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Il Foglio Rassegna Stampa
13.01.2023 Macron, niente scuse per l’Algeria e no all’islam politico
Commento di Giulio Meotti

Testata: Il Foglio
Data: 13 gennaio 2023
Pagina: 2
Autore: Giulio Meotti
Titolo: «'Niente scuse per l’Algeria e no all’islam politico'. Macron anti woke»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 13/01/2023, a pag. 2, l'analisi di Giulio Meotti dal titolo " 'Niente scuse per l’Algeria e no all’islam politico'. Macron anti woke".

Informazione Corretta
Giulio Meotti

Macron to take Japan's Kishida to Notre-Dame as allies deepen ties | Reuters
Emmanuel Macron

Avec Kamel Daoud, Sciences Po accueille son premier écrivain en résidence -  Le Figaro Etudiant
Kamel Daoud


Roma. “Oggi, a nome del governo olandese, mi scuso”. Qualche settimana fa, il premier olandese Mark Rutte aveva deciso di chiedere scusa per il colonialismo olandese. Ieri il presidente francese Emmanuel Macron ha scelto un’altra linea. Non intende “chiedere perdono” per la colonizzazione dell’Algeria da parte del suo paese e per il suo ruolo nella guerra d’indipendenza, ha affermato Macron in un’intervista pubblicata sul settimanale Point. “La parola perdono spezzerebbe tutti i legami”, ha detto Macron allo scrittore franco-algerino Kamel Daoud. Un cambio di linea rispetto al 2017, quando l’allora candidato alla presidenza Macron aveva descritto la colonizzazione francese come un “crimine contro l’umanità”. “Ci siamo negati il diritto di menzionare questa èra e un’intera generazione di politici francesi ha contribuito all’omissione”, ha ammesso il presidente francese, che ha poi aggiunto: “L’unico perdono collettivo che chiedo è agli harkis. Perché era stata data una parola dalla Repubblica che più volte aveva tradito. Quella di proteggerli, di accoglierli”. Gli harkis sono i musulmani che prestarono servizio nell’esercito francese. L’esercito francese abbandonò i suoi ausiliari musulmani. Secondo le stime più caute, sono stati massacrati tra i 60 e gli 80 mila harkis mentre in 45 mila sono riusciti a raggiungere la Francia. Di fatto, Macron delude il revisionismo che Jean Sévillia nel libro “Les vérités cachées de la guerre d’Algérie” (Fayard) chiama la “visione manichea e storicamente corretta” di quel conflitto. “La caricatura che è stata imposta della guerra in Algeria, con la complicità di molti intellettuali di sinistra, sopravvive ancora oggi nei giovani franco-algerini che provengono da questa immigrazione. Nutre il rancore che impedisce la loro piena assimilazione. Da qui l’urgenza di ripristinare una visione più equilibrata di questa tragedia”. Gli accordi di Évian del 18 marzo 1962 rifiutarono di considerare i non musulmani come algerini. Diktat imposto dai nazionalisti alla Francia, in cambio dell’autorizzazione a sfruttare il petrolio per dieci anni. Macron ha anche parlato di islam. Ha rivendicato la “differenza fra un modello universalista come il nostro in Francia e un altro modello multiculturale”. Ha ammesso che c’è una reislamizzazione. “Qualche generazione fa, sono state le madri a togliere il velo quando sono arrivate in Francia. Oggi le loro figlie lo stanno rimettendo. Dietro al velo c’è un conservatorismo religioso che si combatte in molti paesi e al quale in Francia poniamo un limite netto: rispetto totale delle regole della Repubblica e nessun islam politico”. Infine, Macron ha colpito l’ipocrisia islamica. “Coloro che amano l’islamismo politico sono coloro che non vivono sotto al suo giogo. In Francia, tutti coloro che perorano questo islamismo lo fanno godendo di diritti sociali che nessun regime di islam politico concede. E’ un rifiuto della Repubblica anche se prendiamo i soldi e i diritti. Dobbiamo rompere con questa ipocrisia”.

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