lunedi` 03 ottobre 2022
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

L'esempio di Golda Meir


Clicca qui






Il Foglio Rassegna Stampa
26.03.2022 Gogna e censura in nome del politicamente corretto
Commento di Giulio Meotti

Testata: Il Foglio
Data: 26 marzo 2022
Pagina: 2
Autore: Giulio Meotti
Titolo: «Gogna letteraria»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 26/03/2022, a pag. 2, l'analisi di Giulio Meotti dal titolo 'Gogna letteraria'.

Informazione Corretta
Giulio Meotti

New Philip Pullman novel The Secret Commonwealth due in October | Books |  The Guardian
Philip Pullman

Roma. Philip Pullman, uno dei più venduti e famosi scrittori inglesi, si è dimesso dalla carica di presidente della Society of Authors per il suo sostegno a una collega accusata di stereotipi razzisti. Lo scrittore 75enne ha lasciato il sindacato degli scrittori inglesi dopo aver difeso Kate Clanchy, che è stata "cancellata" dai suoi editori dopo le accuse secondo cui il suo libro di memorie plurivenduto e premiato, "Some Kids I Taught and What They Taught Me", ritraeva alcuni dei suoi ex allievi in modo "razzista". Pullman ha scritto che le persone che hanno condannato il libro prima di leggerlo avrebbero "trovato una casa confortevole nell'Isis o nei talebani". E nella sua lettera di dimissioni ha poi spiegato: "Mi sono reso conto che non sarei stato libero di esprimere le mie opinioni personali finché fossi rimasto presidente". Due figure letterarie hanno lasciato l'incarico nella società degli autori per protestare contro il trattamento riservato a Pullman. Clanchy è stata abbandonata dall'editore Pan Macmillan nonostante il suo libro avesse vinto il Premio Orwell. Anche la versione rivista di "Some Kids I Taught and What They Taught Me", che doveva essere pubblicata lo scorso autunno, è stata cestinata. La società degli autori ha inviato un'email ai suoi membri prendendo le distanze dai commenti di Pullman. "Philip ha scritto i suoi commenti come individuo, non in nome della società".

Marina Warner, autrice e storica, ha rassegnato le dimissioni per mostrare il suo sostegno a Pullman e Clanchy. Professoressa di inglese all'All Souls College di Oxford, Warner ha dichiarato al Telegraph: "Quello che sta accadendo è un revival della vecchia gogna. Vogliamo sistemare le cose su razzismo e pregiudizio. Ma stanno creando un'atmosfera di repressione e ansia". Anche Carmen Callil, fondatrice di Virago Press, ha lasciato la società degli autori: "La mia preoccupazione è che editori e agenti non dovrebbero comportarsi come hanno fatto nei confronti di Kate Clanchy e Philip Pullman. Dovrebbero essere i servitori degli scrittori. Non si limitano a bandire le persone". Intanto in America Lauren Hough, autrice di "Leaving Isn't The Hardest Thing", era stata nominata per il Lambda Literary Award nella categoria delle scrittrici lesbiche. La nomina sembrava il coronamento di un debutto straordinario che ha ottenuto il plauso della critica (due settimane nella lista dei bestseller del New York Times). Ma Hough, racconta il New York Times, è stata cancellata dal premio per aver difeso la collega scrittrice Sandra Newman dall'accusa di essere "transfobica", perché il suo romanzo, "The Men", che sarà pubblicato a giugno, descrive uno scenario in cui "tutte le persone con un cromosoma Y scompaiono misteriosamente dalla faccia della terra". In un incontro al Pen di New York lo scorso dicembre, John McWhorter, linguista della Columbia University e autore del nuovo libro "Woke Racism: How a New Religion Has Betrayed Black America", ha detto che "essere uno scrittore oggi, nel clima attuale, significa essere qualcuno che sicuramente si autocensura in qualche modo". Si è detta d'accordo Carmen Maria Machado, giornalista e scrittrice di narrativa: "Sono preoccupata che gli scrittori di narrativa, in particolare quelli che si stanno formando ora, saranno ostacolati e autocensurati". Nel mondo letterario aumenta la paura della "dissonanza cognitiva" rispetto a un certo numero di dogmi e tabù.

Per inviare al Foglio la propria opinione, telefonare: 06/5890901, oppure cliccare sulla e-mail sottostante

lettere@ilfoglio.it

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT