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Rassegna Stampa
03.05.2002 GIOCHI DI NUMERI
GIOCHI DI NUMERI

Testata:
Autore: Umberto De Giovannangeli
Titolo: «Human Rights Watch: palestinesi usati come scudi»
A partire dal titolo e proseguendo nell'articolo emergono alcune gravi inesattezze sulle quali è opportuno riflettere.
Eravamo abituati a leggere titoli preoccupanti: "Massacro a Jenin", "Catastrofe umanitaria nel campo profughi", i morti palestinesi parevano 500.
Fino a quando le organizzazioni umanitarie non avevano avuto il permesso di entrare (e questo soltanto per salvaguardare la loro incolumità) si poteva giocare con i numeri.
Quando l'accesso al campo profughi è stato consentito a tutti (delegazioni palestinesi ed israeliane, giornalisti, funzionari della Croce Rossa ecc.) non si è più potuto barare: i morti erano 50 , fra cui molti terroristi. Ecco quindi che nell'articolo di oggi anche l'Unità prova a cambiare la sua tesi, più volte ribadita del "massacro" o della "strage".
Si legge: "Denunciare un massacro di civili inermi nel campo profughi di Jenin è tutto da provare....................... "
Eppure leggendo gli articoli dei giorni scorsi non era una delle priorità di questo quotidiano provare l'effettiva esistenza di un "massacro".
Nessuno aveva avuto l'opportunità di verificare i fatti accaduti a Jenin ma la denuncia non lasciava scampo all'esercito di Tzahal: era catastrofe umanitaria.
", ma esistono altre e accertate violazioni dei diritti umani di cui le autorità israeliane sono chiamate a dar conto".
Gli israeliani sono sempre chiamati a "dar conto" di qualcosa.
A nessuno viene in mente di chiedere conto ai terroristi palestinesi delle stragi che hanno perpetrato in 18 mesi e di tutte le violazioni di diritti umani di cui si sono macchiati?
Qualcuno ricorda le immagini atroci di quei poveri soldati catturati a Ramallah, gettati da una finestra e linciati da una folla inferocita di palestinesi fino a morire?
Il rapporto di Human Rights Watch, l'ennesima organizzazione umanitaria alla "disperata" ricerca di violazioni di diritti umani (ora che non si può più parlare di massacro, bisogna trovare altro!!) informa che sono stati recuperati 51 cadaveri di palestinesi: una percentuale molto alta sottolinea il rapporto.
Intanto, un numero molto al di sotto di quello sbandierato dai palestinesi (500 morti) e, se costoro si intendessero di questioni militari e di lotta al terrorismo, saprebbero che con la durissima battaglia che si è combattuta (perché si è trattato di una guerra vera e propria, in un campo disseminato di mine preparate apposta per i soldati israeliani), il numero dei morti è realisticamente basso e del tutto giustificabile in un simile contesto.
Ancora. Il giornalista non menziona che a fronte dei 50 morti palestinesi vi sono ben 23 soldati uccisi: un numero che dovrebbe far riflettere considerando il potente esercito israeliano.
"Bouckaert, ricercatore dell'HRW denuncia anche la massiccia distruzione di abitazioni (200 rase al suolo)".
Innanzitutto gli abitanti delle case venivano fatti uscire con molto anticipo, ( anche se la maggior parte avevano già lasciato il villaggio e raggiunto i parenti che vivevano in località vicine).
Inoltre solo dopo aver constatato l'estrema pericolosità di combattere porta a porta i bulldozer avevano cominciato ad abbattere le mura.

Un'altra accusa riguarda "'uso di civili palestinesi da parte dell'esercito israeliano per costringerli a svolgere incarichi pericolosi".
E' piuttosto vero il contrario: alcune testimonianze hanno affermato di guerriglieri che uscivano dalle case, con le mani in alto e le cinture piene di esplosivo, spesso seguiti da civili oppure da bambini con borse contenenti dinamite.

Nel campo di Jenin si è combattuta una dura battaglia, da quel campo sono usciti 29 terroristi che, anche se non facevano parte di un esercito regolare, erano armati, sapevano usare molto bene gli esplosivi e non esitavano a combattere fino in fondo anche a costo della loro stessa vita. Perché per il mondo sono sempre soltanto "vittime"??


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