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Il Foglio Rassegna Stampa
13.03.2023 America ‘Grande Satana’ e anche un po’ l’Europa
Analisi di Le Point

Testata: Il Foglio
Data: 13 marzo 2023
Pagina: 10
Autore: la redazione del Foglio
Titolo: «America ‘Grande Satana’ e anche un po’ l’Europa»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 13/03/2023, a pag. 10, l'articolo "America ‘Grande Satana’ e anche un po’ l’Europa".

Joe Biden apre la lotta sul bilancio e vira a destra su immigrazione e  crimine
Joe Biden

E’il virus che resiste a tutti i vaccini, rinascendo senza sosta sotto forma di nuove varianti”, scrive il direttore del settimanale Le Point, Étienne Gernelle. “Si poteva immaginare che il ritornello sull’“imperialismo americano” che minaccia il povero Putin sarebbe sparito dopo le atrocità commesse dalle truppe del Cremlino e la constatazione, ampiamente condivisa, secondo cui, senza Washington, i carri armati russi sarebbero entrati a Kiev da molto tempo. Il fronte lepenian-mélenchonista, specializzato in antiamericanismo, ha certamente scoperto l’uso della sordina su questo punto, ma pensate forse che abbia cambiato idea? Perché non è così…Jean-Luc Mélenchon ha firmato (con il presidente argentino, Alberto Fernandez, e quello colombiano, Gustavo Petro), una lettera aperta sul Monde, lo scorso 10 febbraio, in cui indica le conseguenze “nefaste” della guerra: “Ciò ha permesso agli Stati Uniti di ravvivare il vecchio ruolo della Nato, di rafforzare il sostegno dell’Europa nel suo scontro egemonico con la Cina e di stimolare le sue esportazioni di gas e di petrolio”. Eureka! Il problema della guerra in Ucraina sono quei farabutti e approfittatori egemonici e climaticidi degli americani…Dal canto suo, Marine Le Pen, nella sua “Lettera ai francesi” del 24 febbraio, non ha trovato nulla di meglio che incolpare i primi sostenitori dell’Ucraina, “voci di un bellicismo irresponsabile”. Naturalmente, il “bellicismo” cui fa riferimento è quello della Casa Bianca…Questa vecchia palude antiamericana, dunque, non si asciugherà mai. Natacha Polony, direttrice della redazione di Marianne, si è buttata a capofitto in questa palude la scorsa settimana. In un sorprendente editoriale, dove ha denunciato, naturalmente, “l’autocrate assassino” Putin e difeso l’integrità dell’Ucraina, ha fustigato anche “gli atlantisti zelanti”, “l’imperialismo” dell’America e l’attivismo della Cia. Non mette Washington e Mosca sullo stesso piano, ma poco ci manca…Questa nevrosi francese assunto anche una dimensione comica dopo la serata dei César (gli Oscar francesi, ndr). L’allontanamento di una militante ecologista radicale dal palcoscenico, dove si era autoinvitata, ha scatenato le solite indignazioni. Una ventina di vedette e personalità del cinema, mosse da un improvviso senso di colpa, si sono allora sentite obbligate a pubblicare sul Monde un appello per parlare di clima. Non avevamo bisogno di loro per sapere che il clima è un tema esistenziale. Solo che, en passant, questo appello ci propone anche un manifesto anticapitalista in paillettes, denunciando la fonte del Male: gli Stati Uniti, ovviamente! Si apprende dunque che “alla fine della Seconda guerra mondiale, gli americani hanno vinto la battaglia culturale e diffuso la dissolutezza consumistica dell’American way of life inondando il mondo di film, di serie televisive e di pubblicità”. Hollywood responsabile del riscaldamento globale? Magnifica performance, anzitutto: gli stessi firmatari, la vigilia, avevano dedicato un’ovazione a Brad Pitt, invitato sorpresa della serata…Incredibile dimostrazione di ignoranza, in secondo luogo: il modello sovietico di sobrietà energetico è ben noto…Ma ciò che colpisce, in questa curiosa illustrazione del fenomeno da parte dei “borghesi mélenchonisti” che abbiamo descritto la scorsa settimana in queste pagine, è l’accusa pavloviana nei confronti dell’America. Ben inteso, combattere l’imbecillità antiamericana non ci impone di diventare degli ingenui. L’Inflaction Reduction Act (Ira), il piano di rilancio protezionistico di Joe Biden minaccia chiaramente i nostri interessi. Solo che la risposta, probabilmente, non può che essere europea. Ma la maggior parte dei nostri antiamericani, in particolare quelli del fronte lepenian-mélenchonisti, non vogliono tale risposta, poiché l’Europa, per loro, è l’altro “Grande Satana”. Quando si dice che l’antiamericanismo rende idioti…

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