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La Stampa Rassegna Stampa
24.06.2024 Putin incarcera anche i ragazzini
Analisi di Anna Zafesova

Testata: La Stampa
Data: 24 giugno 2024
Pagina: 3
Autore: Anna Zafesova
Titolo: «I bambini vittime collaterali in un conflitto senza più regole»

Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 24/06/2024, a pag. 3, l'analisi di Anna Zafesova dal titolo "I bambini vittime collaterali in un conflitto senza più regole".

ad Alessandria con Anna Zafesova ...
Anna Zafesova
365 giorni di guerra in Ucraina: “I ...
Sono passati oltre 3 anni dal giorno in cui Putin ha deciso di attaccare l'Ucraina. 600 minori hanno perso la vita, 20.000 sono stati deportati in Russia e incarcerati, un'intera generazione spazzata via dal dittatore russo

La guerra contro i bambini non accenna a rallentare, e conta sempre nuove vittime. Sono più di 600 i minori rimasti uccisi nei bombardamenti russi dell'Ucraina, secondo i dati dell'Onu, e sono quasi 1.500 i bambini feriti, molti dei quali gravemente. Sono quasi 20 mila i minori ucraini finiti in Russia, molti dei quali deportati con la forza, adottati nonostante l'esistenza di parenti e tutori in Ucraina, esibiti in televisione da politici del regime, che gli hanno cambiato nome e li stanno rieducando come russi. Sono un milione i bambini ucraini che non riescono a frequentare regolarmente le scuole, o che sono costretti a seguire le lezioni da un rifugio sotterraneo, come nella Kharkiv bombardata. Ora, anche i bambini russi pagano il prezzo della guerra. Quelli che vengono tolti ai genitori che si oppongono alla guerra, come Masha Moskaleva, denunciata dalla maestra per un disegno pacifista. Quelli che vengono spinti a marciare in uniformi militari negli asili, e a iscriversi nelle organizzazioni paramilitari putiniste che preparano le reclute delle guerre del domani. Oppure quelli come Sofia Averyanova, uccisa dai frammenti di un missile abbattuto sopra la spiaggia dove era stata portata dai genitori - insieme a tanti altri ragazzini - nella Crimea annessa, a pochi passi da un aeroporto militare già bersaglio di attacchi ucraini, perché la propaganda dice che la guerra non esiste. E quelli come Arseny Turbin, da ieri il più giovane detenuto politico della Russia, condannato a 15 anni a 5 anni di carcere minorile, per aver infilato nelle cassette postali dei vicini dei volantini con stampata sopra la frase «Hai bisogno di un presidente come questo?». Il presidente in questione è ovviamente Vladimir Putin, e l'interrogativo dei volantini è valso al ragazzino di Livny, regione di Oryol, l'accusa di «partecipazione in una organizzazione terroristica», il processo in un tribunale militare e il triste primato del più piccolo degli oltre 1.300 prigionieri politici della dittatura putiniana (ma più di 2.500 altri cittadini russi sono in attesa di giudizio per reati d'opinione e opposizione alla dittatura putiniana). Con la sua faccia da ragazzino acqua e sapone, Arseny sembra quanto di più lontano possa esistere dall'estremismo sovversivo e, a giudicare dal suo profilo in VK, l'analogo russo di Facebook, ha delle idee politiche piuttosto confuse. Si presenta come «nazionalista, conservatore, patriota, tifo il CSKA e il Real Madrid», e sulla sua bacheca i post dedicati al calcio si alternano a quelli che esaltano le prodezze militari russe. Secondo i magistrati però, a 14 anni era già arruolato in una "organizzazione terroristica": pochi giorni prima di compiere il suo "crimine", ormai un anno fa, Arseny avrebbe scritto sulla chat della Legione della Russia libera, il gruppo di volontari russi che combattono dalla parte dell'Ucraina, per chiedere di unirsi a loro. 

Questo non è bastato a far scattare l'accusa di "partecipazione a una organizzazione terroristica", anche se la mamma di Arseny, Irina, sostiene che i volantini che ha diffuso si trovano facilmente su Google. Inoltre, il giovanissimo «infiltrato ucraino» avrebbe, secondo l'atto di accusa, «coltivato idee politiche radical-estremiste sotto l'influenza di testate di opposizione»: per esempio, sarebbe colpevole della convinzione che «in Russia non esistono media liberi». La Ong Memorial sta ora facendo una raccolta fondi per permettere alla madre di Arseniy di andarlo a trovare nel carcere di Mosca dove si trova in attesa di venire spedito nella colonia dove sconterà la pena.

Il caso di Turbin ha tolto il primato del più giovane detenuto politico russo a Kevin Lik: il 18enne è stato condannato a quattro anni per niente meno che "alto tradimento". Il "crimine" commesso da Kevin, in quel momento appena 16enne, sarebbe consistito nell'aver fotografato la caserma militare che si vede dalle finestre del suo appartamento, per passare queste informazioni strategiche allo spionaggio tedesco in cambio, secondo i giudici, di «facilitazioni nell'iscrizione a una università tedesca». Il fatto che Kevin abbia la doppia cittadinanza russa e tedesca, che in Germania le università pubbliche sono aperte a tutti (a differenza di quelle russe), che era trilingue e aveva vinto vari concorsi per studenti, e che le foto della caserma sono reperibili su Google, non sembra aver convinto i giudici. Kevin è stato arrestato all'aeroporto mentre cercava di rientrare in Germania, insieme a sua madre Viktoria, già finita nel mirino della polizia russa per le sue posizioni contro l'invasione dell'Ucraina.

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