lunedi` 20 settembre 2021
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Ecco che cos'è Hamas (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






Il Foglio Rassegna Stampa
06.07.2021 Il caso di Alta Fixsler
Commento di Giulio Meotti

Testata: Il Foglio
Data: 06 luglio 2021
Pagina: 1
Autore: Giulio Meotti
Titolo: «Alta è degna di vivere»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 06/07/2021, a pag. 1, l'analisi di Giulio Meotti dal titolo 'Alta è degna di vivere'.

Informazione Corretta
Giulio Meotti

Fate of hospitalized British Jewish toddler to be decided Wednesday | The  Times of Israel
Alta Fixsler

Roma. Dopo Charlie Gard, Isaiah Haastrup e Alfie Evans, è il turno di Alta Fixsler, due anni, ebrea, cittadina israeliana, ricoverata all'ospedale Royal Children di Manchester per un grave danno neurologico. Un nuovo caso di eutanasia infantile che da due mesi scuote l'Inghilterra. Lo scorso 28 maggio, l'Alta corte ha accolto la richiesta della direzione sanitaria di sospendere, nel "migliore interesse" della bambina, i trattamenti che l'aiutano a mangiare, bere e respirare. La famiglia chiedeva di trasferire la piccola in uno dei due ospedali di Tel Aviv che si sono offerti di accoglierla. "Non sta soffrendo, abbiamo il diritto di prendercene cura", aveva detto il padre. Il padre di Alta aveva chiesto che un team di medici arrivasse da Israele a Manchester, con l'obiettivo di portarla nello stato ebraico. Ma il giudice inglese MacDonald aveva concluso: "Non è nell'interesse di Alta che le cure mediche a sostegno della vita continuino".

Il presidente d'Israele, Reuven Rivlin, aveva scritto una lettera al principe Carlo, chiedendogli di esercitare la propria influenza per assecondare la richiesta della famiglia. Il rabbino capo di Israele, Yosef Yitzchak, aveva scritto all'arcivescovo di Canterbury, Justin Welby. Gli Stati Uniti ieri hanno concesso il visto ad Alta. Il senatore democratico Charles Schumer ha annunciato che è stato approvato e ottenuto con urgenza il visto, che consentirà alla bambina e al padre, cittadino americano, Abraham Fixsler, di recarsi negli Stati Uniti e ricevere le cure necessarie. Potranno decidere di portare Alta in Israele. Un gruppo di dieci senatori repubblicani aveva inviato una lettera al presidente Joe Biden esortandolo a chiedere l'intervento del premier britannico Boris Johnson. "Tutto ciò che i Fixsler vogliono è seguire la loro fede e dare alla loro bambina le migliori cure", ha detto Schumer. "Le immagini della piccola Alta ti fanno sciogliere il cuore e sapere quanto i genitori la amano ci ispira a fare tutto il possibile per assicurarle le migliori possibilità. Oltre a questa azione federale per ottenere un visto, offro anche le mie più fervide preghiere a lei e alla sua famiglia". Parte della stampa israeliana ci era andata giù pesante. Steve Rodan sul Times of Israel aveva scritto: "Charlie non era un cittadino straniero. Alta lo è e il rifiuto da parte del governo e del sistema legale britannico di consentire ai suoi genitori di combattere per la sua vita segna una tendenza che riecheggia la Germania nazista degli anni Trenta".

Il giudice MacDonald aveva stabilito che Alta doveva morire per non "soffrire" ulteriormente. Cosa è successo all'Inghilterra? Forse la risposta sta in quanto dice un intellettuale inglese ateo, Douglas Murray, che ritiene che il cristianesimo sia essenziale perché i secolaristi sono stati finora totalmente incapaci di creare un'etica dell'uguaglianza che corrisponda al concetto che tutti gli esseri umani sono creati a immagine di Dio. In un articolo sullo Spectator, Murray ha notato che la società post cristiana ha tre opzioni. La prima è quella di abbandonare l'idea che tutte le vite umane sono preziose. "Un'altra è lavorare furiosamente per fissare una versione atea della santità dell'individuo". E se questo non funziona? "Allora c'è solo un altro posto dove andare. Che è tornare alla fede, che ci piaccia o no". Altrove, Murray è stato ancora più schietto: "La santità della vita umana è una nozione giudeo-cristiana che potrebbe facilmente non sopravvivere alla scomparsa della civiltà giudeocristiana". Forse in America e in Israele c'è ancora un po' del buon vecchio giudeo-cristianesimo.

Per inviare al Foglio la propria opinione, telefonare: 06/5890901, oppure cliccare sulla e-mail sottostante

lettere@ilfoglio.it

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT