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Il Foglio Rassegna Stampa
05.07.2022 Ucraina, come funzionano i lanciarazzi
Analisi dal Wall Street Journal

Testata: Il Foglio
Data: 05 luglio 2022
Pagina: 1
Autore: la redazione del Foglio
Titolo: «20 secondi»

Riprendiamo dal FOGLIO  di oggi, 05/07/2022, a pag. 1, con il titolo "20 secondi", il commento tratto dal Wall Street Journal.

Four ways the war in Ukraine might end - Atlantic Council

Roma. I lanciarazzi americani Himars sono arrivati nell’est dell’Ucraina e Stephen Kalin del Wall Street Journal scrive che sono gli armamenti più sofisticati che Washington abbia fornito a Kyiv da febbraio, quando la Russia ha iniziato la sua invasione. I primi sono arrivati il 23 giugno – nell’occasione il ministro della Difesa ucraino Oleksii Reznikov aveva scritto su Twitter: “Grazie al mio omologo Lloyd Austin per questi potenti strumenti! L’estate sarà calda per gli occupanti russi. E per alcuni di loro, l’ultima”. Washington ha consegnato quattro Himars a giugno e altri quattro sono attesi per la metà di luglio. Ognuno di questi spara sei razzi di precisione a una gittata lunga fino a 77 chilometri, dando agli ucraini la possibilità di colpire i posti di comando russi, i depositi di munizioni e di carburante, nonché le concentrazioni di truppe nelle aree retrostanti. Rispetto ai sistemi di lancio multiplo a lungo raggio sovietici Smerch e Uragan, gli Himars sono più piccoli e più facili da manovrare, ma soprattutto, sono veloci: una volta parcheggiati, possono iniziare a lanciare i razzi entro due o tre minuti e spostarsi di nuovo solo venti secondi dopo aver sparato. “Si premono tre pulsanti. Pochi secondi e il sistema è pronto a sparare”, ha detto un tenente ucraino al Wall Street Journal.

Ukraine's Defense International Legion Risks Causing Foreign Fighters Wave  | ISPI

“Non ho abbastanza dita per contare tutti i vantaggi dell’Himars”. Secondo gli ufficiali ucraini queste armi di precisione high tech sono la migliore speranza di sconfiggere i russi e starebbero già spostando gli equilibri di potere nel feroce duello di artiglieria che si sta combattendo con le forze russe. I soldati ucraini che già operano con gli Himars dicono di aver raddoppiato il loro raggio d’azione nei territori controllati dai russi con maggiore precisione e meno rischi per se stessi. L’unità del tenente Valentyn Koval, di 22 anni – dopo tre settimane di addestramento da istruttori americani in una base in Germania – la settimana scorsa ne ha ricevuto uno: ha guidato il lanciarazzi montato su un camion in posizione, ha inserito le coordinate e ha premuto il pulsante di lancio. Sei razzi da 90 chili hanno colpito una base russa, distruggendola in gran parte. I razzi hanno attraversato il cielo nero in una raffica e, pochi istanti dopo, i veicoli si sono spostati in una posizione sicura. Secondo il tenente Koval quella era una delle 10 postazioni di alto valore che l’Ucraina ha colpito in queste due settimane, da quando ha preso il comando dei lanciarazzi. “Questi Himars sono molto potenti. Ci permettono di mettere il più possibile i bastoni tra le ruote ai russi”, dice al Wall Street Journal. “E’ un enorme vantaggio per noi. La Russia non ha nulla di paragonabile”. Inizialmente Biden era riluttante sull’invio degli Himars, temeva una ritorsione di Mosca. Gli Stati Uniti e gli alleati occidentali per sostituire le scorte di epoca sovietica dell’Ucraina prima di arrivare agli Himars si erano concentrati sulla fornitura di artiglieria da 155 mm, con una gittata paragonabile a quella dei sistemi russi. Gli Himars hanno invece una gittata doppia. Ed è anche per questo che si sono rifiutati di fornire a Kyiv razzi a gittata ancora più lunga, che possono essere sparati dagli Himars verso obiettivi distanti fino a 300 chilometri; i funzionari ucraini sostengono di averne bisogno per compensare “l’enorme potenza di fuoco dell’esercito russo”. “Sogniamo di avere munizioni a raggio ancora più lungo per gli Himars, per colpire obiettivi più importanti”, dice il tenente Koval. Nella sua lista dei desideri ci sono piste d’atterraggio e posti di comando russi e un ponte che la Russia ha costruito dopo aver annesso la Crimea all’inizio della guerra del 2014. Intanto Koval, come altri ufficiali ucraini, utilizza i nuovi arrivati: vengono usati di notte per evitare il rilevamento da parte dei droni russi e – per ora – solo su obiettivi di alto valore come quartieri generali militari, depositi di armi e caserme (ogni razzo costa 155.000 dollari). Secondo i calcoli ucraini, ciò costringerà Mosca a ritirare i mezzi dalla linea del fronte, il che metterà ulteriormente a dura prova la sua logistica, già in difficoltà. Ogni sistema viene diretto verso un diverso punto di lancio in un attacco coordinato con 24 razzi contro le posizioni russe. Operatori come il soldato Dmytro Kovalenko, 18 anni, inseriscono le coordinate in un sistema digitale che utilizza i satelliti per dirigere gli attacchi, poi premono il pulsante di lancio. Sul suo giubbotto antiproiettile il tenente Koval porta una toppa ricevuta da un istruttore americano che mostra un serpente a sonagli sopra le parole: “Non calpestatemi”. Ha detto al Wall Street Journal di essere grato al popolo americano per aver fornito armi sofisticate in modo che gli ucraini possano spingere i russi fuori dal suo paese: “Grazie ai loro aiuti, capiamo che non siamo soli in questa lotta”.

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