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La Nazione Rassegna Stampa
24.02.2022 Volodymyr Zelensky, l'uomo che osa sfidare Putin
Commento di Roberto Giardina

Testata: La Nazione
Data: 24 febbraio 2022
Pagina: 5
Autore: Roberto Giardina
Titolo: «Zelensky, l'ex comico che sfida Putin: 'Qui gioca l'Europa si gioca il suo destino'»
Riprendiamo da NAZIONE/RESTO del CARLINO/IL GIORNO di oggi 24/02/2022, a pag.15 con il titolo "Zelensky, l'ex comico che sfida Putin: 'Qui gioca l'Europa si gioca il suo destino' " il commento di Roberto Giardina.

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Roberto Giardina

Chi è Volodymyr Zelensky? Luci e ombre del presidente dell'Ucraina
Volodymyr Zelensky

«Il destino d'Europa si decide sul campo in Ucraina», Volodymyr Zelensky lancia un drammatico appello. «Se ci lasciate soli contro Putin, perderete con noi, è il momento di reagire con la forza». Il presidente ucraino fino a ieri ha cercato di sdrammatizzare, ma ora si prepara al peggio: richiama i riservisti, dai 18 ai 60 anni, e autorizza tutti i cittadini a procurarsi un'arma. Contro la Russia non combatte un esercito, ma tutto il popolo. Zelensky, 44 anni, di professione attore comico, è il capo riconosciuto della nazione. Sa pronunciare le sue battute, gli inviti alla calma o gli annunci bellicosi sempre con il giusto tono. L"ironia è fuori posto. Al suo fianco si trova Vitalij Klycko, ex campione del mondo dei pesi massimi, che con i suoi due metri lo sovrasta di 35 centimetri. Vitalij, 50 anni, vuol partire volontario. E un altro campione, Andriy Shevchenko, ex giocatore del Milan e allenatore del Genoa fino al 15 gennaio scorso quando è stato esonerato, dichiara: «Insieme vinceremo». I politici di professione in Ucraina, corrotti e incompetenti, hanno fallito, ed è il popolo a scegliere a chi affidarsi, in pace e in guerra. Prima di essere eletto presidente nella realtà, Zelensky lo è stato sulla scena: nel 2015 nella serie TV «Servo del popolo».

Era un giovane professore di storia che vince le elezioni scendendo in campo contro la corruzione. II pubblico rideva alle battute perché denunciavano la crisi del Paese, e il comico Volodymyr le ha ripetute per battere Petro Poroschenko. Annuncia la candidatura la sera di San Silvestro del 2018, conduce una campagna travolgente, e il 21 aprile viene eletto al secondo turno, con quasi un plebiscito, il 73 per cento contro il 23. Rende pubblico il suo patrimonio, un milione e mezzo di dollari, frutto del lavoro non di bustarelle. Promette di trovare un'intesa con Putin, ma ora chiede di entrare nella UE e nella Nato, sfidando il Cremlino. Piccolo e agile, in un'intervista aveva rivelato che il suo sogno di attore era di interpretare Arlecchino in «Servitore di due padroni» di Goldoni. Non bisogna malignare: Volodymyr ha due anime, anzi tre, come il suo popolo, che è un misto delle genti che hanno vagato nei secoli per la Mitteleuropa. È di madre lingua russa, parla alla perfezione l'ucraino, e l'inglese. È filo occidentale, ed è ebreo, la terza e forte identità ucraina, che i nazisti non riuscirono a cancellare.

È il primo presidente ebreo in Ucraina, e anche il premier Volodymyr Groysman è ebreo. E' nato nel Kryvyj, la regione orientale russa, la madre Rymma era ingegnere, il nonno Simeon combatté nell'Armata Rossa contro i tedeschi, il bisnonno e tre zii morirono in un campo di sterminio. Da bambino Zelensky ha vissuto per quattro anni in Mongolia, dove suo padre era stato mandato per lavoro. A 16 anni, ottiene una borsa di studio da una scuola in Israele, ma il padre non lo lascia partire. E a 17, calca già le scene, a 18 crea la sua compagnia, la Kyartal 98. Produce film, cartoni animati, show televisivi. Va in tournée all "estero, a Mosca, e nelle ex repubbliche sovietiche, Volodymyr diventa un divo, ma è sensibile ai temi sociali e politici, e rimane indipendente. Nel 2014, si batte contro il ministro della cultura che vuole mettere al bando gli attori russi in Ucraina, ma nel 2018 un suo film viene vietato in Russia. Difficile vivere tra due mondi.

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