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La Stampa Rassegna Stampa
20.09.2022 Putin minaccia tutte le democrazie
Intervista di Francesco Semprini a Iryna Vereshchuk

Testata: La Stampa
Data: 20 settembre 2022
Pagina: 21
Autore: Francesco Semprini
Titolo: «'Putin minaccia tutte le democrazie, l'Italia non cada nei suoi inganni'»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 20/09/2022 a pag.21 con il titolo 'Putin minaccia tutte le democrazie, l'Italia non cada nei suoi inganni' l'intervista di Francesco Semprini.

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Francesco Semprini

Iryna Vereshchuk: About 600 Russians held prisoner in Ukraine | Ukrayinska  Pravda
Iryna Vereshchuk

«Chiunque diventerà premier in Italia, se è un vero patriota, sosterrà l'Ucraina e gli ucraini nella lotta per la democrazia». È perentoria Iryna Vereshchuk, vicepremier ucraina e ministro per la reintegrazione dei territori occupati, che accusa la Russia di Vladimir Putin «di utilizzare ricatti, corruzione, intimidazioni e disprezzo per minare i valori delle democrazie europee».

L'ultima volta che abbiamo parlato è stato a metà marzo, a distanza di sei mesi come è cambiato il conflitto? «Abbiamo superato il battesimo del fuoco e, sebbene la guerra continui ancora, abbiamo dimostrato cosa è in grado di fare l'esercito ucraino, quanto può essere professionale e motivato. Le armi che abbiamo chiesto a marzo, ci hanno permesso di essere più sicuri, convincenti e incisivi. Il nostro esercito dimostra il suo valore sul campo di battaglia e questo ha portato a risultati decisivi».

Qual è il motivo dell'efficacia della controffensiva ucraina? «È il risultato di un insieme di fattori, la capacità dei nostri combattenti, la sempre maggiore professionalità delle forze armate e la motivazione di giungere alla vittoria, tutto ciò ci permette di fare le scelte giuste. Dobbiamo avere la capacità di ottimizzare risorse limitate tenendo sempre presente che la vita di ogni nostro militare ha un valore che dobbiamo difendere. Vorrei aggiungere infine che una parte del merito va anche ai nostri alleati».

A proposito, secondo alcuni sono state decisive la dotazione di nuovi armamenti occidentali, penso agli Himars, ma anche a una maggiore presenza dell'intelligence alleata sul terreno… «Sì, confermo. Le armi che abbiamo ricevuto, specialmente quelle più recenti e quelle che stiamo per ricevere, hanno contribuito molto così come la condivisione delle informazioni di intelligence. Questo, unito al nostro perfezionamento professionale sul campo di battaglia, si è tradotto in una serie di successi, ottomila chilometri quadrati ripresi e 421 tra città e villaggi ad oggi (sabato) liberati».

In merito alla tenuta dell'alleanza pro-Kiev è preoccupata per l'arrivo dell'inverno e degli approvvigionamenti di gas all'Europa? «Sì, è un elemento che turba. La Russia crede che l'inverno sia uno strumento di guerra contro l'Occidente, Mosca si comporta da bandito crede che i leader d'Europa siano deboli e mette in pratica il ricatto del gas: l'aumento delle bollette soffierà sul fuoco del risentimento della gente e i leader dovranno dare loro una risposta. Questo è esattamente ciò che vuole Mosca. Allo stesso modo la Russia si è resa conto che sul campo di battaglia non è in grado di batterci e ha cambiato strategia prendendo di mira le infrastrutture civili, a Kryvyi Rih, Kharkiv e Mykolaiv. Mirano alle centrali elettriche, nucleari e alle dighe per rendere l'inverno ancora più difficile. Se in Europa la Russia gioca con le bollette, in Ucraina lo fa con la sopravvivenza delle persone».

Cosa può dire agli europei per rassicurarli? L'Ucraina è pronta ad aiutare? «L'Ucraina esporta una parte significativa dell'elettricità in Romania, Slovacchia, Polonia e Moldova. Ora però la centrale nucleare di Zaporizhzhia non è sotto il nostro controllo, appena la riprendiamo saremo in grado di esportare l'elettricità in Europa occidentale, contrastando il ricatto di Putin».

Ha paura che i russi possano causare un disastro nucleare? «A Chernobyl i russi avevano posizionato mezzi, uomini e armamenti nella centrale, violando tutte le regole di sicurezza. Abbiamo informazioni dalla nostra intelligence su come si stanno comportando a Zaporizhzhia, interferiscono sconsideratamente con il funzionamento della centrale stessa. La società russa Rosatom, attualmente incaricata della gestione della stazione, dovrebbe essere soggetta a severe sanzioni per le azioni intraprese a Energodar. Questo è un grande pericolo per il mondo. Anche la missione Aiea lo ha chiesto l'immediata demilitarizzazione della centrale».

Teme che le elezioni in Italia, se dovessero andare in un certo modo piuttosto che un altro, potrebbero indebolire il sostegno all'Ucraina? «Il confronto con la Russia di Putin va oltre le questioni politiche. Credo che in una società democratica debba prevalere l'istinto di autodifesa. Serve sobrietà negli approcci dinanzi alle aggressioni e alla guerra, fattori che vanno al di là delle inclinazioni politiche. Soprattutto la nazione italiana, che rispetto profondamente per il suo contributo alla cultura e alla società, per il grande patrimonio storico, musicale e artistico di cui ha reso l'umanità più ricca. È pertanto necessario valutare il mondo secondo i parametri della civiltà, solo così otterremo le risposte giuste a ogni domanda. Chiunque diventerà premier in Italia, se è un patriota, sosterrà l'Ucraina e gli ucraini nella loro lotta per la democrazia».

La preoccupa il rapporto Usa sui rubli che dal 2014 la Russia invia in Europa? «L'obiettivo della Russia sia manipolare i paesi democratici dall'interno. Mosca da leva sui meccanismi della democrazia per sabotare le democrazie e minarne i valori fondanti. Ha usato, sta usando e userà ogni arma: ricatti, tangenti, intimidazioni e disprezzo. È giunto il momento che l'Europa dimostri alla Russia di essere davvero indipendente impedendole così di influenzare l'opinione politica o indebolire le democrazia europee".

Teme che assisteremo ad altre Bucha e Izyum? Chiederete indagini internazionali? «Vogliamo che il mondo veda cosa è successo. Molti politici sapevano cosa stava facendo il regime di Putin all'opposizione in Russia, come interferisce nei processi elettorali in altri Paesi, come uccide gli oppositori del loro regime e in altri Stati. Molti politici lo sapevano e hanno taciuto, spesso anteponendo gli interessi economici e commerciali. Izyum e Bucha, sono anche il risultato delle azioni di politici corrotti e omertosi. Non voglio pensare a cosa troveremo a Mariupol, ho paura. Il mondo non ha mai visto un tale orrore».

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