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Il Foglio Rassegna Stampa
16.03.2023 Con i Leopard la controffensiva dell’Ucraina
Analisi di Cecilia Sala

Testata: Il Foglio
Data: 16 marzo 2023
Pagina: 1
Autore: Cecilia Sala
Titolo: «Con i Leopard la controffensiva dell’Ucraina»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 16/03/2023, a pag.1, con il titolo "Con i Leopard la controffensiva dell’Ucraina", l'analisi di Cecilia Sala.

Cecilia Sala (@ceciliasala) | Twitter
Cecilia Sala

Roma. Oggi un gruppo di cinquantacinque soldati ucraini arriva a Kyiv dalla Spagna, attraversando il confine con la Polonia dove è atterrato ieri. Erano partiti a metà febbraio e hanno trascorso le ultime quattro settimane in una base vicino alla città di Saragozza: hanno manovrato i carri armati tedeschi Leopard sotto la guida del capitano Contreras per 12 ore al giorno, sei giorni su sette, e hanno imparato a usarli. “Sono ragazzi e uomini tra i 20 e i 60 anni che avevano già esperienza in battaglia con i carri sovietici, siamo andati molto bene e siamo stati rapidi”, ha detto Contreras. Domenica l’account ufficiale del ministero della Difesa ucraino su Twitter ha lanciato un hashtag: “#SpringIsComing”. “La primavera sta arrivando”, il motto scelto per cominciare a parlare della prossima controffensiva di Kyiv. Se si guarda ai grafici degli aiuti occidentali in armi, la colonna che sta sul bordo tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023 è alta più del doppio o il triplo di quelle vicine, che corrispondono ai pacchetti precedenti. Sono armi che servono alla controffensiva. Gli aiuti americani promessi negli ultimi tre mesi – tra dicembre e marzo – equivalgono da soli al quaranta per cento di tutte le spedizioni di armi approvate dal Pentagono dall’inizio dell’invasione su larga scala il 24 febbraio dell’anno scorso. Rispetto agli aiuti militari complessivi, prendendo in considerazione tutti i paesi della coalizione che sostiene Kyiv, un funzionario della Difesa di un paese europeo ha detto all’Economist che “solo quelli decisi a Ramstein (in Germania) a gennaio sono due terzi di tutti gli aiuti militari previsti dall’inizio della guerra”. Si tratta di armi che in gran parte non sono ancora arrivate e che migliaia di soldati ucraini, a rotazione, stanno imparando a usare in varie zone dell’Europa: nelle prossime settimane o nei prossimi mesi, a seconda delle tipologie, gli ucraini riceveranno quasi duecento carri armati e centinaia di mezzi militari per il trasporto delle truppe. Rob Lee, uno dei più famosi analisti militari americani, ha appena visitato le zone sulla linea del fronte e, rientrato nella capitale, ha raccontato le sue conclusioni al Kyiv Independent. La Russia ha cominciato una nuova offensiva a gennaio e ora fa più affidamento sulle truppe regolari che sui mercenari della Wagner, che però sono anche stati quelli che hanno portato a Mosca, alla fine dell’anno scorso, i primi risultati in sei mesi, “ma la Wagner usava i prigionieri, russi reclutati nelle carceri, non credo che i mobilitati possano replicare certi metodi, i soldati operano secondo regole diverse”: non accettano di andare al massacro altrettanto facilmente. Più che la pericolosità di una grande offensiva di mobilitati russi, il problema di Kyiv è che la loro stessa presenza impedisce un tipo di controffensiva simile a quella nel nord-est, a Kharkiv, di settembre. Allora gli ucraini avevano sfruttato un vuoto, una zona poco presidiata (i soldati di Mosca erano pochi e si erano dovuti concentrare più a sud) per sfondare. Non è semplice ricreare condizioni simili nelle zone del sud-est ancora occupate, come quella di Melitopol e Mariupol ma, se una possibilità di farlo c’è, è in quel settore. Per Lee: “L’Ucraina deve fare un’altra operazione tipo quella di Kharkiv, in cui può fare progressi rapidi e profondi perché fa crollare le linee di difesa russe. A Vuhledar (nel sud, in direzione Mariupol), la Russia sta subendo pesanti perdite e l’Ucraina molte meno, in un contesto così Kyiv può trovare un segmento cedevole della linea del fronte: dove la Russia è debole e incapace di ricostituire le sue linee velocemente”. Mark Milley, il capo di stato maggiore americano, dieci giorni fa è andato nella base di Wiesbaden in Germania dove c’è un grande tavolo con sopra un wargame – una specie di gioco di società dove però la mappa e le pedine corrispondono precisamente alla situazione che c’è in questo momento sul campo in Ucraina – e ha indicato alcuni punti da osservare con più attenzione perché ci si potrebbero trovare dei buchi nelle linee di difesa russe. In questo modo, ha suggerito alcune possibili mosse per la prossima controffensiva agli uomini di Kyiv.

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