venerdi 30 settembre 2022
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

L'esempio di Golda Meir


Clicca qui






Il Foglio Rassegna Stampa
07.07.2022 Godiamoci il nuovo libro di Woody Allen
Commento di Mariarosa Mancuso

Testata: Il Foglio
Data: 07 luglio 2022
Pagina: 4
Autore: Mariarosa Mancuso
Titolo: «Ebrei di New York che si reincarnano in aragoste. In attesa di quello che sarà il suo ultimo film, godiamoci il nuovo libro di Woody Allen»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 07/07/2022 l'articolo "Ebrei di New York che si reincarnano in aragoste. In attesa di quello che sarà il suo ultimo film, godiamoci il nuovo libro di Woody Allen", di Mariarosa Mancuso.

Retroscena della contestata autobiografia di Woody Allen, bloccata in Usa,  in uscita in Italia il 9 aprile - Mosaico
Woody Allen

Non sono finiti. Ne avremo un altro, il numero 50. Lo ha annunciato Woody Allen a un giornale francese, e sarà un thriller romantico girato in francese – non sembra già una gag, l’intreccio di generi e un Woody Allen che parla francese? Non vi fischiano le orecchie, attori che avete recitato in “Un giorno di pioggia a New York” per poi fare atto di contrizione: “Sono cose che non si fanno, darò il cachet in beneficenza per le donne maltrattate”? Saranno francesi anche gli attori – sperando che un po’ di ribellione ancora sia rimasta, nel paese di “Vive la difference”.

Un altro film di Woody Allen lo aspettiamo come cosa preziosa. Dice che sarà l’ultimo, perché gli piacciono i cinema pieni, 500 persone strette strette che ridono e applaudono tutte insieme. Notare la sincerità: non è l’Arte Cinematografica che va perduta con lo streaming, è il godimento del regista (che prima di portare in tribunale Amazon per rottura di contratto aveva girato per la piattaforma il delizioso “Crisi in sei scene”.) Buon momento per tornare all’antica passione: la scrittura. Il mestiere cominciato a quindici anni, e subito diventato molto redditizio – passò poi un po’ di tempo prima che il battutista mettesse piede su un palco. “Zero Gravity” esce un paio d’anni dopo l’autobiografia “A proposito di niente”. Nel “niente” erano comprese le accuse infamanti della ex moglie Mia Farrow, lo sputtanamento mondiale, il contratto andato a monte con Amazon – ma Woody Allen ne parla come di bagatelle che non riusciranno a rovinargli l’esistenza. E’ dedicato a Soon-Yi, sua moglie da 24 anni: “Se Bram Stoker ti avesse conosciuto, c’era materia per un seguito di ‘Dracula”’.

LE COSE PER CUI VALE LA PENA VIVERE. BUON COMPLEANNO WOODY ALLEN |  Fondazione Circolo dei lettori

Woody Allen racconta New York, il mondo del cinema, le ragazze, un certo numero di ebrei bizzarri. Abe Moscowitz muore d’infarto e si reincarna in un’aragosta che verrà pescata al largo del Maine e finirà nell’acquario di un ristorante lussuoso. Upper East Side, ovvio. Con altre aragoste annoiate in attesa di finire nel piatto, una lo riconosce. E’ (era) il compare di canasta Moe Silverman. “Misera fine dopo una vita all’insegna della rettitudine” pensa Moscowitz (piccolo classico: per Woody l’aldilà è sempre deludente). Silverman lo informa su più penosi esiti: “Phil Pinchuc ora è un criceto”. Beato l’amico che si è reincarnato come stallone da monta, mica nel piatto del giorno. La teologica discussione viene interrotta quando al ristorante entra Madoff. Quel Madoff a cui entrambi hanno affidato i loro soldi. (Il bestiario alleniano continua con galline e un cavallo artista – “passa tutto il tempo a pasticciare con i colori a olio” – ottimo spunto, non originalissimo, per strapazzare i critici d’arte). Quando gioca in casa, è più feroce: “L’autore è un esordiente, uno di quei fanatici che gridano all’infanticidio se gli chiedi di cambiare una battuta” (da segnare sul quadernino, tornerà utile per il prossimo film di “autore italiano esordiente”). E’ teatro, ma non cambia molto: “Il sipario – leggi: i titoli di testa, anche se il sipario per forza si deve aprire all’inizio, mentre i titoli di testa arrivano quando pare al regista genio – si alzava su un vero e proprio uragano di incoerenze”. “Pensaci bene e lo ricorderai” racconta le meraviglie di una bevanda energetica detta Brainiac. Ritroverai le chiavi della macchina e ricorderai tanti altri inutili dettagli che faranno di te il conversatore più noioso del mondo.

Per inviare al Foglio la propria opinione, telefonare: 06/5890901, oppure cliccare sulla e-mail sottostante

lettere@ilfoglio.it

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT