venerdi 28 gennaio 2022
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

La guerra dei sei giorni: Israele si difende e vince (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






Il Foglio Rassegna Stampa
27.11.2021 Iran: proteste contro il regime
Commento di Cecilia Sala

Testata: Il Foglio
Data: 27 novembre 2021
Pagina: 4
Autore: Cecilia Sala
Titolo: «Le grandi proteste d'Iran contro il regime»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 27/11/2021, a pag.4, con il titolo "Le grandi proteste d'Iran contro il regime", l'analisi di Cecilia Sala.

Cecilia Sala (@ceciliasala) | Twitter
Cecilia Sala

La successione a Khamenei nelle mani del deep State - La Voce Repubblicana
Ali Khamenei

Roma. Isfahan è una città nel centro dell'Iran dove una settimana fa quasi un milione di persone sono scese in piazza. Il problema degli abitanti di Isfahan, e di molti iraniani, è che hanno finito l'acqua. Nella notte di mercoledì la polizia ha appiccato il fuoco a una distesa di tende dove sarebbero andati a dormire i manifestanti, che in quel momento si stavano scontrando con altri poliziotti. Questa era iniziata come una protesta dei contadini con obiettivi limitati e richieste specifiche: riaprite i rubinetti, ridateci il fiume Zayandehrud ormai prosciugato. Ma in poco tempo sono cominciati a risuonare gli slogan contro la Guida suprema, Ali Khamenei, e poi "morte ai dittatori". Allora la polizia prende la mira e comincia a sparare ad altezza uomo. Non si conosce il numero dei morti, ma nei video di ieri si vede un ragazzo a cui sparano alla testa, poi c'è una donna a terra: non si muove, ha gli occhiali rotti e il volto insanguinato. Ci sono altri tre corpi inermi di giovani trascinati via dalla folla dai loro compagni. Ci sono i raid nelle case, i poliziotti sfondano le porte degli appartamenti e ci lanciano dentro i lacrimogeni. Da Teheran decidono di rallentare internet nella zona, ma ormai sono scesi in piazza anche a Shahr-e Kord e ad Ahvaz. Non sappiamo che succede perché lì il governo ha completamente bloccato internet. Nel frattempo finisce l'acqua a Yazd, le autorità dicono che sono stati i "vandali" a sabotare il canale di rifornimento che arriva da Isfahan. I manifestanti dicono che non è vero, che è un trucco per rivoltare la popolazione contro di loro. Questo genere di proteste mandano in paranoia i vertici della Repubblica islamica: il problema dell'acqua è un problema di molti e con il dramma dei contadini solidarizzano anche gli iraniani dei villaggi che votano conservatore. Gli ayatollah le temono perché sono contagiose e c'è il rischio che si ripeta quello che è successo nel novembre 2019, quando la rabbia dei "mustafazin" ("senza scarpe") è esplosa in tutto il paese e la repressione ha fatto 1.500 morti nelle strade.

Per inviare al Foglio la propria opinione, telefonare: 06/5890901, oppure cliccare sulla e-mail sottostante

lettere@ilfoglio.it

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT