lunedi` 03 ottobre 2022
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

L'esempio di Golda Meir


Clicca qui






Il Foglio Rassegna Stampa
30.03.2022 Israele si schiera con i profughi ucraini
Lo Stato ebraico accoglie chi scappa dalla guerra

Testata: Il Foglio
Data: 30 marzo 2022
Pagina: 3
Autore: la redazione del Foglio
Titolo: «Israele si schiera con i profughi ucraini»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 30/03/2022, a pag. 3, l'editoriale "Israele si schiera con i profughi ucraini".

US to accept up to 100,000 Ukrainian refugees, provide more aid | Russia- Ukraine war News | Al Jazeera

Israele si sta preparando per la più grande ondata di rifugiati non ebrei nella sua storia e gli ucraini in arrivo costringono lo stato ebraico a bilanciare il suo desiderio storico di aiutare le persone in fuga dalla guerra con la sua responsabilità di essere il paese-rifugio per gli ebrei. 18 mila rifugiati ucraini sono già arrivati in Israele, ma due terzi di loro non hanno radici ebraiche. E l'afflusso ha scosso Israele, che ha una popolazione di 9,3 milioni e una "Legge del ritorno" che consente l'immigrazione e la naturalizzazione soltanto a chi è ebreo.

The Ukrainian refugee crisis could last years – but host communities might  not be prepared

Alcuni funzionari israeliani temono che un'ondata incontrollata di profughi possa minare la maggioranza ebraica del paese (il 74 per cento della popolazione israeliana è ebrea, il 21 araba e un altro 5 sono in gran parte cristiani non arabi, la maggior parte dei quali immigrati dall'ex Unione sovietica negli anni 90). Il ministro dell'Interno Ayelet Shaked l'8 marzo aveva annunciato un tetto a 5 mila rifugiati non ebrei dall'Ucraina, ma cinque giorni dopo Shaked ha cambiato rotta. Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky aveva criticato la politica israeliana sui rifugiati in un discorso tenuto su Zoom con i legislatori israeliani alla Knesset. Quando Menachem Begin si alzò per fare il suo discorso inaugurale alla Knesset nel giugno 1977, lanciando l'èra della destra al governo in Israele, scagliò una bomba che nessuno si aspettava: una bomba umanitaria. "Il mio primo atto come primo ministro sarà ordinare la concessione dell'asilo a 66 rifugiati dal Vietnam". I profughi erano in mare su un peschereccio, in fuga dai nordvietnamiti. Molti di loro vivono ancora in Israele, altri sono partiti per Europa e Stati Uniti. Quarantacinque anni dopo Israele si trova a gestire una ondata migratoria ben più massiccia di quella vietnamita al tempo e con un paese con cui ha legami culturali e politici ben più profondi. E per ora, le migliaia di rifugiati accolti dimostrano che l'eredità di Begin è ancora viva.

Per inviare al Foglio la propria opinione, telefonare: 06/5890901, oppure cliccare sulla e-mail sottostante

lettere@ilfoglio.it

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT