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La Stampa Rassegna Stampa
06.09.2022 Se l'Iran fa impiccare due attiviste Lgbt
Analisi di Karima Moual

Testata: La Stampa
Data: 06 settembre 2022
Pagina: 27
Autore: Karima Moual
Titolo: «Se l'Iran fa impiccare due attiviste Lgbt»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 06/08/2022, a pag. 27, con il titolo "Se l'Iran fa impiccare due attiviste Lgbt", l'analisi di Karima Moual.

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Karima Moual

Iran sentences two LGBTQIA+ activists to death
Zahra Sedighi Hamedani

Se c'è una cosa che tutti noi dobbiamo tenere bene a mente, è che sui diritti non bisogna mai abbassare la guardia, perché un diritto acquisito non lo è mai per sempre ed è per questo che va difeso e tutelato perché possa durare a lungo per altre generazioni a venire. Fatta questa premessa, proviamo ad allungare lo sguardo lontano, e precisamente in Iran, dove ci arriva notizia della condanna a morte per due lesbiche e attiviste Lgbtq. Sono accusate di promuovere l'omosessualità, hanno riferito gli attivisti lunedì, esortando la comunità internazionale a fermare l'esecuzione. Si chiamano Zahra Sedighi Hamedani, 31 anni, ed Elham Chubdar, 24 anni. Ci sono foto che le ritraggono spensierate nonostante portino avanti una lunga battaglia e nel luogo più pericoloso dove affrontarla. «È la prima volta che una donna viene condannata a morte in Iran a causa del suo orientamento sessuale», assicura l'Ong iraniana per la difesa dei diritti delle persone Lgbtq "6Rang". Ecco, se purtroppo c'è sempre una prima volta, è anche vero che il rischio di tornare indietro sui diritti è sempre concreto ancor più se ci si trova ad avere forze politiche e culturali conservatrici al potere, impostate su ideologie con verità escatologiche che non possono essere messe in discussione. Succede in Iran come in Arabia Saudita e con varie sfumature in tutti quei Paesi dove vi è una lettura conservatrice e letterale del dogma religioso, perché in tutte le tre religioni monoteiste, l'omosessualità non è certo accolta a braccia aperte. Se nel mondo cattolico grazie alla laicità - e attenzione non certo alla fede - gli omosessuali sono riusciti a conquistarsi qualche diritto, nel mondo islamico dove la laicità fa fatica a trovare spazi il proprio orientamento sessuale se considerato "deviato", lo si può pagare ancora con la vita. In Iran essere omosessuali può essere estremamente pericoloso. E paradossalmente lo è oggi di più che in passato quando all'epoca dello Scià era parzialmente accettata. Oggi, per gli omosessuali è prevista la pena di morte, la reclusione o la fustigazione. Non sono né riconosciuti né tutelati. Unica attenzione è quella verso le persone transgender, che hanno ottenuto il diritto di cambiare anagraficamente sesso nel 1987. Sui social la storia delle due ragazze iraniane con richiesta di liberarle è diventata virale, ma colpisce l'accusa riportata sui media iraniani. Sono colpevoli di "diffusione della corruzione sulla Terra". È l'accusa più grave del codice penale iraniano. Quanta paura può fare ancora la "diversità"? Che la "diversità" sia una caratteristica dell'umanità è un fatto assodato, eppure questa diversità in tutte le sue sfumature continua a essere utilizzata come arma contro altri compromettendo la convivenza tra persone. E l'omosessualità è uno dei segmenti che continua a costare caro a molte persone nel mondo, per culture, usanze, tradizioni e leggi. Pensiamo all'Iran, e a come sensibilizzare il mondo per la liberazione di Zahra Sedighi Hamedani e Elham Chubdar, ma anche ai molti altri paesi che se non hanno la condanna a morte verso gli omosessuali, comunque provano a condannarli da vivi ad una quotidianità infelice, con discriminazioni, pregiudizi e quei diritti centellinati, sempre per quel dannato sentimento di superiorità e conservatorismo allergico ad aprirsi all'altro e attento a tutelare solo se stesso. Perché è facile fare i paternalisti come lo fanno i partiti di destra italiani contro l'estremismo islamico, ma la verità è che i diritti e la libertà sono una grande prova di generosità verso l'umanità, alla quale sono chiamati tutti a risponderne. Un sentimento che non tutti sono disposti ad offrire. Basti pensare, tornando al nostro Paese, all'ultima performance di Giorgia Meloni con un attivista per i diritti Lgbt, e quel suo: hai già le unioni civili. I diritti non sono mai pienamente acquisiti, vanno difesi e tutelati ovunque, perché il rischio di fare un passo indietro esiste sempre. Un sentimento di egoismo si mimetizza nelle vesti di chi si presenta bonariamente per la difesa dei bei valori della famiglia, figli e via discorrendo, e poi stranamente sono buoni e belli solo quelli propri. Proprio come quando a chi nel nostro Paese chiede più diritti.

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