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Libero Rassegna Stampa
20.05.2024 A 8 anni dalla morte cosa ci resta di Marco Pannella
Editoriale di Daniele Capezzone

Testata: Libero
Data: 20 maggio 2024
Pagina: 1/8
Autore: Daniele Capezzone
Titolo: «Cosa ci resta e cosa ci manca della figura di Pannella, a otto anni dalla morte»

Riprendiamo da LIBERO di oggi 20/05/2024, a pag. 1/8, con il titolo "Cosa ci resta e cosa ci manca della figura di Pannella, a otto anni dalla morte", l'editoriale di Daniele Capezzone. 

Confessioni di un liberale. Daniele Capezzone al Caffè della Versiliana  Giovedì 14 luglio, ore 18:30 - Versiliana Festival
Daniele Capezzone

Marco Pannella moriva otto anni fa. Ha educato generazioni di giovani alla libertà. Il SUO Partito Radicale è stato tra tutti i partiti italiani l'unico a fare un congresso annuale in Israele. 'la terra ti sia lieve', caro Marco, come ti scrive Daniele.

 È caduto ieri, purtroppo in un vasto silenzio, l’ottavo anniversario della morte di Marco Pannella. Eppure, studiando con la giusta distanza temporale ed emotiva la sua complessa traiettoria, non poche delle sue idee di fondo sarebbero ancora utilissime alla politica italiana di oggi, spesso disorientata, a volte distratta rispetto alle questioni di principio, certamente non aiutata da una dimensione turbomediatica che impone di parlare-twittare-postare in modo compulsivo.
Ecco, ripensando al vecchio leader radicale, partirei da un paio di riferimenti, forse lontanissimi fra loro, o forse no, chissà. Da un lato, penso a “Il mondo come volontà e rappresentazione” di Schopenhauer: un’affermazione potente e assoluta di volontà, di soggettività, di riconduzione della realtà a ciò, e solo a ciò, che un uomo - in questo caso, lui, Marco - voleva e vedeva, sorretto dalla convinzione, a volte fondata, di poter smuovere le montagne con la sola forza delle idee e di una tenacia inscalfibile.
Dall’altro, e non colgo contraddizioni, mi viene in mente “Shine on you crazy diamond” dei Pink Floyd, il loro omaggio al geniale Syd Barrett, all’ispiratore lontano e perduto, ma anche il riconoscimento dell'anomalia, della follia, dell'imponderabile che ci abita, che può cambiare irrimediabilmente il corso delle cose.
Marco Pannella, armato di una volontà senza paragoni e – sul piano materiale – di matite spesso smozzicate, ha scritto pagine di storia incancellabili. Ha amato la politica più di se stesso. Ha fatto della sua follia reale o apparente che fosse, di volta in volta - un metodo. Ha educato generazioni di giovani alla libertà, da tutto, e - assai più faticosamente - anche e perfino da lui, non senza ferite e conflitti. Ha onorato politica, idee e istituzioni come una religione laica, e - per lui, in questo caso - dubito dell’aggettivo, non del sostantivo.
Ho conosciuto almeno due lati della sua personalità inafferrabile: la generosità creativa, e un accanimento feroce, fratelli l’uno dell’altra. Pur avendo tante ragioni, avevo torto io, ovviamente. Impossibile pensare di condurre a “normalità liberale” quell’energia.
Ingiusto, perfino, tentare di omogeneizzare secondo i propri orientamenti (ad esempio, i miei: Occidente, mercato, individuo), una personalità che aveva certamente quei tratti, ma anche mille altri, intrecciati, sovrapposti, a volte contraddittori. Per lui, Croce più che Einaudi, Rossi e Spinelli più che la Thatcher, a volte – purtroppo – più istinto regolatorio che tensione puramente libertaria, e qualche evidente illusione (sull’Europa, in primo luogo).
Ma, sopra ogni altra cosa e certamente prevalente su qualsiasi sbaglio, un benedetto rifiuto di schemi, etichette, gabbie. Anche quelle- magari ineccepibili dal punto di vista liberale- che l’uno o l’altro passante cercava di proporgli. Errore, quello di tanti di noi. Impossibile arginare il fiume, ricondurlo a raziocinio banale e consequenziale: forse troppo banale e troppo consequenziale per lui.

SPUNTI E LAMPI

Della sua vita, ciascuno rilegga, scelga e cerchi di comprendere le pagine più congeniali per ognuno.
Da sinistra a destra, tutti potrebbero trovare spunti, illuminazioni, lampi. Ahimé, lo ha fatto soprattutto qualcuno a sinistra, ma ricordando solo battaglie e sfumature “compatibili”, tentando così di annettersi normalizzandola - una storia e una traiettoria assai più complesse e differenti, e in ultima analisi distorcendone l’ispirazione di fondo. Pannella – per capirci- è stato papà di molti diritti, ma non era un “dirittista” ideologico, e non aveva nulla da spartire con l’attuale conformismo progressista. Nell’attuale classe politica di centrodestra, non mi pare si senta l’esigenza – ed è un errore altrettanto grave – di stimoli liberali scomodi ma utili. Quanto infine ai vari e frammentatissimi tenutari – più o meno ufficiali, ufficiosi, effettivi o aspiranti – della memoria del leader radicale, essi paiono soprattutto dediti a modeste e infeconde contese tra loro.

LA COMPRESENZA

La terra ti sia lieve, caro Marco.
Credevi nella “compresenza dei morti e dei viventi”, e forse avevi delle ragioni su questo, cioè sull’intimo legame tra le stagioni che abbiamo alle spalle e le eredità ideali che ci sono giunte. E infatti, lontano dal passato e prima del futuro, in un tuo personalissimo e dilatato presente, dialogavi con Croce e Pannunzio, Craxi e Cossiga, Sciascia e Pasolini. Non so se e dove potrai mai reincontrarli. Ed eventualmente, nel caso, se permetterai a qualcuno di loro di parlarti, oltre che di udirti. Forse te lo lascerebbero fare ancora una volta, sapendo che l’ascolto degli altri non era – diciamo – il maggiore dei tuoi tanti pregi.
Riposa in pace. E grazie di tutto.

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