tratti spettacolare. Ma come tutti i Pride che si andranno a succedere nei prossimi mesi ha dovuto fare i conti con un corto circuito importante, osservando il quale è possibile capire con facilità alcune clamorose ipocrisie che riguardano un pezzo non indifferente del popolo dei diritti che manifesta per avere più libertà nel mondo. In alcune piazze, lo avrete visto, il Pride si è trasformato in una manifestazione a sostegno della Palestina, e di forte critica a Israele, e proprio l’annunciato clima di ostilità nei confronti di Israele ha suggerito all’organizzazione ebraica lgbtq+ “Keshet” di evitare di partecipare ai Pride organizzati a Roma, Torino, Bergamo e Catania. Ai nemici di Israele, soprattutto a quelli che si considerano militanti di sinistra, capita spesso di entrare in contraddizione quando si sceglie di demonizzare ideologicamente lo stato ebraico. Può capitare che vi siano manifestanti particolarmente interessati al tema della difesa dei diritti delle donne che nel protestare contro Israele si ritrovano a essere elogiati dagli ayatollah iraniani, che arrestano, torturano e uccidono le donne che osano presentarsi in pubblico senza velo. Può capitare che vi siano manifestanti particolarmente interessati a difendere la libertà nel mondo che nel protestare contro Israele si ritrovano ad avere posizioni simili a quelle assunte da molti paesi in giro per il mondo che la libertà, insieme con la democrazia, la combattono, la osteggiano, la disprezzano. Può capitare che vi siano manifestanti molto attivi nella difesa dell’ambiente che nella foga anti occidentalista si ritrovano a protestare contro l’unico stato del medio oriente che ha mosso passi verso una tutela dell’ambiente in un contesto in cui tutti i paesi dell’area sono tra i maggiori produttori di combustibili fossili del mondo. Può capitare che vi siano manifestanti particolarmente interessati a difendere il mondo dall’avanzata dei nuovi fascisti che nel protestare contro Israele si ritrovano perfettamente allineati alle nuove ideologie fasciste e islamiste in base alle quali la Palestina deve vivere dal fiume al mare, from the river to the sea. E può capitare, come è successo in qualche Pride, come succederà in altri Pride, che vi siano sedicenti liberali di sinistra che scendono in piazza contro Israele dimenticandosi chi tra Hamas e Israele, sul tema dei diritti, non solo quelli degli omosessuali, gioca la parte dell’aggressore. Nella Striscia di Gaza, per chi non lo sapesse, i palestinesi che rientrano nella categoria lgbtq+ devono sottostare alla legge di Hamas.

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lettere@ilfoglio.it

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