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Avvenire Rassegna Stampa
07.05.2002 8/5/02 Gli implacabili pompelmi Jaffa!
Sulla Basilica della Natività

Testata: Avvenire
Data: 07 maggio 2002
Pagina: 1
Autore: ELIO MARAONE
Titolo: «Betlemme, in stallo anche la speranza»
Ci vorrebbe un miracolo». Ha detto sorprendentemente così, in inglese («a miracle») un soldato israeliano

perché "sorprendentemente"? Gli ebrei non hanno il diritto di invocare i miracoli?


di pattuglia lungo Via della Stella, la stradina che porta alla Piazza della Mangiatoia, dove un carro armato e un blindato facevano da angeli guerreschi alla Basilica della Natività.


Ai terroristi, non alla basilica!

Ma sono calate le ombre della sera e, dopo un mese abbondante di assedio, circa 130 palestinesi - molti armati - e una trentina di religiosi francescani, armeni e greco-ortodossi sono rimasti tra le sacre mura dove sono finiti in seguito all'invasione israeliana del 2 aprile scorso.


E come sempre Maraone inverte causa ed effetto.


Sin dalla notte di domenica si dava per imminente la conclusione di un accordo patrocinato dalla diplomazia di mezzo mondo e catalizzato dal capo della Cia a Tel Aviv,

a Tel Aviv? E come mai se ne sta lì e non a Gerusalemme dove c'è il governo?

Jeff O'Connell. Accordo in base al quale almeno cinque «importanti terroristi» sarebbero stati esiliati «in un Paese europeo» (l'Italia?), circa 25 militanti di Hamas, Tanzim e Jihad islamica «deportati»

deportati? Dei palestinesi mandati in territorio paletinese sono deportati?


a Gaza, e i restanti assediati lasciati liberi. Ma invano, per tutta la giornata di ieri, i giornalisti, i fotografi, gli operatori tv assiepati davanti alla barriera spinata lungo Via della Stella hanno aguzzato occhi e teleobiettivi verso la porticina un trecento metri più in basso, dalla quale avrebbe dovuto uscire il primo, sospirato corteo. L'ennesima, interminabile attesa si è consumata sotto un cielo azzurro smalto, nel quale volteggiava il dirigibile senza equipaggio dell'esercito israeliano, implacabile nel filmare ogni attività nella zona.


Implacabile? Perfino il dirigibile che filma? Basta che una cosa sia israeliana per meritare aggettivi denigratori? A quando "gli implacabili pompelmi Jaffa"?


In cima a una gru alta una cinquantina di metri, cecchini israeliani


tiratori scelti! Tiratori scelti come ce ne sono in tutti gli eserciti del mondo: i cecchini sono un'altra cosa!


(sostituiti a tratti, secondo voci non confermate, da un sofisticato sistema d'arma telecontrollato) inquadravano persone e movimenti sospetti: due giorni prima un «terrorista»


perché fra virgolette? Maraone ha qualche elemento per ritenere che in realtà non lo fosse affatto?

che si era avventurato all'aperto era stato ferito a morte. Nel frattempo si intrecciavano notizie non controllabili, però non prive di qualche fondamento: davanti alla bozza di accordo il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Yasser Arafat prende tempo, per mettere in difficoltà il premier israeliano Ariel Sharon in visita negli Stati Uniti; gli estremisti di Hamas respingono ogni ipotesi di «deportazione»;


ma quanto ci piace questa parola!

il governo israeliano insiste perché il numero dei palestinesi da esiliare o deportare


e tre!


sia superiore a quello indicato. «Noi - ripeteva Marcel Aviv, comandante della divisione di Betlemme - possiamo soltanto dire che non abbiamo nessuna intenzione di sparare sulla chiesa. Ma, salvo nuovi accordi, non lasceremo andar via nessuno». Sull'altro fronte, Arafat ha impugnato un'arma a doppio taglio, perché se è vero che l'assedio della Basilica


ai terroristi!


ha portato nuova acqua al mulino palestinese, non è meno vero che poi ha perso punti con la sua riluttanza ad accettare una soluzione di compromesso e a non permettere un tempestivo chiarimento delle intenzioni e del comportamento dei suoi uomini assediati, che gli israeliani accusavano di tenere in ostaggio i religiosi.


Solo gli israeliani? E il vecchio frate che è scappato chiedendo aiuto?


Soltanto Abdel Abu Scur, un sedicenne palestinese uscito dalla chiesa nei giorni scorsi, sembrava ieri non aver dubbi. «La cooperazione tra gli assediati è stata totale, nessuno ha minacciato nessuno. La nostra lotta è stata quella alla fame e alla sete. Siamo arrivati a mangiare erba, a bere la poca, sporca acqua dei pozzi». La verità piena sarà difficile da ricostruire. Ma già si può affermare che la vittima grande, la vittima indiscutibile è la gente di Betlemme, stremata dal coprifuoco e dagli stenti. Nella tarda mattinata di ieri, Lunedì di Pasqua per i greco-ortodossi, tirava un'aria surreale di kermesse, con ragazze vestite a festa e bambini che offrivano ai giornalisti sigarette, acqua, e «cappelli, cappelli» (in italiano!).


Ma come: se ci ha appena detto che non hanno neanche da mangiare loro!


Poi, la notizia che tredici sospetti terroristi erano stati snidati a cannonate da una casa ed arrestati dai soldati, ha riportato tutti alla realtà.


In che senso? Nel senso che i soliti "nazisti con la stella di David" hanno rovinato la festa, o nel senso che magari i terroristi potrebbero anche esistere davvero, e non solo nella fantasia degli israeliani?




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