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Il Foglio Rassegna Stampa
12.04.2022 Utili idioti di Putin
Commenti di Valerio Valentini, Francesco Corbisiero

Testata: Il Foglio
Data: 12 aprile 2022
Pagina: 4
Autore: Valerio Valentini - Francesco Corbisiero
Titolo: «Utili idioti di Putin 1 - Utili idioti di Putin 2»
Riprendiamo oggi, 12/04/2022, dal FOGLIO, a pag. IV, con il titolo "Utili idioti di Putin 1", l'analisi di Valerio Valentini; con il titolo "Utili idioti di Putin 2", l'analisi di Francesco Corbisiero.

Ecco gli articoli:

Putiniani di opportunità, di necessità, di vanità. Se mezzo Al Bano pensa  più di mille Elly Schlein
Vladimir Putin

Valerio Valentini: "Utili idioti di Putin 1"

Roma. L'Europa compatta nella condanna a Vladimir Putin? Macché. Prendete l'Italia per esempio: "L'Italia tacitamente sostiene la Russia". Lo dimostra, tra l'altro, il fatto che "Vito Comencini, il segretario della Lega Nord, partito al governo del paese, dichiara pubblicamente di sostenere la decisione del presidente russo di condurre un'operazione speciale in Ucraina". Se vi sembra di leggere una cronaca da un mondo parallelo, è perché è così che funziona la propaganda del Cremlino. Ecco dunque un estratto della mistificazione quotidiana sui media di regime di Mosca che aiuta a capire come certe iniziative dei parlamentari del Carroccio finiscano con l'alimentare la macchina dell'indottrinamento di Putin. Ciò che qui può apparire folkloristico viene invece scientemente sfruttato dall'autocrate russo per rafforzare la sua prosopopea. 11 30 marzo scorso, Il Foglio ha raccontato dell'esistenza di tre gruppi WhatsApp su cui una quarantina di parlamentari leghisti condivide articoli di blog e portali filorussi. Ne fanno parte, tra gli altri i soliti noti, più o meno: Borghi e Bagnai, Simone Pillon e Guido De Martini, Paolo Tosato, Massimo Candura. La notizia è gustosa, ma verrebbe da inserirla nella rubrica del farsesco quotidiano che colora le cronache del Transatlantico. E però quattro giorni più tardi succede un fatto strano. Succede, cioè, che Sergei Mikheev, politologo russo molto in sintonia col Cremlino, rilancia la notizia sul suo canale Telegram. In poche ore il contenuto viene letto da oltre 60 mila persone, e poi ripreso e condiviso in massa su VKontakte, il "Facebook russo". Non c'è da sorprendersi per la fortuna del messaggio: Mikheev è un opinionista notissimo a Mosca, è quasi ogni sera ospite nei programmi di approfondimento politico sul primo canale del paese a esporre tesi come questa: "Possiamo polverizzare Varsavia con una bomba nucleare per dimostrare all'Europa che facciamo sul serio". Sorprendente, semmai, è il modo in cui il fatto raccontato dal nostro giornale viene stravolto da chi lo riprende: e cioè dal giornale online Octagon, un organo d'informazione vicino al regime di Putin e prontamente rilanciato da Mikheev. Il titolo è già eloquente: "L'Italia sostiene tacitamente la Russia". Viene dunque fatto l'elenco dei parlamentari inclusi in queste "chat segrete", descritti però come rappresentanti del popolo che "non possono esprimersi pubblicamente a favore di Vladimir Putin e dell'operazione speciale della Russia in Ucraina e che accusano Matteo Salvini, sostenitore della Nato e dell'esercito ucraino, un apostata". Cosa, questa, che nel nostro articolo non c'era scritta. Ma la propaganda russa corre ovviamente pure sui social. E anche, in questo caso, sul profilo VKontakte di Vitali Milonov, deputato alla Duma per il partito di Putin, Russia Unita. Fondamentalista ortodosso, Milonov si è reso noto per sue becere dichiarazioni omofobe (del tipo: "I gay andrebbe rinchiusi in gabbia e sterilizzati"), e ovviamente, da quando Putin ha invaso l'Ucraina, condivide le tesi più sguaiatamente ostili a Kyiv, dicendo ad esempio che i soldati di Zelensky vanno in battaglia sotto l'effetto delle anfetamine americane. Essendosi dunque segnalato per questi indiscutibili meriti, Milonov è diventato il referente dell'associazione "Veneto-Russia", più volte ospitato in videoconferenza nei convegni organizzati dal sedicente ente diplomatico filoputiniano nella terra di Luca Zaia. Ebbene, a metà marzo Milonov ha accolto Comencini, deputato leghista dichiaratamente filorusso, nel Donbas, per un'iniziativa a favore dei disabili della regione. Il resoconto che dell'incontro Milonov ha condiviso su VKontakte è questo: "Il deputato del Parlamento italiano, consigliere del sindaco di Verona, segretario del partito di governo Lega Nord, Vito Comencini, ha dichiarato di sostenere le ragioni del presidente russo nel condurre l'operazione speciale in Ucraina". Ma in questo caso va segnalato come l'unica mistificazione, certamente non secondaria, riguardi la carica attribuita a Comencini, spacciato come leader di un partito del governo Draghi. Il pensiero di Comencini pare invece correttamente sintetizzato. E infatti una settimana più tardi, dopo una riunione del comitato "Veneto-Russia", proprio Comenicni ribadirà quello stesso concetto: "L'intervento militare della Russia in Ucraina ha rappresentato per Mosca l'extrema ratio per porre fine alle sofferenze inferte alla popolazione del Donbas". Sembrava anche questa un'iniziativa grottesca. Ma per la propaganda di Putin, anche le baggianate diventano preziose.

