mercoledi` 17 aprile 2024
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Non dimenticheremo mail gli orrori del 7 ottobre (a cura di Giorgio Pavoncello) 15/01/2024


Clicca qui






Libero Rassegna Stampa
06.03.2003 Una via senza uscita
Se non sceglieranno la democrazia il futuro dei palestinesi sarÓ uguale al loro presente

Testata: Libero
Data: 06 marzo 2003
Pagina: 2
Autore: Angelo Pezzana
Titolo: «Gli assetati di morte non digiunano mai»
In seguito all'attacco del terrorista-suicida di mercoledý 5 marzo a Haifa dove hanno perso la vita 15 israeliani, riportiamo un articolo di Angelo Pezzana pubblicato su Libero giovedý 6 marzo 2003.
Mentre il papa chiede al mondo un giorno di digiuno in nome della pace, ecco che arriva, prima ancora che il giorno finisca, la risposta del terrorismo palestinese. L'autobus Egghed n░37 che collega l'universitÓ al centro di Haifa salta in aria alle ore locali 14,17. Mentre scriviamo i morti sono 17 e i feriti, tra i quali molti in fin di vita, pi¨ di 40. L'ora e il percorso dell'autobus indicano chiaramente qual'era l'obiettivo dell'attentatore. Fare strage di studenti, ucciderne quanti pi¨ possibile.
Sappiamo a memoria quello che leggeremo stamane sui giornali, quante lacrime di coccodrillo verranno sparse su quelle giovani vite spazzate via dall'odio che non conosce alcun dialogo e nessuna volontÓ di pace. Non digiunano quelli che massacrano innocenti, annullando insieme alle vite di molti anche la loro. Non digiunano perchŔ credono ciecamente solo che solo distruggendo Israele riusciranno a riscattare il loro misero presente. Non sanno, accecati come sono dall'indottrinamento fanatico a cui sono sottoposti, che la causa delle loro disgrazie non si chiama Israele ma mondo arabo, un mondo fatto di privilegi e sudditanze, di enormi ricchezze in mano a pochi e di miseria comune a tutto un popolo. Sottomessi come sono a una leadership corrotta non capiscono che senza un cambiamento radicale il loro futuro sarÓ uguale a quello di oggi. Certo, gli attentati continueranno, la vita degli israeliani sarÓ sempre a rischio come lo Ŕ drammaticamente oggi, ma il rifiuto arabo di riconoscere la democrazia come l'unica possibilitÓ consentita per uscire dallo spaventoso medio evo nel quale vivono costerÓ ancora, non solo agli israeliani, attentati e stragi. PerchŔ Ŕ nel rifiuto della democrazia quale sistema nel quale vivere la causa della arretratezza e quindi del fanatismo che contraddistingue gran parte del mondo musulmano. La sola esistenza di Israele Ŕ uno scandalo per chi identifica-giustamente- nello stato ebraico la modernitÓ. Non Ŕ solo l'antisemitismo, che ha pur segnato profondamente le relazioni fra mondo ebraico e mondo musulmano culminando nella alleanza di quest'ultimo con il regime nazista,che segna l'impossibilitÓ di vivere l'uno accanto all'altro. C'Ŕ ben di pi¨. C'Ŕ l'esempio troppo confinante di Israele, un paese libero e democratico, nel quale il popolo sceglie da chi essere governato, dove le donne invece di portare il velo governano il paese accanto agli uomini, dove i costumi sessuali sono l'esatto opposto di quanto avviene ancora nella soffocante famiglia autoritaria musulmana, dove il rispetto dei doveri va di pari passo con quello dei diritti. Dove la giustizia giudica in tribunale e non appende per i piedi nelle strade dopo un giudizio sommario.
Ma la responsabilitÓ di quanto avviene non pu˛ essere attribuita solo ad Arafat e alla sua corte, sotto qualunque sigla si presenti il terrorismo palestinese.
E' la cecitÓ dell'Europa ad essere chiamata in causa, in buona o in cattiva fede poco importa. Abbiamo il massimo rispetto per chi si richiama ai valori universali della pace. Ma quei valori cessano di essere tali quando la volontÓ di morte supera il rispetto per la vita. Golda Meir disse che i palestinesi arriveranno ad ottenere la pace quando ameranno pi¨ i loro figli di quanto odino gli ebrei.
Quel tempo non Ŕ ancora arrivato. Bisogna aiutare i palestinesi prima che sia troppo tardi, per loro e per le loro vittime. E l'unico modo per farlo Ŕ combattere i dittatori sul campo che loro stessi hanno scelto. Senza pi¨ esitare. Senza paura.
Invitiamo i lettori di informazionecorretta.com ad inviare il proprio parere alla redazione di Libero. Cliccando sul link sottostante si aprirÓ una e-mail giÓ pronta per essere compilata e spedita.

segreteria@libero-news.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT