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Il Foglio Rassegna Stampa
06.07.2022 La Germania pro Russia
Commento di Giulio Meotti

Testata: Il Foglio
Data: 06 luglio 2022
Pagina: 1
Autore: Giulio Meotti
Titolo: «'Sono fuori'»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 06/07/2022, a pag. 1, l'analisi di Giulio Meotti dal titolo 'Sono fuori'.

Informazione Corretta
Giulio Meotti

Roger Köppel on Twitter:
Henryk Broder, Roger Köppel

Roma. Henryk Broder e Roger Köppel sono legati da un’amicizia storica, personale e professionale. Broder ha scritto per Köppel quando era direttore della Welt, il grande quotidiano liberale tedesco. Con Köppel, che si è quasi preso una pugnalata da un islamista a Berlino, Broder condivide la difesa della libertà di espressione. E Broder ha scritto anche settecento articoli per il settimanale svizzero di Köppel, la Weltwoche. Cosa ha messo fine all’amicizia? La russofilia di Köppel. Broder questa settimana ha annunciato il suo ultimo articolo per il settimanale: “Sono fuori”, il titolo. Fuori linea e fuori dal giornale. “Ecco perché sto terminando la mia collaborazione con questa rivista. E’ un peccato, ma non c’è altro modo. Chiarezza, prima dell’unità!”. Settantaseienne, figlio di ebrei di Katowice, in Polonia – la madre fuggita da Auschwitz e il padre russo sopravvissuto a Buchenwald – Broder è il più irriverente giornalista e corsivista tedesco. Ce l’ha con coloro che comprendono le ragioni di Putin e che vogliono ripristinare “l’onore perduto della Russia”. “Köppel è uno dei migliori giornalisti in Europa”, dice Broder al Foglio. “Ma negli intellettuali di lingua tedesca c’è un forte sentimento pro Putin, dicono che la guerra deve finire e quindi che l’Ucraina deve arrendersi: non accettano che si difenda. Nel loro atteggiamento c’è un misto di antiamericanismo e di stanchezza della democrazia. Gli ucraini stanno facendo qualcosa che nessuno in Germania ha mai sognato di fare prima: battersi per la libertà. E fanno vergognare i pacifisti europei”. Broder è infastidito dalle voci che pensano che la storia pesi nella guerra in Ucraina. “Sì”, dice Broder, “c’è sempre una storia, di solito anche parecchie, storie che competono tra loro. Anche nel conflitto tra Russia e Ucraina. Quel che è certo, però, è che la Russia in questo momento imperversa in Ucraina e non viceversa”.

Broder ce l’ha anche con chi sottolinea che l’Ucraina è uno dei paesi più corrotti al mondo: “Il messaggio è: un paese corrotto come l’Ucraina non merita di essere difeso. Ma se la corruzione fosse un prerequisito per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione e alla sicurezza dei confini, bisognerebbe sciogliere lo stato tedesco del Meclemburgo-Pomerania occidentale, il cui il primo ministro si è lasciato corrompere dalla compagnia energetica russa Gazprom. O la Baviera, dove la corruzione fa parte del folklore. In Germania c’è sempre stata una grande ammirazione per lo stato russo che va oltre il gas. Realizziamo ora quanto fosse connessa la Spd con la Russia già al tempo dell’Unione Sovietica. Gli ex cancellieri di solito cercano un hobby. Chi coltiva rose, chi scrive memorie… Il compito di Gerhard Schröder come ex cancelliere sembra essere quello di difendere Putin e servire gli interessi dell’industria energetica russa”. A Broder dispiace la rottura. “Weltwoche è sempre stato un ottimo giornale. Ma dire che l’Ucraina è corrotta è una linea rossa che non dovevano superare. L’Italia non è corrotta? La Germania non è corrotta? Poi ci sono gli Habermas e le Schwarzer, il classico pacifismo, questa idea che gli ucraini siano dei contadinotti che non conoscono Hegel. Questi intellettuali si battono soltanto per la propria storia. Gli ucraini si battono per lo stato nazione, i confini, l’identità, tutte cose che in occidente abbiamo dimenticato”.

Per inviare al Foglio la propria opinione, telefonare: 06/5890901, oppure cliccare sulla e-mail sottostante

lettere@ilfoglio.it

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