Francesco Corbisiero: "Utili idioti di Putin 2"

Roma. Atenei, istituti di ricerca, ex ambasciatori, riviste di geopolitica e vecchi militanti neofascisti insieme per difendere in Italia il punto di vista di Mosca. E' la rete che emerge dal paper su "L'influenza russa sulla cultura, sul mondo accademico e sui think tank italiani", a cura di Massimiliano Di Pasquale e Luigi Sergio Germani: uno studio che descrive la ramificazione e l'impatto delle cosiddette "misure attive", condotte nel nostro paese dal 2014 a oggi. Si tratta, spiega al Foglio Germani, "di tutti gli strumenti strategici adoperati dai sovietici per indebolire un altro stato senza arrivare allo scontro diretto". In concreto: costruzione di narrative a scopo disinformativo, sostegno a partiti politici sensibili alla linea del Cremlino, diplomazia aggressiva, manipolazione della storia, utilizzo delle risorse energetiche come arma di pressione. La dissoluzione dell'Urss segnò la caduta in disuso di questo tipo di operazioni. Tornate in auge, sotto vesti nuove, con l'arrivo al potere di Vladimir Putin. Del resto, secondo la dottrina Gerasimov, l'applicazione di mezzi non lineari risulta, in proporzione, quattro volte più efficace rispetto a quella di mezzi lineari. "Visti i risultati, tocca proprio dargli ragione", ironizza Di Pasquale. In Italia l'infiltrazione può vantare radici solide e antiche. "E' stata possibile grazie al sostanziale anti americanismo di tutto il Pci e di settori non marginali della Dc. Senza trascurare l'area di estrema destra" ricorda Germani. "In passato serviva più tempo per rendere capillare la diffusione della disinformacija. Adesso, con l'aiuto del web, bastano poche settimane, se non qualche giorno". Quanto alle complicità, il paper identifica due correnti di pensiero: gli "euroasisti" e i "russlandversteher". I primi, più ideologici, guardano alla Russia come un modello di governo; i secondi, più pragmatici e istituzionali, propongono buone relazioni tra i due paesi sulla base di stretti rapporti diplomatici e redditizi accordi commerciali. "Entrambi, però, concorrono a impedire una reale comprensione della natura cleptocratica e dell'aggressività del regime russo. Etichettando ogni rilievo critico col nome di russofobia", sostiene Germani. Così - a cascata, dall'alto verso il basso - con un abile mix di stimoli politici, influenza culturale e attività di spionaggio, la Russia ha contribuito a orientare le opinioni e la conoscenza stessa legata ai propri interessi. "La proliferazione non è avvenuta in modo spontaneo. Teniamo a mente un dato: almeno il 40 per cento dei funzionari di ambasciata, centri di cultura e istituzioni russe in Italia è personale dei servizi sotto copertura. E svolge proprio misure attive", conclude Germani. L'esperienza dell'intelligence russa in materia trova riscontro in un articolo del Mcu Journal del 2019. Un passaggio recita: "Mentre l'occidente tende a distinguere tra guerra e pace, per il pensiero russo gli stati sono impegnati di continuo nella lotta per garantirsi sicurezza, influenza e risorse. (...) Essi portano avanti una guerra d'informazione, provano a influenzare le percezioni e i processi decisionali reciproci e scelgono come target le popolazioni nazionali e straniere, cercando di influenzarne la consapevolezza".

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